La stagione crocieristica, la prima a Taranto, di Costa Crociere è terminata da poco. La scelta della compagnia di navigazione genovese di attribuire al capoluogo jonico – nel 2022 premiato come destinazione emergente dell’anno – il ruolo di home port ha dato ottimi risultati (in totale, nel corso degli ultimi 4 mesi, sono stati movimentati circa 102.000 passeggeri, provenienti prevalentemente da Italia, Francia, Spagna e Germania).

Da sinistra verso destra: Rinaldo Melucci, Mario Zanetti e Sergio Prete

Dal 3 giugno la Costa Pacifica è attraccata in porto ogni sabato, nell’ambito di un itinerario di una settimana diretto a Catania, La Valletta (Malta), Mykonos (Grecia), Santorini (Grecia). Della prima esperienza di Costa Crociere a Taranto ne abbiamo parlato con il suo amministratore delegato Mario Zanetti.

Qual è il bilancio della prima stagione a Taranto? I dati dei passeggeri?

“E’ un bilancio molto positivo: abbiamo avuto oltre 100.000 passeggeri movimentati a Taranto, tra imbarchi, sbarchi e transiti. Dopo questa stagione inaugurale possiamo dire, senza alcun dubbio, che Taranto è entrata stabilmente tra le destinazioni principali di Costa Crociere nel Mediterraneo. Non vediamo l’ora di tornare qui nel 2024 con Costa Fascinosa”.

Quindi riconfermerete lo scalo tarantino?

“Sì, abbiamo già confermato Taranto anche per il 2024. La nave protagonista della prossima stagione sarà Costa Fascinosa, simile come dimensioni a Costa Pacifica, che è stata invece la protagonista di questa prima stagione. Entrambe hanno circa 3.800 ospiti di capacità massima e 114.000 tonnellate di stazza, e offrono esperienze uniche come il ristorante Archipelago, dove è possibile gustare i menù di tre grandi chef internazionali come Bruno Barbieri, Hélène Darroze e Ángel León. Oltre alla nave, cambierà anche il giorno di arrivo a Taranto: non più il sabato, come è avvenuto quest’anno, ma la domenica, dalle ore 9 alle ore 19. Il primo scalo di Costa Fascinosa a Taranto è in programma il 9 giugno 2024, mentre l’ultimo il 22 settembre 2024. Le destinazioni comprese nell’itinerario, di una settimana, rimarranno invariate, permettendo agli ospiti di godersi in un’unica vacanza il meglio delle isole greche, con le soste a Mykonos (Grecia) e Santorini (Grecia), Puglia e Sicilia, con Taranto e Catania, e l’isola di Malta”.

Ci sono degli aspetti che vanno migliorati per la prossima stagione?

“Partiamo dal presupposto che siamo soddisfatti, e che le cose hanno funzionato molto bene. Gestire un traffico di oltre 100.000 passeggeri in 4 mesi, con la duplice funzione di porto di imbarco e transito, nella prima stagione in assoluto di Costa a Taranto, è stato davvero un risultato eccellente. L’abbiamo ottenuto grazie a un ottimo lavoro di squadra, che ha visto coinvolti Costa, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, il Comune, la Capitaneria di Porto, la Polizia di Frontiera Marittima, Taranto Cruise Port e tutte le altre istituzioni e operatori locali. Qui a Taranto abbiamo trovato un clima di grande apertura e collaborazione, che ci ha consentito di migliorare la qualità del servizio offerto agli ospiti già nel corso della stagione: ad esempio nel caso la semplificazione dei controlli al Varco Est del porto. Ci sono altri aspetti su cui potremo lavorare nel 2024, anche sulla base dell’esperienza maturata quest’anno; ma si tratta di ulteriori migliorie all’interno di un’operatività che funziona già bene nei suoi aspetti fondamentali”.

Quali sono stati, invece, i punti di forza dello scalo tarantino?

“Ha una posizione strategica per il tipo di itinerario che proponiamo, proprio al centro tra la parte orientale, ovvero le isole greche, e quella occidentale, con Malta e la Sicilia. Un altro punto di forza è la sua attrattività per i nostri ospiti. E’ una città ancora poco conosciuta dal punto di vista turistico ma con un grande potenziale, sia dal punto di vista naturalistico che storico-artistico, che vogliamo contribuire a valorizzare. Ed è situata in un territorio altrettanto ricco di luoghi di grande interesse, facilmente raggiungibili. Infine, come già detto, a Taranto siamo stati accolti benissimo: c’è grande voglia di costruire insieme una partnership di lungo periodo per lo sviluppo del turismo crocieristico. Un aspetto fondamentale per noi”.

Il fatto che Taranto sia penalizzata dalla mancanza di alcune infrastrutture con riferimento alla distanza del primo aeroporto vicino, dell’autostrada che si trova a 25 km ed ai collegamenti ferroviari insufficienti, vi ha in qualche modo penalizzati?

“Il programma che abbiamo proposto nella nostra stagione di esordio ha funzionato bene. Taranto era in sinergia con Catania: gli ospiti potevano scegliere di imbarcare in un porto o nell’altro, a seconda delle loro esigenze. Per cui, non abbiamo accusato particolarmente questo tipo di problema. In futuro, avere infrastrutture adeguate potrebbe essere di aiuto per rendere più accessibile Taranto come destinazione crocieristica, e quindi farle fare un ulteriore salto di qualità”.

Quali sono stati i feedback ricevuti dai crocieristi sulla città?

Sono rimasti entusiasti, perché hanno trovato una città bella e accogliente, che è andata oltre le loro aspettative.  Abbiamo portato a Taranto non solo turisti italiani, ma anche esteri, in prevalenza francesi, tedeschi e spagnoli. Tra le esperienze a terra che abbiamo proposto durante la sosta di Costa Pacifica a Taranto, una delle più richieste è stata proprio il tour a piedi della città vecchia, con visita al Castello Aragonese e al duomo di San Cataldo. Il giudizio è stato altrettanto positivo da parte di chi ha scelto di visitare la città in autonomia.

 

Una risposta

  1. Guai illudersi è solo un periodo di vacche grasse la speranza le compagnie non cambiano itinerari della serie Otranto, Crotone, Reggio e come sempre lo scippo di Bari con furbizia dotata infrastrutturalmente.

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