Ospedale San Cataldo, proseguono i lavori

 

L'obiettivo resta per ora quello di terminare i lavori a giugno 2024
Posted on 16 Ottobre 2023, 18:06
5 mins

La Commissione regionale bilancio e programmazione presieduta da Fabiano Amati (Azione), ha svolto quest’oggi le audizioni per l’aggiornamento periodico sullo stato dei lavori per la costruzione dei nuovi presidi sanitari regionali, a cominciare dal San Cataldo di Taranto. 

Poche le novità rispetto all’ultima audizione dello scorso 11 settembre. Il direttore dei lavori ed il RUP hanno confermato la data del 30 giugno 2024 per la fine dei lavori dell’ospedale di Taranto. Lo stato di avanzamento dei lavori è pari all’87%, rispetto all’86% di un mese fa.

Le procedure di aggiudicazione delle gare per acquisto degli arredi e attrezzature (che costituiscono il restante 15% delle opere da realizzare) procedono speditamente a seguito del finanziamento di 105 milioni di euro approvato l’11 agosto scorso. Sono state aggiudicate 4 procedure di gara per le attrezzature, altre due sono in aggiudicazione, un’altra è in corso lavori della Commissione aggiudicatrice e un’altra è in allestimento.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/09/11/san-cataldo-fine-lavori-a-giugno-2024/)

L’Asl di Taranto negli scorsoi mesi aveva comunque avviato diverse procedure di gara per economicità dei tempi. Sono state in tutto cinque le procedure multi lotto avviate il cui importo appaltato è di 54 milioni, riguardanti le procedure per l’acquisizione delle apparecchiature per completare le opere murarie (per gli impianti di radioterapiaemedicina nucleare e per le apparecchiature di radiologia, come tre acceleratori lineari, una Tac con simulatore di nuova generazione, due Gamma camere, una Pet/Tac, tre apparecchi per risonanza magnetica, un angiografo biplano e una sala attrezzata per la radiochirurgia dei tumori cerebrali). Ricordiamo che le gare indette dalla Asl di Taranto, sono state bandite grazie ad una delibera regionale, nonostante la mancanza della firma sull’accordo di programma con il ministero della Salute. La Regione infatti decise di assumersi la responsabilità di procedere lo stesso in attesa di raggiungere l’accordo con il ministero. Le criticità riguarderebbero invece un project financing relativo alla realizzazione del centro di cottura, mensa, locali commerciali e parcheggi avanzata dal raggruppamento Ladisa-Debar-GNS, che necessiteranno di un’autorizzazione specifica da parte della Regione.

Confermata anche la stima di 25 milioni di euro per il Polo didattico (che interessa un’area di circa 26 ettari), creando un raccordo con la neoistituita facoltà di medicina e Chirurgia di Taranto, realizzando aule, laboratori, aula magna, biblioteca etc., che potrà avere un seguito solo con una variante urbanistica da parte del Comune di Taranto.

Adesso bisogna monitorare e aspettare la prossima seduta di aggiornamento per avere qualche informazione in più sulla data in cui il nosocomio sarà operativo.

Il valore complessivo dell’investimento è quindi stato di 312.500.000 euro per la realizzazione di oltre 700 posti letto, di cui 72.169.503 euro a carico del bilancio regionale, 140.580.496 euro a valere su risorse FSC 2007-2013 e 99.750.000 euro  a carico dello Stato (risorse ex art. 20).

ll Nuovo Ospedale San Cataldo, che subentrerà all’ospedale SS. Annunziata di Taranto e al Nosocomio di Grottaglie, svolgerà un ruolo strategico nell’ambito della rete ospedaliera pugliese quale DEA di II Livello. Il presidio ospedaliero sarà, infatti, coinvolto nelle maggiori reti tempo-dipendenti, operando come HUB per la rete cardiologica, dell’ictus e del trauma. Sono inoltre previste altre discipline di alta specialità, quali la chirurgia vascolare; la neurochirurgia; la chirurgia toracica; la terapia intensiva neonatale. L’intervento di completamento consentirà di dotare l’ospedale di apparecchiature moderne e innovative da destinare ai reparti di radiologia, rianimazione e terapia intensiva, medicina nucleare, emodinamica, pediatria, radioterapia, dialisi, terapia intensiva neonatale, UTIC, sale operatorie e sale parto. Tecnologie che dovranno consentire all’ospedale di essere all’avanguardia e affrontare la sfida della transizione digitale offrendo ai cittadini servizi innovativi e avanzati. Si spera non troppo in là negli anni.

(leggi l’articolo sul San Cataldo https://www.corriereditaranto.it/2023/07/08/san-cataldo-mille-giorni-senza-te/)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

Un Commento a: Ospedale San Cataldo, proseguono i lavori

  1. NN

    Ottobre 17th, 2023

    Vorrei chiedervi se ci sono notizie su possibili concorsi e/o di come si intende dotare l’ospedale del relativo personale (quantitativamente e qualitativamente). Un servizio di report relativo alla sanità ligure ha mostrato che non è affatto da escludere l’ipotesi che vengano costruiti mega ospedali che poi funzionano a regime ridotto per via della mancanza di personale.

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