Città vecchia: è ancora SOS

 

Nobilissima Taranto commenta costruzioni e demolizioni in atto
Posted on 07 Settembre 2023, 18:30
5 mins

È sembrato quasi di rivivere l’effervescenza del periodo dell’abbattimento di palazzo Bellando Randone sulla “ringhiera”(era il 1969), che lasciava presagire lo sventramento della Città vecchia, con susseguente ondata di protesta popolare grazie alla quale ci fu la redazione del Piano Blandino, approvato dalla Regione nel ’77, per la salvaguardia e il risanamento dell’Isola. Il piano non ha avuto completa attuazione, ma non per questo i vincoli sono venuti meno, ad eccezione di quelli che riguardano le modalità di esproprio. Tutto ciò si starebbe ripetendo ancor oggi e i timori per il destino dell’Isola sono tanti. Se ne è discusso nella conferenza stampa svoltasi nella mattinata di giovedì 7 settembre, nella sede di via Duomo dell’associazione Nobilissima Taranto.

L’allarme riviene dalla demolizione da parte di un privato di un edificio in via Garibaldi e dalla ristrutturazione a cura del Comune di quello vicino compreso fra vico Novelune e vico Vianuova per un fabbricato, destinato ad ostello per gli studenti, giudicato eccessivamente fuori contesto. “Non esattamente questo il modo di operare se vogliamo salvare l’Isola – ha detto Nello De Gregorio, presidente di Nobilissima Taranto e promotore dell’iniziativa – Questi palazzi andati giù sono testimonianza della storia millenaria della Città Vecchia, un gioiello da preservare, come confermarono le più famose personalità del mondo della cultura che la visitarono. E anche se ci sono stati i crolli, non è buon motivo per usare la ruspa”.

Nella sede di Nobilissima Taranto

A dimostrazione di tutto ciò, è stato proiettato un video sugli interventi edilizi effettuati nei comparti di Vicoli 1 e di via Cava, prima del risanamento (dai palazzi in buona parte ridotti a ruderi) e dopo, in un’encomiabile opera di risanamento, poi in parte vanificata dalla assegnazioni operate in modo indiscriminato. “Già abbiamo perso tutti gli edifici di via Garibaldi sotto il piccone fascista degli anni trenta, al posto dei quali sorsero orrende case popolari – ha detto l’operatore culturale Giovanni Guarino – e ora corriamo il rischio di perdere quelli superstiti che si affacciano su Mar Piccolo. I privati vogliono investire sull’Isola, d’accordo, ma non si devono permettere di snaturarla per ricavarne una sorta di luna park. Molti si accingerebbero a farlo, ma non tengono dei vincoli del Piano Blandino, ancora in vigore e che vanno rispettati”.

“Sarebbe troppo facile procedere con la politica delle demolizioni – ha continuato – ma dobbiamo impedirlo, nell’interesse dei duemila abitati dell’Isola, compresi duecento ragazzi per il cui futuro dobbiamo tutti impegnarci. Piuttosto, perché il Comune non recupera il secondo piano della scuola Consiglio, adibendolo a laboratori per le attività pomeridiane, e gli ipogei di via Cava, importantissime attrattive turistiche? E ancora, perché non sì interviene sulle numerose cancellate abusive che da anni interdicono la visita alle zone più rappresentative, come largo Crocifisso?”.

Molto interessante è stato l’intervento dell’arch. Mario Carobbi, che fu i collaboratori dell’arch. Franco Blandino, il quale ha ribadito l’inopportunità delle demolizioni degli edifici semicrollati (a eccezione dei diradamenti previsti dal piano). “Con i mezzi a nostra disposizione già negli anni settanta abbiamo realizzato veri miracoli, realizzando perfette ricostruzioni; non vediamo perché questo non sia possibile oggi, con le più moderne tecnologie – ha detto, lanciando anche un appello per palazzo Pantaleo, abbisognevole di approfondita manutenzione – Chiediamo anche che i singoli interventi in Città vecchia (questo è molto importante!) vengano realizzati nell’ambito di studi dei comparti dove insistono, per un restauro che tenga conto del contesto”.

Proposte per il futuro? “Altri incontri di studio a vari livelli sulla Città vecchia e la richiesta di un consiglio comunale monotematico” – conclude De Gregorio.

palazzo-abbattuto-Via Garibaldi (foto Occhinegro)

* Foto in evidenza di Simone Calienno

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Un Commento a: Città vecchia: è ancora SOS

  1. Teo

    Settembre 8th, 2023

    Solo poche parole: condivido il pensiero di Giovanni Guarino.

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