Il sindaco Rinaldo Melucci ha lasciato il Partito Democratico. Passato il primo turno con una lista civica, Melucci è stato eletto a sindaco per la prima volta nel 2017, al secondo turno nelle file Partito Democratico, della coalizione di centrosinistra col 50,91% dei voti. Durante le scorse amministrative, Melucci si è confermato sindaco a guida della coalizione di centrosinistra Ecosistema Taranto, collezionando 61 % di preferenze contro lo sfidante Walter Musillo. Oggi, venerdì 27 ottobre, il primo cittadino ha comunicato attraverso una nota stampa ufficiale la sua fuoriuscita dal partito progressista. Come ipotizzato dalla nostra testata, già da diversi mesi, più in là il primo cittadino potrebbe trovare una calda accoglienza in Italia Viva, partito che rispecchierebbe in modo più conforme il suo percorso politicoMotivo per cui, alcuni consiglieri avrebbero scelto, attraverso il suo consenso, di passare al gruppo consiliare riformista che potrebbe allargarsi ulteriormente. Inoltre, si ipotizza che domani mattina Melucci possa recarsi al resort Villa De Grecis, per la tappa barese del tour “Volare Alto” di Italia Viva. Qui il presidente Matteo Renzi incontrerà i sostenitori e lancerà la campagna per le elezioni europee di Centro – Renew Europe.

Ecco la nota stampa integrale del Sindaco Rinaldo Melucci:

“Si è portati spesso a pensare che ci si lasci perché carichi di rancore o insoddisfatti. In verità, in una visione più romantica e profonda del sentire la politica, nella sua accezione più elevata, la scelta di prendere strade differenti può essere dipesa dalla semplice ed umana ambizione di ricercare nuove motivazioni, energie e valori più aderenti al proprio sentire e al proprio progetto politico.

Preciso subito che il secondo caso è quello che credo mi riguardi: sentire ed intendere la politica come qualcosa che arricchisca l’esistente, che generi sistemi valoriali virtuosi ed in grado di dare risposte alle tante sfide del nostro complicato presente. Oggi si conclude formalmente la mia esperienza nel Partito Democratico. Un partito che sta cambiando pelle, come sono inevitabilmente cambiato io lungo questi anni assai impegnativi. Certo, dal 2017 ad oggi tanti sono stati i cortocircuiti tra partito e i suoi amministratori locali, sindaco incluso, tante anche le battaglie comuni portate positivamente a termine: sarei ingeneroso a rinnegare o ridimensionare il lavoro svolto con impegno. Su tutto, la virata che insieme abbiamo compiuto sulla decarbonizzazione del nostro modello economico e sulla pianificazione della transizione giusta europea per l’area ionica”.

Continua il primo cittadino: “Ma si arriva, a volte, a un punto in cui bisogna lasciare che la libertà di espressione e di determinazione non venga stritolata in alcun modo da logiche che nulla hanno a che fare con quella concezione alta e spirituale della politica. La realtà dei nostri tempi scorre inesorabilmente come un fiume senza argini. E di fronte ai cambiamenti epocali mondiali, crisi climatiche, guerre e smarrimento del senso di umanità, la politica deve sottrarsi da asfittici e tossici giochi di posizionamento ed opportunità, e deve rimodularsi verso i bisogni della comunità, garantendo la stabilità degli enti amministrati – la cui guida è scelta democraticamente sulla scorta di un robusto mandato elettorale, proprio al fine di non disattendere la speranza di riscatto di intere comunità. Al riparo da ogni ipocrisia, si possono ovviamente indagare anche i motivi pratici di una simile decisione, e lo faremo con spirito costruttivo nelle prossime settimane se serve. Dalle divisioni e tensioni interne al debole supporto sui tavoli istituzionali nei momenti topici per la città, dai frequenti e strumentali distinguo di alcuni esponenti del partito agli equivoci sui contributi programmatici più delicati, dalla limitata definizione di obiettivi e linguaggio politici allo scarso spazio ai più alti livelli riservato alla classe dirigente tarantina e ai suoi giovani”.

