“Nuovi collegamenti per i cittadini pugliesi e per chi vuole raggiungere questa regione. Abbiamo una forte domanda sul territorio, per questo abbiamo deciso di avvicinare il network dell’Alta Velocità a queste nuove città che andiamo a servire” queste le parole di Fabrizio Bona, Direttore Commerciale di Italo a proposito dei nuovi servizi intermodali (ossia treno+bus a biglietto unico) messi a disposizione.
Italo ha infatti predisposto una nuova tratta che inserisce nel suo network intermodale le città di Brindisi, Taranto, Massafra e Gioia del Colle. Sono 4 i collegamenti quotidiani che uniscono così le città di Torino, Milano, Reggio Emilia, Bologna, Firenze, Roma, Caserta e Benevento alla Puglia.
C’è una partenza da Roma Termini alle 7:45 che raggiunge Bari alle 12:05, da qui il bus parte alle 12:25 per arrivare a Gioia del Colle alle 13:05, Massafra 13:40, Taranto 14:00 e Brindisi 14:55. L’altro treno invece parte da Torino Porta Nuova alle 6:25 per essere a Bari (dopo le diverse fermate previste lungo la linea) alle 16:10. Da qui alle 16:30 parte Itabus che arriva alle 17:10 a Gioia del Colle, alle 17:45 a Massafra, alle 18:05 a Taranto ed alle 19:00 a Brindisi. Per chi vuole partire dalla Puglia per raggiungere il nord c’è una prima partenza con il bus da Brindisi alle 9:50, 10:45 da Taranto, 11.06 da Massafra e 11:41 da Gioia del Colle che arriva alle 12:21 alla stazione di Bari Centrale dove alle 13:00 parte Italo in direzione Torino.
L’altra connessione, invece, parte da Brindisi con Itabus alle 14:35, da Taranto alle 15:30, da Massafra alle 15:51 e da Gioia del Colle alle 16:26, arrivando alle 17:06 a Bari. Qui pronto il collegamento con il treno Italo per Roma Termini delle 17:50.
Viene un po’ da sorridere se si pensa a noi cittadini tarantini che dovremmo essere felici che l’Alta Velocità si avvicini dalle nostre parti. Quell’Alta Velocità che andremmo a raggiungere….con l’autobus. Quell’Alta Velocità che la Rete Ferroviaria Italiana, che sino a qualche tempo fa operava in regime di monopolio, tende a far girare al largo dal capoluogo jonico. Niente di personale contro Italo – che aumenta un’offerta scarna – ma troviamo ancora assurdo nel 2023 che per andare a Torino o a Roma da Taranto si debba ancora prendere un bus, scendere a Bari e prendere la coincidenza…
Quando i passeggeri dell’area jonica potranno prendere un comodo treno diretto? Una domanda che giriamo ai nostri rappresentanti politici ricordando loro che l’aeroporto di Grottaglie resta chiuso ai voli civili e che l’autostrada si ferma a Massafra.
Ma innanzitutto dove sta l’alta velocità? E’ una presa per i fondelli. Già ci mette 5 ore per arrivare a Bari da Roma, e poi un’ora e 55 per arrivare a Taranto. Sono ridicoli loro e Itabus. Molto meglio l’intercity (se hanno riaperto la linea) diretto che ci mette 6 ore.
In Italia l alta velocità si ferma a Salerno ed è costituita solo da una linea quella tirrenica il resto cioè l adriatica è stata leggermente velocizzata praticamente Milano Taranto in 10 ore ( vergogna) invece che 12 di 30 anni fa. Il Meridione non avrà infrastrutture per assurde teorie che fanno capo al capitalismo del Nord ed alla collusa politica romana.
Il problema della mobilità tarantina è quello di non essere mai riferimento HUB nemmeno dal capoluogo alla provincia oltre che alla Basilicata e Calabria ionica, mi spiego : per accedere alla mobilità nazionale ed internazionale a prescindere dalla scelta (aerea, ferroviaria o su gomma) comunque resta SPOKE cioè devi raggiungere come punto HUB Bari anche sull’ auotrasporto di linea; praticamente partire da Taranto sarebbe come partire da Gallipoli, Metaponto, Crotone, Francavilla etc. con un aggravio di spese. Una buona notizia sarebbe se ITALO ( senza alta velocità) avesse come HUB la stazione fantasma del capoluogo.
Purtroppo a sud di Taranto non c’e’ niente , due pecore e due vacche e noi scontiamo questo. Il solo bacino d’utenza della città non basta. l’italia si ferma ancora all’inizio della 106
Stranamente a Sud di Bari c’è Taranto la Basilicata e l’arco ionico della Calabria che quando esistevano gli intercity affollavano stazione e vagoni come sardine ; Il problema è e sarà sempre l’ignavia del tessuto sociale e politico tarantino privo di spirito imprenditoriale dove i cugini baresi e leccesi trovano con strategia lo scippo delle dovute infrastrutture.
Intanto, chi ha scritto l’articolo confonde il proprietario e gestore della rete (RFI) con il gestore del servizio di trasporto (trenitalia).
Trenitalia già collega Taranto al resto d’Italia sia via Bari , sia via Potenza Battipaglia. Purtroppo, il tratto della rete (RFI) Metaponto Battipaglia è quello realizzato nel secolo diciannovesimo. Quindi i tarantini e le regione Puglia e Basilicata si dovrebbe battere affinché il tratto venisse adeguato ai tempi.
Tutti questi cambi già sono problematici per l’utenza normo dotata ma per i disabili è impossibile. Inoltre le banchine in stazione dovrebbero essere a livello con l’entrata in carrozza. Ho viaggiato con la “TreNord” in Lombardia ed è stato veramente tranquillizzante.