Maradona e gli anni di Piombo al Cinzella

 

Conclusa la prima rassegna “pilota” ideata da Michele Riondino, in collaborazione con Luca De Gennaro e Stefano Senardi, Martina Martorano
Posted on 10 Luglio 2023, 12:22
6 mins

Se Maradona avesse l’occasione di tornare d’aldilà, anche solo per un giorno, probabilmente racconterebbe la sua storia. Renderebbe giustizia a Diego: l’uomo dalle molteplici fragilità. L’incompreso. Questo è ciò che scrive lo sceneggiatore pugliese, Cosimo Damiano Damato, nella sua ultima fatica letteraria “Hasta Siempre Maradona”, presentata alle terrazze Mon Reve. Quest’ultimo incontro ha chiuso la rassegna “Cinzella Parole”, la tre giorni condotta da Luca De Gennaro e Martina Martorano, a cui hanno partecipato artisti, scrittori e giornalisti. “Sono nato nella terra di Che Guevara e di Papa Bergoglio. Ernesto mi ha ispirato, Francesco mi ha benedetto. Per qualcuno sono un santo bueno, per altri un profeta, claro! Per altri ancora un martire, un pazzo, un brigante, un fuorilegge” questo l’incipit con cui la voce calda di Damiano Damato riporta il pubblico indietro nel tempo tra i ricordi de “el Pibe de Oro”. Lo showcase è stato un viaggio partenopeo, scandito dalle intramontabili “Napul’è”, “Te voglio bene assajie” e “Gracias a la vida” interpretate dalla compositrice Simona Molinari, nelle vesti della collega argentina Mercedes Sosa. Due anime latine, molto diverse, ma accomunate dalla vitalità: lui sul campo da calcio e lei sul palco.

“L’arrivo di Maradona – ha detto Damiano Damato – ha cambiato il destino del calcio italiano, e non solo. Ha rivoluzionato la società: a esempio, prima che arrivasse a Napoli, era immaginabile che i ragazzini portassero i capelli lunghi e gli orecchini, perchè la loro sessualità non avrebbe dovuto essere fraintesa. Ma i suoi ricci hanno dettato moda, modificando perfino il sostrato culturale e sociale”. Lo sceneggiatore, inoltre, spiega di aver dedicato il libro al giornalista Gianni Minà, che “gli ha insegnato tanto ed è stato la sua finestra sul mondo”. Quando è stata contattata da Damiano Damato, Molinari è stata entusiasta del progetto: “Sentivo che mancasse qualcosa, così gli ho proposto di celebrare anche una donna dallo stesso spessore. E così è stato: dopo neanche ventiquattro ore, lui è tornato col copione e le musiche di Mercedes Sosa, che avrei cantato nel corso del reading musicale. E da lì è scoccata la magia. La magia argentina ovviamente”.

Non solo calcio: Gino Castaldo presenta “Il cielo bruciava di stelle. La stagione magica dei cantautori italiani”

 

Era la fine degli anni ’70 e l’Italia era un campo minato a cielo aperto. Era il Paese dei ragazzi che si sparavano per rivendicare i propri ideali, a tal punto di uccidere e rapire, anche personalità al di fuori del mondo politico, come Fabrizio De André. E “Il cielo bruciava di stelle. La stagione magica dei cantautori italiani” comincia esattamente da quel fatidico 27 agosto 1979, col sequestro del cantautore genovese e della cantante e compagna Dori Ghezzi e per cui le cui trattative poi andarono a buon fine. Per l’autore, giornalista e critico musicale, Gino Castaldo “il triennio 79’ – 81’ è magico tanto quanto misterioso” e fu l’epoca in cui “l’Italia sembrava stesse cambiando radicalmente”. Anche lui protagonista del “Cinzella Parole”, ha raccontato gli aneddoti e i ricordi che l’hanno spinto anche a scrivere questo libro. Uno spaccato su una nazione lacerata dai contrasti e dal terrorismo, in cui gli innocenti e le giovani generazioni riuscivano a trovare conforto nella musica. Un diario di eventi che intreccia le storie di vita e di musica di nove protagonisti, quali Fabrizio De André, Lucio Dalla, Vasco Rossi, Lucio Battisti, Francesco De Gregori, Pino Daniele, Franco Battiato, Francesco Guccini e Rino Gaetano.

Castaldo spiega che il libro nasce da una “provocazione dall’ editor di Mondadori”. Poi, prosegue, emozionato: “Anni cruciali, in cui credo sia successo di tutto. Periodo in cui, anche andare a un concerto, diventava una scommessa sulla vita”. E tra una canzone e l’altra, il critico musicale ha attinto dalle pagine della sua memoria diversi episodi: “Una volta col Maestrone – racconta divertito –  ci ritrovammo a dormire, per qualche giorno, a casa di operai. Furono dei giorni incredibili: li avevamo incontrati in una cantina. Sapete, un tempo la musica si produceva nei luoghi umidi e consunti, in osterie in cui si sfottevano le consorterie di Dalla e De Gregori e soprattutto, si discuteva di rivoluzione”.

Martorano, De Gennaro e Castaldo

E ancora, Castaldo ricorda di come il giovane Vasco si ispirasse dai versi poetici di De Gregori, della nascita dell’indelebile “Viva l’Italia” poi citata anche dal socialista Bettino Craxi in Parlamento e spiega l’innovazione della musica d’avanguardia di Battiato. Commosso, ha anche menzionato la bipartita del giovane Gaetano: “Effettivamente, non si sa cosa stesse facendo dalle 20 alle 4.00., ore in cui si presupponga sia uscito, prima dell’incidente. Rino era molto giovane quando è scomparso, in circostanze simili a quelle di Fred Buscaglione”. Il critico musicale menziona poi un altro dettaglio inquietante quanto funesto, ossia via Nomentana: “È stata costantemente presente nella sua vita. Lì hanno abitato i suoi genitori, prendeva l’autobus e acquistò anche casa con la sua compagna.  È come se – conclude Castaldo – non fosse mai andato via da quella zona. Questo ha dell’incredibile”.

 

 

 

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