Melucci accende i riflettori sul lavoro svolto negli ultimi anni e sugli equilibri interni al PD: “quando le dinamiche personali hanno preso il sopravvento sulle argomentazioni politiche e sulla progettualità, lo sconforto e l’amarezza hanno avuto la meglio. Ed è proprio in questi casi che, sulla scorta del mandato ricevuto, sempre attraverso un concreto spirito di missione e di servizio verso la comunità, bisogna lasciar andare ciò che si sente estraneo al proprio essere. Al Partito Democratico, nonostante tutto, non desidero riservare alcun rimprovero, ma solo ringraziamenti e rassicurazioni sulla centralità del suo ruolo all’interno degli sforzi quotidiani compiuti dalle amministrazioni locali”.

Secondo il primo cittadino l’avversario di Taranto è là fuori “in agguato, tra populismo e sovranismo” e conclude: “Se ci si chiede in questa sede quale sia la mia opinione sul futuro degli equilibri politici del centrosinistra ionico, io non posso che tornare ad auspicare che quello spazio vada dai riformisti e moderati ai progressisti ed ecologisti, passando per il contributo fondamentale degli amici del Movimento 5 Stelle, il tutto ragionato sui temi e l’affidabilità nel perseguirli, in sostanza il cosiddetto campo giusto che ha individuato di recente lo stesso Presidente Giuseppe Conte, e sul quale mi sembra sia al lavoro anche il Governatore Michele Emiliano. Dopotutto, era già lo schema della coalizione Ecosistema Taranto nel 2022, che si è dimostrato efficace, specie se ben fondato sui programmi invocati dagli elettori, e potrebbe essere la piattaforma da rilanciare in vista della prossima riforma degli enti provinciali”.

La reazione del PD regionale

Sorpresa e stupore: questa è la reazione del Partito Democratico. Il segretario regionale dem Domenico Desantis replica così la fuoriuscita dal partito del primo cittadino: “Siamo sinceramente sorpresi dalla decisione di Rinaldo Melucci. Ci auguriamo che la ricerca di nuove motivazioni politiche non lo distolgano dal lavoro di sindaco”. De Santis spiega che, dopo la caduta dell’amministrazione Melucci I, il PD era al fianco dell’ex sindaco e ha  “chiesto la sua ricandidatura”. “Con tutti i nostri amministratori- prosegue il segretario regionale –  lo abbiamo eletto Presidente della Provincia. Abbiamo dimostrato la nostra lealtà che oggi viene ripagata con l’ingratitudine. Prendiamo atto che cerca nuove motivazioni, ma un Sindaco e Presidente della Provincia deve trovare le motivazioni ogni giorno nella sua opera di governo e a noi questo interessa”.

Desantis ritorna sulle tematiche locali che interessano il partito progressista: “Sulla decarbonizzazione, sui Giochi del Mediterraneo e sulla tutela dell’ambiente non faremo nessun passo indietro. Noi ci siamo sempre stati, anche nei momenti più difficili, e continueremo a salvaguardare gli interessi della città, sperando che Melucci continui il suo lavoro di Sindaco e di Presidente della Provincia”. E ancora: “II problemi della città di Taranto sono tanti – sottolinea De Santis – legati a filo doppio alla vicenda, dalle evidenti implicazioni nazionali, dell’ex Ilva. Sulla riconversione dello stabilimento siderurgico, in direzione della decarbonizzazione, sulla tutela dei posti di lavoro, sul progetto di rinascita della città, il lavoro del Pd, regionale e nazionale, non è mai venuto meno come testimoniano le prese di posizione e gli atti parlamentari depositati” ha concluso Desantis.

2 Responses

  1. Complimenti a chi ha scritto il testo, meditato e sofferto. Ecco che mentre doveva essere il PD ad abbandonare Melucci succede esattamente il contrario. In politica bisogna saper cogliere l’attimo e il PD con i suoi dirigenti non sanno come si fa. Forse col tempo…..!

  2. E quindi cosa cambia ,in sostanza abbiamo lo steso sindaco , i sinistri rimangono tali e Taranto è sempre la solita schifezza di sempre . Che tristezza !!

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