I piccoli vicoli di Grottaglie chiamati ‘nchiosce, dove un tempo si riunivano i grandi per chiacchierare ed i piccoli per giocare, si sono popolati, dopo due anni a causa della pandemia, di sapori gastronomici antichi e novità contemporanee attirando i buongustai ed i più curiosi da diverse parti di Taranto e provincia.
Stiamo parlando proprio delle Orecchiette nelle ‘nchiosce (on the road), giunta ormai alla sua 9° edizione ed organizzata dall’Associazione “Le idee non mancano” Aps” con il patrocinio della Regione Puglia e del Comune di Grottaglie.
Nelle giornate dell’8 e del 9 agosto la parte antica di Grottaglie Vecchia ed il Quartiere delle Ceramiche, con le sue numerose botteghe artigiane, si sono trasformati in dei labirinti. L’affluenza, a tratti, è stata impetuosa e in tantissimi hanno, mappa tra le mani, raggiunto il tesoro prezioso, ovvero, “l’orecchietta più gustosa”.
In questa caccia al tesoro non si cercavano solo molteplici gusti, ma anche diverse tipologie di pasta: le orecchiette con crema di pecorino, fichi, crudo di Faeto e timo e quelle con cime di rapa, acciughe, pepe al limone e peperoncino hanno catturato anche i palati più delicati in quanto entrambe le pietanze erano senza glutine.
Inoltre le 26 cuoche hanno creato piatti unici e ricchi permettendo agli appassionati di sbizzarrirsi con i diversi sapori, dal pesto mediterraneo al datterino giallo e pane profumato alle erbe (ricetta vegana).
Tra i piatti più gettonati, assaggiati dai grandi e dai piccini, troviamo le orecchiette con crema di rape, cuore di burrata e mandorle tostate, le orecchiette ai tre pomodori, con ceci, cozze e cialda di pomodoro secco ed ancora le orecchiette con purea di fave, cipolla rossa di Acquaviva, capocollo di Martina Franca croccante e vincotto, oppure con crema di zucchine verdi e gialle, fiori di zucchina, ricotta salata, panfritto alle acciughe e menta, per concludere insaziabili le orecchiette con ragù di braciole.
A rendere più piacevole l’esperienza culinaria sono stati donati dei bicchieri in ceramica per poterli riempire ai diversi stand installati con vini pregiati del territorio tarantino e tre birrifici di produzione artigianale.
Le serate erano dedicate al gusto, ma anche allo spettacolo. Gli artisti di strada, i dj set ed i gruppi musicali hanno intrattenuto con allegria le lunghissime code di gente che si formava in attesa della degustazione del proprio piatto.
Gli Accasaccio con la loro musica pop, influenze reggae ed electro, i Terraròss suonatori e menestrelli della bassa Murgia, con i loro tamburelli e altri strumenti tipici, hanno fatto ballare e cantare tutti, proponendo le musiche della tradizione contadina pugliese.
Anche quest’anno era presente la “Radio orecchiette”, che ha accompagnato i degustatori durante il viaggio nelle ‘nchiosce. Con le voci di Renato Ciardo e Gino Alò, sono state decantate, nel programma “live” musiche e testimonianze durante la festa.
Non solo spettacolo, musica e degustazioni, ma anche messaggi sociali. Durante le giornate dedicate alla regina della Puglia, mentre si cercava di trovare lo stand successivo per assaporare un altro piatto lo sguardo si posava su degli striscioni dedicati alla battaglia contro la violenza sulle donne. L’associazione Alzaia onlus, che promuove anche a Grottaglie iniziative contro la violenza sulle donne e supporto ai centri antiviolenza ha lasciato il segno, lanciando un messaggio di riflessione anche in un momento goliardico e di spensieratezza.
SPUNTI DI RIFLESSIONE PER LE PROSSIME EDIZIONI (di Giovanni Saracino – direttore corriereditaranto.it )
Ci ho provato ma ho desistito. Orecchiette buone. Sulla parola… File, tante file da fare (ben 9 per uno che prende il ticket da 25 euro: 1 per il biglietto, 4 per le orecchiette e 4 per vino o birra), un po’ da preventivare, un po’ no. Ad un certo punto mi sono imbattuto in un gruppo di tarantini attempati che vedendo la lunga fila per fare il ticket (ore 20.30) ha esclamato: “Madò e c’è je u pane cu a tessera” (riferimento ad una tessera personale introdotta in Italia dal regime fascista dopo lo scoppio della guerra, distribuita dagli Uffici Annonari del Comune ad ogni famiglia, che definiva le quantità di merci e di generi alimentari razionati, tra i quali il pane, acquistabili in un determinato lasso di tempo che causava code interminabili).
Premesso che la manifestazione ormai è una garanzia per Grottaglie ma anche per l’intera provincia di Taranto, anzi ce ne vorrebbe una ogni mese almeno come “Orecchiette nelle nchiosce”. Aggiungiamo che quando l’aspettativa è alta, le critiche, purché costruttive, aumentano. Quindi, ci permettiamo di suggerire di aumentare il numero dei ticket point e di consentire di snellire le file, magari accoppiando accanto allo stand dello chef che propone la sua ricetta di orecchiette, uno di beverage (l’abbinamento del tipo di vino al piatto sarebbe conseguenziale), così da far gustare meglio la leccornia.







Anna
Pessima organizzazione. Siamo arrivati alle 21:30 circa ed erano già finite le orecchiette. Solo patatine fritte!!!
Ciccia
Ma non vi sembra un prezzo eccessivo 25€????
Rosy
Organizzazione pessima e me ne dispiace, alle 21:00 fila assurda e terminate le orecchiette senza glutine, c’è gente che lavora e non può arrivare alle 20,00 con quello che poi costa parteciparvi
Silvana
Organizzazione assente…. Prezzi esagerati… e non siamo riusciti ad assaggiare i tre tipi di orecchiette… solo quella con ceci e pomodori secchi e forse cozza… una… delusa al massimo, le orecchiette sembravano lavate … dopo di ciò la lunghezza della code ci hanno fatto decidere di tornare a Campomarino a cenare… peccato…