Porto, l’Ecologica deve fare chiarezza

 

Va fatta luce sulla posizione contrattuale del lavoratore tragicamente deceduto e cosa stesse facendo in quel momento
Posted on 28 Luglio 2023, 06:47
7 mins

Si è svolto come previsto l’incontro tra i sindacati di categoria Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti e l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, in merito all’incidente mortale verificatosi martedì pomeriggio presso la parte pubblica del IV sporgente dello scalo ionico.

Innanzitutto l’Autorità di Sistema, guidata da Sergio Prete, ha informato le organizzazioni sindacali di aver scritto alla società Ecologica chiedendole di produrre una relazione dettagliata (entro cinque giorni) sul sinistro e sul contratto di lavoro in essere con il lavoratore deceduto, il 31enne Antonio Bellanova (sposato e padre di tre figli). Un particolare emerso dalla riunione odierna è che il lavoratore non era presente nell’elenco che la società Ecologica comunica all’Autorità Portuale per lo svolgimento delle attività previste dall’autorizzazione ex art. 16 della legge 84 del 1994 per lo svolgimento delle operazioni portuali (carico, scarico, trasbordo, deposito e movimento in genere di merci e di ogni altro materiale, nell’ambito portuale): adesso quindi andrà verificato se il nominativo del lavoratore fosse presente nell’elenco fornito dall’azienda per svolgere le attività ex art. 68 del codice della navigazione, previste da un registro al quale sono iscritte altre 1200 azienda passaggio essenziale per essere autorizzati a svolgere varie attività all’interno del porto di Taranto (ad eccezione delle attività prettamente portuali).

Quindi, a prescindere dalle attività di indagine che stanno portando avanti lo Spesal e la Procura di Taranto per l’inchiesta in corso, per l’Autorità Portuale non è possibile al momento avventurarsi in previsioni o in ricostruzioni di quanto avvenuto martedì presso il IV sporgente. Il lavoratore è infatti deceduto a causa dei traumi riportati dopo essere stato schiacciato da un’ecoballa del peso di una tonnellata mentre lavorava nella stiva della nave (battente bandiera panamense con un carico di 3.000 tonnellate di ecoballe). Quello che siamo riusciti ad appurare è che le operazioni in corso erano di carico e di non scarico delle ecoballe sulla nave, ma ancora oggi non è chiaro se l’operaio fosse presente in quel momento perché impegnato in tale operazione o perché stesse svolgendo attività di pulizia industriale per cui la stessa azienda Ecologica è autorizzata. Aspetto assolutamente di non poco conto ai fini della comprensione di quanto avvenuto e del perché sia accaduto, anzi assolutamente dirimente. Questo perché se quest’ultimo era impiegato per attività previste dall’ex art. 68, nel caso specifico pulizie industriali, poteva essere legato da un rapporto di lavoro sia come somministrato che Multiservizi; invece per le attività ex. art 16, premesso ancora una volta che il nominativo di Bellanova non fosse presente nell’elenco, comunque andava applicata l’equiparazione del CCNL previsto per i lavoratori portuali, ma sicuramente in questo non poteva essere un lavoro somministrato perché altrimenti Ecologica avrebbe dovuto fare ricorso all’agenza ex art. 17 per la somministrazione.

Durante la riunione è stato inoltre evidenziato e condiviso tra le parti il fatto che negli ultimi anni, anche a fronte dei vari incidenti mortali verificatisi, è stata intensificata l’attività di controllo e prevenzione, che è confluita in un apposito protocollo d’intesa con lo Spesal e con la Capitaneria di Porto: proprio lo scorso 13 giugno l’Ecologica era stata oggetto di un controllo, mentre sempre martedì lo stesso gruppo di controllo stava effettuando delle ispezioni in un’altra area portuale. Per quanto riguarda le azioni future, è in corso un tavolo con l’INAIL e Assoporti, per la previsione di ulteriori iniziative funzionali alle attività di prevenzione per gli infortuni in ambito portuale, mentre nei prossimi mesi saranno avviate ulteriori attività di prevenzione e controllo per alzare il livello di attenzione. 

“Abbiamo incontrato presso la sede dell’autorità portuale, il presidente Sergio Prete e il segretario generale Settembrini. Per fare il punto sul grave incidente mortale che ha portato via la vita al povero Antonio Bellanova. Durante l’incontro il presidente ci ha informato di aver inviato una nota alla impresa portuale Ecologica perché chiarisca innanzitutto la posizione all’interno della stessa società del povero Antonio per sapere a quale contratto di lavoro facesse riferimento. Se si trattava di ccnl dei porti oppure di operazioni diverse del tipo pulizia stive o altro che può prevedere un tipo di contratto diverso. Fondamentale perché se si tratta di ccnl dei porti può essere avviato, con dovuta formazione professionale e sulla sicurezza, ai servizi portuali anche con contratto diverso ma che tenga conto sia della parte normativa che della parte economica del ccnl dei porti. Se invece trattasi di servizi tipo pulizia delle stive può avere un contratto diverso. La società ha come termine per rispondere ai quesiti posti 5 giorni. Abbiamo chiesto all’ente di istituire, oltre al comitato su igiene e sicurezza già esistente, un tavolo con tutte le rappresentanze per la sicurezza sul lavoro delle rls rappresentanti i lavoratori e le rspp rappresentanti le imprese 16 e 18 convocandole almeno semestralmente per aggiornamento e formazione. L’incontro si è concluso con l’impegno che, subito dopo la risposta della società, il presidente avrebbe convocato i sindacati per informare le stesse sulla risposta dell’azienda. E verificare se siano state rispettate sia le norme che la legge” ha commentato a margine dell’incontro stesso per dal Fit Cisl del settore porto Oronzo Fiorino.

(leggi tutti gli articoli sul porto di Taranto https://www.corriereditaranto.it/?s=porto&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

Un Commento a: Porto, l’Ecologica deve fare chiarezza

  1. Fra

    Luglio 30th, 2023

    Tanto come ogni cosa finirà a tarallucci e vino ,in attesa di un’altra vittima del menefreghismo generale ….

    Rispondi

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