Per il quarto anno consecutivo il Museo ipogeo spartano, in corso Vittorio Emanuele 39 (la “ringhiera”), in Città vecchia, ha conseguito il premio “Tripadvisor Travellers’ Choice”, per le numerose segnalazioni positive sul noto sito di recensioni. Terza struttura storica cittadina più visitata, dopo il Castello Aragonese e il MarTa, il Museo Spartano – Ipogeo Bellacicco, struttura unica nel suo genere nel panorama storico-artistico pugliese, documenta tutte le epoche e i periodi storici a partire dalla fondazione di Taranto ad opera degli spartani (VIII sec a.C) fino al XVII secolo, quando fu costruito il soprastante palazzo nobiliare de Beaumont-Bonelli. La struttura è di appartenenza e gestione privata; non usufruisce di sovvenzionamenti pubblici ed è sede dell’associazione culturale Filonide, costituita dai componenti della famiglia Bellacicco, che ne cura le visite guidate e ha creato un ambiente accogliente e informativo per i visitatori, che non mancano di esprimere il loro apprezzamento.
“Il tutto ebbe inizio nel 2001 – spiega il dott. Marcello Bellacicco, proprietario dei locali – quando acquistai l’abitazione della marchesa de Beaumont Bonelli, sulla quale esiste un’ampia bibliografia reperibile all’Archivio di Stato, con l’intenzione di ricavare una casa-museo che fosse il vanto del Borgo antico, come preferisco chiamare la mia amata Isola. Con l’inizio dei lavori di risistemazione dello storico appartamento, m’incuriosì la presenza dei finestroni a livello stradale tutt’attorno l’edificio. Entrai in quel sotterraneo e rimasi sbigottito dalla grande quantità di spazzatura che invadeva quei locali: c’era di tutto, perfino… le scarpe di Cinzella!”.
Intuita l’importanza del valore storico-architettonico della struttura, il dott. Bellacicco si mise all’opera per rintracciarne il proprietario, riuscendoci grazie alla documentazione relativa esistente all’Archivio di Stato, per poi procedere all’acquisto.
“La mia intuizione si rivelò giusta: ero giunto in possesso di un bene di grande importanza da valorizzare – continua – Si trattava solo di rimuovere tutti quei cumuli per permetterne l’agibilità, attraverso un’operazione che si poteva compiere solo manualmente, essendo impossibile farvi accedere mezzi meccanici. Con la supervisione di noti esperti di storia e di archeologia, quali il prof. Cosimo D’Angela e la dott.ssa Silvia De Vitis, procedemmo alla catalogazione di quanto man mano rinvenivamo, al di là di ogni aspettativa, e che avremmo mostrato a tutti con legittimo orgoglio”.
Ci si rese conto come l’ipogeo fosse ricavato da una cava di carparo, utilizzata dal 700 a.C. per l’estrazione di tale materiale per la realizzazione di monumenti e templi; lo compongono quattro sale dai cinque agli otto metri d’altezza, con una estensione di circa 800 metri quadrati e una profondità che arriva nei livelli più bassi ai sedici metri sotto il piano stradale e quattro metri sotto il livello del mare. Di particolare interesse, i banchi di cavaggio spartani, i resti di un segmento viario greco, le condotte idriche del XVII secolo e il camminamento che, attraversando la strada, giunge direttamente al mare.
“Attraverso approfondite ricerche sulla famiglia nobiliare, discendente addirittura del Re di Navarra, – prosegue il dott. Bellacicco – apprendemmo delle sue proprietà consistenti in alcune masserie del territorio jonico alquato fiorenti, la cui produzione veniva portata nell’ipogeo e, attraverso il camminamento sotterraneo, imbarcato sulle navi per la commercializzazione”.
Nel 2015 il dott. Bellacicco, d’accordo con i familiari,volle dar vita al Museo Ipogeo Spartano, contenente moderne opere artistiche e riproduzioni storiche della Taranto greca e romana, grazie anche alle realizzazioni di Vincere De Paola e di Silvana Galeone, alla quale si deve un’accurata riproduzione in miniatura della famosa Persefone Gaia, il cui originale, rinvenuto a Taranto nel 1912, si trova dopo diverse vicende, al museo di Berlino.
“Non ci volle molto perché la fama dell’ipogeo (come della casa nobiliare) si diffondesse molto oltre dell’ambito locale, ottenendo successivamente da parte del Ministero dei Beni e delle attività culturali il riconoscimento di siti d’interesse storico.
L’apertura avvenne a partire dal 2014, con le file di visitatori, fra cui moltissimi stranieri, che giungevano quasi fino al castello aragonese: tutti incantati da tale meraviglia – dice il dott. Bellacicco – Numerosi gli apprezzamenti pervenutivi, tra cui quelli della Soprintendenza di Roma, di ‘Napoli Sotterranea’ e di studiosi di grande notorietà come Vittorio Sgarbi”.
Tuttora la gestione del Museo Ipogeo Spartano e della casa della marchesa è affidata alla stessa famiglia Bellacicco, attraverso l’Associazione Filonide, la cui intenzione è di ristrutturare l’intero palazzo, con la difficoltà di dover rintracciare i proprietari delle singole unità immobiliari.
Le visite sono possibili solo la domenica alle ore 11.
Info e prenotazioni:
Per gruppi numerosi/scuole/associazioni: tel. 3388515579 (anche via whatsapp); per le visite della domenica: tel. 330438646 (no whatsapp).
Il museo osserverà chiusura per lavori di manutenzione straordinaria nei giorni 6 e 27 agosto.
Le notizie riportate sono attinte dal sito www.filonidetaranto.it e dalla pagina facebook del “Museo ipogeo spartano di Taranto”.
