“Tre giorni di sacrifici valgono un’immagine splendida di Taranto nel mondo”, così Cesare Veronico, direttore artistico del Medimex, risponde a quei tarantini che hanno storto il naso per una città congestionata e poco accessibile durante i giorni del Festival.
L’intervista che tira una linea sull’edizione 2023, ad una settimana dalla sua conclusione, comincia con la proposta, avanzata sui social, di alcuni cittadini di Taranto che vorrebbero che il Medimex fosse spostato dalla Rotonda del Lungomare al Parco Archeologico delle Mura Greche dove si svolge anche il concerto del Primo Maggio.
“Ringrazio i tarantini per aver sopportato questo stress e comprendo il disagio creato soprattutto agli abitanti del Borgo. Sono disponibile a parlare di eventuali altre soluzioni con l’Amministrazione Comunale perché questa manifestazione va fatta in armonia con la città” – afferma Veronico – Voglio, però, semplicemente far notare che le immagini del drone che riprende dall’alto la Rotonda del Lungomare durante i concerti sono state veicolate in tutto il mondo dagli artisti. Pensate a Tom Morello, che negli Stati Uniti è un idolo, che posta la foto del palco di Taranto per ringraziare tutti i fan che hanno visto il suo tour mondiale oppure a Skin degli Skunk Anansie, che posta entusiasta la foto dell’audience avuta a Taranto, cosa che hanno fatto anche Ian Astbury e Billy Duffy dei Cult. Se tutti gli artisti che sono venuti al Medimex ci dicono che la Rotonda del Lungomare è uno dei più bei luoghi in cui hanno suonato in vita loro e tu dai quell’immagine della città sapendo che una delle missioni che ha il Medimex è di veicolare la bellezza di Taranto, bisogna semplicemente interrogarsi se vale la pena mettere in discussione una location unica”.
Com’è stata questa edizione 2023 del Medimex dal punto di vista della partecipazione?
“Gli anni passati sono serviti dal punto di vista dell’esperienza. Quest’edizione è da considerarsi di gran lunga la migliore, la più riuscita fatta a Taranto, a livello di partecipazione. In totale nelle tre serate sulla Rotonda del Lungomare abbiamo avuto circa 20 mila presenze (oltre 7 mila per gli Skunk Anansie, il concerto più visto, ndc) ma è complessivamente il coinvolgimento delle persone alle altre iniziative che ci lascia soddisfatti, ossia i sold out agli incontri al teatro Fusco, agli show case a Spazioporto, la grande attenzione verso gli eventi organizzati in Città Vecchia, all’Università e al Caffè Letterario”.
Su Diodato alla fine ha avuto ragione. Una scommessa vinta farlo suonare in un festival rock…
“Sapevo perfettamente che questa scelta sarebbe stata criticata ma ho le spalle larghe. Organizzo eventi e concerti da quando ero ragazzo ed ero convinto di aver fatto la cosa giusta. La sua band sul palco suona bene, i musicisti sono di grande valore e lo show di Antonio dal vivo esprime energia. Lui il palco se lo è meritato e conquistato ed è giusto che Puglia Sounds ospiti il musicista di casa che ce l’ha fatta dopo una lunga gavetta”.
Skunk Anansie e Tom Morello hanno fatto tremare il palco per le potenti vibrazioni emanate dalla loro esibizione.
“Eravamo certi che Skunk Anansie sarebbero stati devastanti. Quello che non potevamo prevedere è la passione che ci avrebbero messo, e non penso solo a Skin, alla sua bravura e alla sua simpatia contagiosa. Mi riferisco a come tutta la band ha interagito con il pubblico del Medimex e con i Red Room , la band di diciottenni vincitori del bando Puglia Sounds Record. Se li sono coccolati, hanno dato loro consigli, gli hanno chiesto di seguire il loro concerto dal palco e, infine, si sono trattenuti dopo il concerto, con i ragazzi, nel backstage.vTom Morello è stata una grande sorpresa per il pubblico perché diciamoci la verità, la maggior parte di esso, domenica sera, era venuto per i Cult. Ed invece il chitarrista dei Rage Against the Machine ha mostrato tutto il suo talento con un concerto ad alto impatto sonoro”.
