Premessa: sì è vero, abbiamo fatto pubblicità al Sail GP. Abbiamo avuto il banner in home page. Ci hanno chiamato (non siamo stati noi a chiamare…questo è un passaggio importante, né ci siamo mai lamentati che la pubblicità istituzionale scorra sempre nei soliti canali) e noi abbiamo risposto, ok va bene. Non campiamo delle sole risorse economiche dell’editore. Non ci siamo macchiati di alcun delitto, restiamo liberi, comunque, di esprimere un parere privo di condizionamenti di sorta su questa manifestazione. Leggiamo, invece, come per altri eventi (Giochi del Mediterraneo), il solito carrozzone di pareri influenzati dalla matrice politica. Anzi, attendiamo il solito botta e risposta tra deputati (Pagano vs Iaia vs Pagano vs Iaia e così all’infinito) o tra segreterie di partiti.
Ho scritto di sport, lo faccio tuttora in realtà, per 30 anni e – parere personale – questa competizione tra catamarani – definita una sorta di Formula 1 del mare – a me non è mai piaciuta. Non è uno sport per tutti e da tutti, sempre parere personale. E poi non regala nemmeno la gioia di tifare per un equipaggio italiano.
Se ne sarebbe “innamorato”, invece, il sindaco di Taranto che ha ritenuto fosse una vetrina importante per una città, di mare, come la nostra, una competizione internazionale con enormi ricadute economiche non riscontrabili nell’immediato (forse) ed in termini di visibilità (può essere).
I contestatori pensano sia un semplice cruccio del primo cittadino assimilabile alla Coppa Cobram del mega presidente galattico del mitico film “Fantozzi contro tutti”.
Intanto non si può evitare di evidenziare quanto per due giorni Taranto, in tutto il suo splendore, abbia avuto gli occhi addosso di una parte del mondo, piccola o grande che sia, che magari non conosceva questa città da quest’altro punto di vista o non la conosceva affatto. No, le ciminiere non scompaiono, l’inquinamento resta, il lavoro rimane precario, ma perché lagnarci sempre e lasciare avvolta nel buio una Taranto diversa, bella, splendente, orgogliosa e fiera di sé?
Ce lo scrisse anche un alunno che ha partecipato lo scorso anno al progetto “Giornalista per un giorno” che ci lasciò un appunto su un foglietto:”Taranto, patria di due mari stupendi e di monumenti antichi. Un tuffo nell’antichità ma incombe una minaccia: l’ex Ilva. Cosa vedono i miei occhi? Vedono una bellissima città, piena di storia, separata dal resto del mondo da un enorme cupola di fumo nero”.
Ora, o nei prossimi giorni, o nelle prossime settimane, però, per un’operazione trasparenza e per mettere a tacere (o per alimentarle, dipende che punto di vista si guarda) le solite, in alcuni casi anche fondate, polemiche, l’amministrazione comunale ci dica quanto è costato questo evento ai contribuenti e ci faccia capire realmente se la spesa, sostenuta – per carità con tutte le buone intenzioni – valga l’impresa.
Ma Gianni e Pinotto hanno detto no
In attesa di sapere i costi operazione Sail GP, per rapportarli al reale ritorno economico che certamente ne derivera’ , in termini di immagine a livello mondiale, saremo d’accordo sul fatto che l immagine di Taranto con tutti i suoi difetti , Ilva Eni etc etc valga la pena di essere promosssa in positivo, visto che di negatività abbiamo popolato l universo.
La vela a Taranto non è solo un sport di nicchia, anzi i molti circoli tarantini raccolgono ragazzi , e formano uomini per il futuro e non sempre i costi sono da ricchi.
Credo che una città come Taranto meriti una vetrina internazionale, per un futuro possibile , lontano dall’ industria a carbone.
Le macchinine elettriche non risolvono a Taranto l’inquinamento del carbone e vari e le ideologie che vorrebbero tenere relegata una città sempre alla monocoltura, dovrebbero iniziare a pensare un futuro diverso , domani e già arrivato e dal 2012 di visioni future ne avremmo implementate tante.
Tant’e’ che stiamo ancora discutendo in questi giorni di monocultura ed indotto.
Dopo 60 anni dalla nascita di locomotiva a vapore che si chiama Ilva.
Quello dell’articolo è di sicuro un barese rosicone……..vogliono di taranto raccontare la solita immagine ” di repertorio”……..la famosa nuvola nera è un lontano ricordo……..se fa un report sulla produzione ex Ilva si accorgerà dei miseri numeri prodotti ………io mi sono emozionato nel vedere la nostra città , con le immagini fornite dal format , al cospetto planetario………le immagini della passerella nel canale delle imbarcazioni unite all’affaccio del pubblico diretto sul campo di gara…….agli occhi della organizzazione Sail Gp sono risultate UNICHE al mondo unitamente al palcoscenico naturale che questa città orgogliosamente deve far conoscere al resto d’italia…..al resto del mondo
Bravo il sindaco…….bravo per la sua lungimiranza
Sono quello dell’articolo tutt’altro che rosicone. Lo ha letto l’articolo sino in fondo?…Siamo tra quelli che vogliono un’immagine differente di Taranto dalla solita. Questo passaggio le dice nulla?
Intanto non si può evitare di evidenziare quanto per due giorni Taranto, in tutto il suo splendore, abbia avuto gli occhi addosso di una parte del mondo, piccola o grande che sia, che magari non conosceva questa città da quest’altro punto di vista o non la conosceva affatto. No, le ciminiere non scompaiono, l’inquinamento resta, il lavoro rimane precario, ma perché lagnarci sempre e lasciare avvolta nel buio una Taranto diversa, bella, splendente, orgogliosa e fiera di sé?
La città di Taranto offre uno spettacolo unico per questo tipo di manifestazioni: il problema è la gente che prima di parlare dovrebbe informarsi:
I catamarani f50 sono delle monoposto del mare se la spettacolarità si misura in termini di velocità possiamo dire che nella prima giornata a Taranto si sono raggiunti i 91 km/h di velocità( team Australia fine prima gara) su di un massimo registrato di 99 non male… ma la vela non è solo velocità! C’è molto di più . Il problema è che la gente vede solo 3 sport di cui il primo è il calcio. Il sail GP non è una semplice manifestazione sportiva è una nuova visione del futuro per Taranto e quelli che lo criticano senza neanche conoscerlo sono degli emeriti STOLTI CHE NON HANNO CAPITO CHE LA CITTÀ HA BISOGNO DI RIALLACCIARE IL SUO LEGAME CON IL MARE.
Il discorso è che il sindaco ha centrato il punto ! A Taranto serve una svolta che deve essere veloce green e deve portare più posti di lavoro possibile; la vela è perfetta secondo la mia opinione:
1) i catamarani sono ecologici e tecnologici e Rockwool sta facendo tanto per la tutela del mare
2) il sail GP offre visibilità internazionale facendo scoprire qualcosa di nuovo non solo ai tarantini ma ai pugliesi in generale. Qualsiasi turista se messo nelle giuste condizioni si accorge della immenso patrimonio culturale della città che aspetta solo di essere scoperto e recuperato
3)inserirsi in una competizione nascente come il sailgp è la occasione per attrarre investimenti internazionali: a Taranto c’è tutto il necessario per fare nascere un team Italia del sail GP ; c’è il mare ce l’ università di Bari il Politecnico che daranno vita a sviluppi nel settore ma soprattutto c’è l’ incredibile tradizione di cantieristica navale che ha avuto la città di Taranto che purtroppo è stata sciaguratamente gettata in favore dell’ acciaio che ha snaturato la città la ha avvilita per anni.
È logico che se le barche non hanno motore e la unico motore è il vento non puoi aspettarti gare sempre al massimo questo succede molto spesso bisogna: uno sport lo si deve comprendere prima di giudicarlo.
Chi scrive è un pugliese non di Taranto ma che adora questa città