“Fate attenzione in spiaggia, il mare è pieno di meduse”, il tam tam sui social prosegue da ormai qualche giorno. Ed infatti il Golfo di Taranto, da venerdì scorso, è invaso dalle meduse a partire da Gandoli (marina di Leporano) sino a San Pietro in Bevagna (marina di Manduria), lasciando con l’amaro in bocca i tantissimi bagnanti che si sono riversati sulla litoranea jonica intimoriti dal farsi una bella nuotata, anche perché il mare in questi giorni, grazie ai venti provenienti da nord/nord-est, è bello tirato come una tavola e trasparente come una piscina.
Sarebbero almeno una cinquantina di anni che non si registrava una presenza così massiccia di questo animale planctonico.
In questo caso si tratta della specie Pelagia Noctiluca, una medusa luminosa di color rosa- violaceo particolarmente urticante. Presente in tutte le acque calde e temperate, come il Mar Mediterraneo, il Mar Rosso o l’Oceano Atlantico, questa “ortica di mare” invade o si incaglia sulle spiagge delle coste del Mediterraneo. È una medusa pungente il cui morso fa sentire ai nuotatori una sensazione di bruciore, prurito, lesioni cutanee relativamente grandi, persino allergie che possono causare shock anafilattico.
Tra le cause dell’incremento della proliferazione di questo animale, c’è sicuramente l’innalzarsi delle temperature dei nostri mari. Recenti dati del CNR confermano che gli avvistamenti di meduse nel Mediterraneo sono decuplicati negli ultimi 10 anni.
La Pelagia ama le acque calde e come è noto a luglio, quelle del Golfo di Taranto, hanno registrato un aumento di due gradi della temperatura rispetto agli anni precedenti, con ripercussioni sulla coltura dei mitili.
RIMEDI UFFICIALI
1 – Uscire subito dall’acqua e risciacquare le zone colpite con acqua di mare non con acqua dolce;
2 – Per alleviare il prurito e bloccare la diffusione delle tossine applicare un gel astringente al cloruro di alluminio o uno spray lenitivo all’acqua di mare;
RIMEDI FAI DA TE
1 – Cospargere la parte con del sapone per i piatti e poi passare la lama di un coltello, dalla parte non tagliente per eliminare i residui dei filamenti
2- Usare dell’ammoniaca, in mancanza utilizzare dell’urina
3 – Essendo veleno termolabile, usare qualcosa di molto caldo
