Quattro librerie rimaste in città

 

Il parere dell'editore Antonio Mandese
Posted on 03 Ottobre 2023, 19:15
3 mins

Dopo l’annunciata chiusura di Ubik, in via Nitti, sono appena quattro le librerie rimaste in città: Mondadori, Dickens e le sedi di via D’Aquino e di viale Liguria di Mandese: troppo poche per quasi 190mila abitanti. Ma cosa sta succedendo nell’ambito culturale locale?

Il problema ha diversi aspetti e cause, che abbiano affrontato con Antonio Mandese, editore e presidente provinciale dei librai nell’ambito di Confcommercio Taranto. “Tre di queste librerie (e tante altre che hanno chiuso) si trovano nel Borgo, alle prese con la desertificazione commerciale e demografica, come accaduto negli anni settanta nella Città vecchia – spiega – Tra l’altro nel quartiere si è creato un buco, anzi una voragine nel settore degli attrattori culturali, costituito dalla chiusura da troppi anni di Palazzo degli Uffici, che racchiudeva ben quattro scuole oltre a una galleria d’arte e commerciale. Il degrado complessivo è tale da far passare la voglia (come si diceva una volta) di far quattro passi in Centro. Tanti negozi, come accennato stanno chiudendo, e purtroppo le librerie non sono da meno”.

E c’è il problema Amazon. “La nota multinazionale ha contribuito non poco ad incrementare lo scollamento fra lettori e librerie. Ormai sono tanti coloro che preferiscono acquistare per corrispondenza invece di recarsi da noi Problemi di pigrizia? Può darsi – azzarda – In ogni caso tale modalità di acquisto si è acuita nel periodo della pandemia, quando non era possibile uscire di casa, e si è consolidato nel tempo. E a questo hanno contribuito non pochi docenti che, per l’acquisto di opere di narrativa o di saggistica, suggeriscono loro stessi di ricorrere ad Amazon, invece che di recarsi nei nostri esercizi”.

In ogni caso Mandese sottolinea che a Taranto si legge poco, anzi addirittura la città occupa una delle ultime posizioni nel rapporto fra abitanti e libri letti. “La promozione della lettura necessita di molti correttivi – dice – e ci sono molte case dove non sono mai entrati libri, ad eccezione di quelli scolastici. Ma la situazione non va molto meglio in Puglia e, complessivamente nell’intero Mezzogiorno. Questo, in controtendenza con quanto avviene nel Settentrione e nelle nazioni europee”.

L’editore evidenzia la necessità di lavorare nelle periferie, umane e urbanistiche, favorendo l’apertura di librerie in quartieri dove non ci sono mai state e soprattutto incentivandone la frequentazione. “C’è bisogno, come ripete padre Maurizio Patriciello, di un nuovo patto educativo che includa l’invito alla lettura nelle famiglie: bisognerà lavorarci tantissimo al fine di produrre quel cambio di mentalità in città, per una svolta incisiva nella sua crescita – conclude Mandese.

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5 Commenti a: Quattro librerie rimaste in città

  1. virgilio

    Ottobre 4th, 2023

    Mi spiace dirlo, ma credo di essere contrario a quello scritto, ho 60 anni riesco a leggere la sera solo una pagina di topolino. sono abbonato.
    Mia moglie, mia figlia e mio figlio, sono i maggiori:”azionisti” di Mondadori Taranto – Via De Cesare. Quando vado: “per delega” mi chiedono per chi sei oggi? Rebecca, Giusy o Luca.
    In casa mia ci sono libri acquistati da tutte le parti, guai a toccarli o provare a scambiarli.
    Mia moglie e mia figlia partecipano a diverse manifestazioni in Italia per le fiere del libro.
    Amazon non lo utilizziamo, non c’è il rapporto personale.
    Grazie e buona sera.

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  2. Teo

    Ottobre 4th, 2023

    Ho 59 anni e amo molto leggere (anche mia moglie è una grande lettrice). Personalmente, solo nell’anno in corso ho già letto 31 libri, per non parlare di articoli vari, testi di consultazione ecc. I nostri amici e i nostri parenti sanno di farci felici regalandoci libri durante le varie ricorrenze, magari tramite un buono presso la nostra amata Libreria Dickens. Taranto purtroppo è una città culturalmente morta, ignorante e in questi ultimi anni, dopo una parvenza di ripresa è ripiombata nel buio. C’entrano la mancanza di centri culturali, la presenza dell’industria pesante e altro ancora. Amazon non c’entra niente. In libreria si può chiacchierare serenamente con i librai e altri avventori, su Amazon no! Grazie per l’attenzione.

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  3. NN

    Ottobre 5th, 2023

    Le librerie rimaste non sono quattro: al vostro appello mancano la “Mondadori” delle Porte dello Jonio e “Giunti” della Mongolfiera.
    In ogni caso dispiace per Ubik, con l’auspicio che possano riprendere la loro avventura, magari, in una zona più scoperta della città, nella quale essere riferimento.

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  4. Angela

    Ottobre 5th, 2023

    Vi è una quinta libreria per la precisione. Paoline LOGOS in Corso Umberto, 76 che offre, oltre al taglio religioso, anche libri di ogni tipo in un ambiente sereno è familiare.

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  5. Igor

    Ottobre 5th, 2023

    Cercavo un libro di teoria per la patente C. Nessua delle sudette libreria non aveve un libro a disposizione, ma non sono stati neamche in grafo di ordinare. Ho ricorso ad Amazon.

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