| --° Taranto

“Negozi aperti il pomeriggio? Non ne vale proprio la pena, la città già è un deserto in quanto sono tutti al mare e i turisti sono in netto calo rispetto agli altri anni. Forse, per favorire coloro che vengono dalla provincia a fare shopping (praticamente ci sono rimasti solo quelli) si potrebbe pensare di prorogare l’orario di chiusura alle 22, magari con il supporto di attività di animazione di vario genere per creare un po’ di movimento delle nostre  strade. Almeno così daremmo modo ai nostri dipendenti, nelle ore pomeridiane di chiusura, di andare al mare assieme alle famiglie”. Così ci ha riferito, scettico e scoraggiato, un esercente di un bar-pasticceria di via Anfiteatro: ha chiesto di non essere citato per timore di essere tacciato di disfattismo.

“Di turisti in giro ne vediamo ben pochi, rispetto agli anni scorsi: pensiamo siano stati scoraggiati dal tam tam mediatico sui prezzi esagerati nel Salento e, sembra, attirati anche dalle località dell’Albania, che sta scoprendo la sua vocazione turistica, con un’offerta ricettiva alquanto conveniente“ – è la tesi di un noto esercente di via D’Aquino nel settore dell’abbigliamento. “Ma il fatto è – ci viene riferito dal titolare di una nota pasticceria-gelateria, sempre di via D’Aquino –  che non sta andando bene neppure nei giorni in cui arrivano le navi da crociera: in massima parte i passeggeri preferiscono recarsi sulla litoranea o nelle più rinomate località della Valle d’Itria. Ben pochi, quindi, si trattengono in città, generalmente non spingendosi al di là del Museo archeologico: motivo per il quale non vale proprio la pena aprire il pomeriggio”.

Altri commercianti aggiungono che il problema sta a monte, cioè nel non aver saputo approfittare del momento favorevole del turismo a Taranto, nel periodo immediatamente precedente alla pandemia, con un’adeguata programmazione di una campagna promozionale della città. “Sono convinto che non abbiamo saputo ‘venderci’ bene all’estero. Anche in Città vecchia, che poco tempo addietro registrava il pienone di visitatori, non va bene, ad accezione magari del fine settimana, specialmente il sabato, quando c’è il ‘Taranto Grand Tour’. Ma è chiaro che ci sarebbe voluto di qualcosa di più continuativo!” – sostiene un ristoratore di via Garibaldi.

“Quest’anno, poi, nel nostro centro storico i turisti che vogliono mangiare da noi – aggiunge un suo collega della medesima strada – sono fortemente penalizzati dal fatto che non riescono a trovare parcheggi in via Garibaldi lato mare, occupata in gran parte dai cantieri per la ristrutturazione del waterfront, dei quali uno va molto a rilento e l’altro è fermo: ma era proprio necessario aprirli in contemporanea, sapendo che saremmo andati incontro a tutto ciò? E così ci siamo anche privati della possibilità di godere del meraviglioso affaccio su Mar Piccolo, una delle maggiori attrattive cittadine. Abbiamo il timore che questa situazione si prolunghi a tempo indeterminato, così come per palazzo Paisiello. Vorremmo tanto essere smentiti!”.

”Ormai quest’anno è andata così, cioè male – sostiene il titolare di un noto negozio d’abbigliamento in via Anfiteatro – In autunno sarebbe proprio il caso d’incontrarci assieme ai nostri amministratori comunali e agli altri enti competenti per fare il punto della situazione, evidenziare gli errori e stilare un piano d’accoglienza turistica adeguato, così da essere pronti per l’estate 2024, in una città che possa finalmente presentarsi più ordinata e soprattutto pulita. Questo potrà costituire una sorta di prova generale degli, ormai imminenti, Giochi del Mediterraneo”.

Una risposta

  1. Il giorno che troviamo un commerciante che non si lamenta per gli affari, le tasse e i mancati guadagni sarà l’apoteosi.

Rispondi a angela Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *