Manduriambiente, interrogazione di Iaia

 

Il deputato FdI sulla questione che riguarda la discarica di Rifiuti Solidi Urbani
Posted on 27 Luglio 2023, 19:17
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L’onorevole Dario Iaia, componente commissione Ambiente ha presentato un un’interrogazione al Ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica per conoscere lo stato dei luoghi dell’area gestita dalla Società Manduriambiente S.p.a. “Ritengo importante – ha detto – tenere alta l’attenzione sulle discariche e sulla gestione dei rifiuti. Da anni il territorio dell’intera provincia di Taranto è interessato dall’insediamento di diversi siti industriali e da molteplici impianti di raccolta dei rifiuti solidi urbani e rifiuti speciali”.

Iaia ricorda che il 14 luglio il sindaco del Comune di Manduria ha emesso un’Ordinanza (la n. 233 del 2023) e spiega: “Si tratta di una misura con cui si ordina ai proprietari, ai conduttori ed agli operatori a qualsiasi titolo di suoli ricadenti nel perimetro di 1.500 metri dalla “Discarica di R.S.U.”  gestita da Manduriambiente S.p.a. l’interdizione dall’utilizzo per uso umano, irriguo e di abbeveraggio per animali delle acque di falda dei pozzi, previo accertamento analitico presso laboratorio accreditato, con oneri a carico del portatore di interesse ed autorizzazione dell’Asl”. “In più, – asserisce l’onorevole – si vieta la produzione primaria di alimenti e mangimi di qualsiasi natura se non subordinata alla garanzia di salubrità attestata con controllo” Dunque, il coordinatore provinciale FdI Taranto chiede al Ministero se “nel recente passato” siano state effettuate verifiche per accertare la salubrità dei terreni attigui a quel sito. Già nel 2021, specifica Iaia, il Comune di Manduria con Ordinanza n. 84, preso atto delle criticità ambientali, “ha prescritto ai proprietari dei medesimi terreni i medesimi obblighi ora rinnovati con l’ordinanza n 233 del 2023”.

In caso positivo, l’onorevole vorrebbe conoscere “quali siano stati i risultati delle verifiche e sapere anche se sussistano le condizioni sufficienti e necessarie per adottare iniziative finalizzate a ristorare i proprietari di quei terreni”. Questo per garantire un indispensabile sostegno “necessario ad affrontare le spese connesse all’effettuazione della verifica sulla salubrità delle acque”.

 

 

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