Per i Cult si aveva il timore di vedere uno show dal vivo un po’ con il pilota automatico. La sensazione, dopo aver visto su You Tube alcuni show del loro tour, era che molto dipendesse dal grado di coinvolgimento di Ian Astbury, il frontman.
“La percezione che lui avrebbe dato il massimo l’ho avuta quando l’ho incontrato il sabato sera, a sorpresa, a Spazioporto. Mi ha detto che ha lasciato la band in albergo a Bari (il batterista è originario del capoluogo pugliese, ndc), si è preso il taxi e se ne è venuto a sue spese a Taranto, perché gli era piaciuto il programma del Festival. Ha visitato la mostra su Lou Reed al MArTA, ha incontrato Dr. Kiko a Spazioporto. Insomma voleva conoscere Taranto ed ha scoperto, con grande sorpresa, che nel 1985 aveva già suonato qui quando si è fatto fotografare con alle spalle la locandina di quel concerto di circa 40 anni fa. Tutto ciò mi ha rasserenato. Ho capito che era completamente focalizzato sul concerto.
I Murder Capital hanno confermato che possono fare molta strada…
James McGovern, il cantante, ha tenuto a dire che è stata la loro prima volta in Italia. E noi siamo onorati di averli ospitati in questo particolare esordio. Sono abili nell’evolvere e aggiornare le sonorità tipiche della new wave e, rispetto a molte band di quel periodo, sono migliori tecnicamente. Se non fanno sciocchezze ne sentiremo parlare a lungo”.
Molta gente, invece, è rimasta delusa dall’esibizione fredda degli Echo &the Bunnyman della prima serata…
“Li ho visti anche 30 anni fa. Loro puntano molto sulle canzoni di qualità che hanno in repertorio. Nessuno andando ad un loro concerto si aspetta energia dal palco. Non è nelle loro corde, non sono mai stati energici, non creano mai un forte empatia diretta con il pubblico. A Taranto non sono stati tanto diversi da come li conoscono in giro per il mondo. Però è parso evidente che il loro front man Ian Mc Culloch non fosse in forma, che fosse un pò svogliato”.
Può raccontarci qualche aneddoto del backstage?
“Me ne viene in mente uno che riguarda Billy Duffy, il chitarrista dei Cult. Quando ci siamo parlati prima del concerto, sapendo che lui tifa Manchester City e che suona sempre mettendo sul palco una bandiera del club, gli ho raccontato di essere andato scherzosamente dal tecnico del suono della band per dirgli che, tifando io Inter, avrebbero dovuto togliere quella bandiera del City dal palco. Il tecnico mi ha risposto che il problema era il mio perché Duffy non suona senza quella bandiera. Siamo scoppiati dalle risate e quando abbiamo cominciato a parlare di calcio si è praticamente lasciato andare. Poi non posso che ricordare la simpatia contagiosa di Tom Morello, uno che rivendica le sue origini italiane, anche perché abbiamo scoperto anche che la moglie è originaria di Bari. Skin degli Skunk Anansie è arrivata direttamente da New York ed è ripartita all’alba del giorno dopo il concerto per tornarvi e stare con la figlia piccolina”.
Per finire, immagino siate al lavoro già per l’edizione 2024. Qualche anticipazione?
“Nomi non ne faccio, lo sapete (ride, ndc). Abbiamo cominciato a capire quali sono i gruppi in tournee il prossimo anno. E partiamo, solitamente, nel cercare quelle band che abbiamo mancato per l’edizione appena terminata. Il quadro sarà più chiaro a settembre quando parteciperò a Londra, ad un grande meeting tra gli organizzatori dei festival internazionali di musica e gli agenti degli artisti. Taranto merita un altro grande Medimex..”





Sono stati 3 giorni indimenticabili di musica e di spettacolo.Grazie per l’organizzazione e per avere fatto vivere la nostra amata città. Speriamo di poter fare sempre meglio
La nostra città è apparsa fiorente e vivace, il piccolo sacrificio della viabilità modificata ha avuto i suoi frutti con Medimex!