Tre tifosi del Foggia sono i primi sospettati, seppur non direttamente coinvolti nell’incendio sviluppati in curva sud dello stadio Iacovone, al termine del derby contro il Taranto. La visione dei filmati raccolti nei giorni scorsi dagli agenti della Digos ionica, guidati dal vice questore Francesco Cecere, ha permesso di ricostruire una prima parte di quanto accaduto prima e dopo l’incendio doloso.
I tre pur non essendo al momento individuati come gli autori materiali del rogo, avrebbero avuto un ruolo durante quei momenti concitati. In particolare durante le fasi di trasferimento della tifoseria foggiana in una zona sicura, quando le fiamme del rogo erano diventate alte, i tre ultras avrebbero assunto atteggiamenti per i quali si potrebbero configurare delle ipotesi di reato. Resta, infatti, da chiarire, inoltre, chi siano stati gli autori di una sassaiola nei confronti dei vigili del fuoco che erano intervenuti per domare l’incendio in Curva Sud.
Attraverso l’attenta analisi delle immagini dei circuiti interni di videosorveglianza dello Iacovone, sono stati individuati due supporter foggiani rispettivamente di 46 e 57 anni che al termine dell’incontro di calcio si sono arrampicati sulla recinzione esterna dello stadio, il primo brandendo un bastone ha cercato di colpire il personale delle Forze dell’Ordine schierate all’esterno della struttura, mentre il suo compagno anch’egli salito sulla cancellata esterna ha inveito in maniera violenta. I due esagitati, dopo la fine dell’incontro a seguito dell’incendio divampato nella parte sottostante la curva B, erano stati radunati insieme con tutti gli altri tifosi della squadra in una zona sicura in attesa di essere evacuati ed accompagnati a Foggia. Per il 46enne il DASPO ammonta a 5 anni, per il suo compagno a 3 anni.
Il terzo destinatario del provvedimento – un foggiano di 20 anni – appena è entrato sugli spalti della Curva ospite, cercando di nascondersi tra i suoi compagni, ha lanciato un fumogeno sul terreno di gioco provocando un’intensa scia rossa e mettendo in serio pericolo i presenti in campo. Anche il suo gesto è stato immortalato dalle immagini del circuito di sorveglianza. Per il ventenne la misura restrittiva ammonta a tre anni. Continuano serrate le indagini del personale della DIGOS per individuare altri sostenitori della squadra ospite che hanno provocato i disordini e che presumibilmente possano aver causato l’incendio.
