Nessun margine di speranza per i 57 lavoratori che rischiano di essere licenziati dall’Amiu. Questo è quanto emerso nel corso della riunione, di questo pomeriggio, a Palazzo di Città tra la dirigenza della municipalizzata dell’igiene urbana e il Comune di Taranto, socio unico dell’azienda, e le sigle sindacali FP CGIL, FIT CISL, UIL TRASPORTI, FIADEL, USB e SIULS.
L’ente civico, secondo quanto riferito dai sindacati, ha ribadito di voler procedere col licenziamento collettivo per cercare di risanare la pesante crisi finanziaria che la municipalizzata vive ormai da diverso tempo. Per FP CGIL, FIT CISL, UIL TRASPORTI, FIADEL, USB e SIULS pertanto “restano ferme le assemblee programmate e continuerà la lotta”. I dipendenti in bilico sono operatori che, nel corso degli anni, hanno sofferto problemi di salute e sono incorsi a prescrizioni mediche. Inoltre questi lavoratori, che non sarebbero più funzionali all’azienda dell’igiene urbana, avanzano le retribuzioni di settembre e sono sprovvisti della copertura del fondo di assistenza sanitaria.
(leggi il nostro articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/10/04/amiu-si-protesta-ancora/)
Cosa prevede la procedura
Venerdì scorso l’azienda ha inviato alle sigle sindacali la nota di avvio della procedura sindacale. Con quest’ultima FP CGIL, FIT CISL, UIL TRASPORTI, FIADEL, USB e SIULS hanno richiesto l’apertura della fase sindacale, che durerà 30 giorni. In questo periodo verrà presentato, dai sindacati, il ricorso all’ufficio controversie collettive dell’Arpal Puglia di Taranto per avviare la procedura di mobilità con l’intento di trovare un accordo da entrambi le parti. Qualora non venisse raggiunta un’intesa, i sindacati potranno procedere con l’attivazione della seconda fase di procedura amministrativa, allo stesso ufficio e dalla durata di 45 giorni. Ancora, se al termine dei 75 giorni dovesse essere stato raggiunto un accordo, l’azienda potrà licenziare i lavoratori pagandogli un contributo di accordo pro capite di circa 1800 euro. Oppure, in caso di mancato accordo questo contributo verrà triplicato per tre volte. Il prossimo giovedì, 12 ottobre, è previsto il primo incontro, tra sindacati e vertici aziendali, che sancirà l’avvio della fase sindacale.
Chi rischia di essere licenziato
In base a quanto riferito al nostro giornale, dai lavoratori e dai sindacati, si prevede il licenziamento di dipendenti impiegati in varie mansioni. Nello specifico, nell’Ufficio Magazzino dell’Autoparco, su 5 unità sono previsti 2 esuberi. Per il Servizio Disinfezione, dell’Autoparco, su 7 unità previste 7 in esubero. Su 9 impiegati e operatori generici, per il Servizio Officina, sono previsti 6 esuberi. Per il CCR (Centro di Raccolta) su 9 impiegati e operatori generici, 4 previsti in esubero. Ancora, per i 4 impiegati all’Autoparco del Servizio Numero Verde è previsto 1 esubero. Lo stesso vale per tutti e 4 gli impiegati al Servizio Portineria e per le 10 unità del Servizio Guardiania. Su 16 unità impiegate ai Servizi Capi Squadra ne sono previste 10 in esubero. Infine, per i Servizi Accessori Isole Ecologiche sono previsti 10 esuberi su 10 unità.
Il fronte Pasquinelli
Anche dal fronte Pasquinelli nessuna novità incoraggiante. La sigla sindacale SLAI COBAS dichiara che dopo “la mini ridicola occupazione di 45 giorni” i lavoratori ex Pasquinelli sono “di nuovo senza lavoro e senza reddito”. Secondo la sigla sindacale, l’Amiu e il Comune dichiarano, ancora una volta, che non ci sarebbero fondi per “garantire un salario normale”. Riferisce SLAI COBAS: “Questo è inaccettabile! Mai come in questi mesi si sono visti eventi di ogni genere e tipo a Taranto, per cui si sono stati chiaramente impegnati dei fondi. Perché, invece, non ci sarebbero soldi per i 21 lavoratori per alcuni mesi?!” ha tuonato la sigla sindacale.
(leggi tutti gli articoli sulla vertenza Pasquinelli https://www.corriereditaranto.it/?s=pasquinelli&submit=Go)
