Ha ottenuto il riconoscimento di “vittima del dovere” dal Ministero della Difesa il tenente di vascello della Marina Militare in servizio a Taranto, deceduto nel febbraio 2013 a causa di un mesotelioma pleurico, scatenato dall’esposizione prolungata all’amianto presente sulle navi, sulle quali ha trascorso oltre 40 anni di carriera. Una malattia fatale, che ne ha causato il decesso in appena 5 mesi dalla diagnosi.
La figlia del militare si era rivolta all’Osservatorio Nazionale Amianto per ottenere giustizia e aveva richiesto al ministero il riconoscimento di vittima del dovere, una speciale elargizione all’erede di circa 200mila euro e l’assegno vitalizio: le richieste sono state tutte accolte dal ministero.
“Sia nei periodi a terra che in quelli in mare – si legge nella nota – oltre che stazionare nelle torrette ha svolto servizio in armeria e al deposito munizioni nelle basi arsenalizie, compresa quella di Taranto, coibentata con amianto friabile. Ha, inoltre, maneggiato materiali di amianto e contenenti la fibra killer”.
Paola Santospirito, responsabile dell’Osservatorio Vittime del Dovere e moglie di un altro militare contaminato, ha dichiarato che “la presenza di amianto a bordo delle navi è stata dimostrata e ora la Difesa ha riconosciuto che sulle imbarcazioni c’erano anche altre sostanze chimiche e nocive. Mio marito quindi ha subito una doppia esposizione. Abbiamo diversi militari morti o ammalatisi per una concomitanza di sostanze nocive”.

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E tutte le vittime d’amianto del siderurgico chi le risarcirà mai ,compreso quelli avvenire ,certo che assistiamo ad un’ingiustizia dopò l’altra in questa dannata Taranto . Ai militari troppe onorificenze,agli operai soltanto un buona sorte !! Si è sistemata a vita questa tizia ,furbetta .