Rinaldo Melucci ha aderito ad Italia Viva. Il sindaco di Taranto, oggi 2 dicembre a Roma, è intervenuto all’assemblea nazionale del partito, alla presenza di Matteo Renzi. Melucci ha dichiarato che è “convinto” che Italia Viva possa “rappresentare la metamorfosi del sistema politico italiano, perché oltre a essere uno spazio moderato e riformista, è anche ricco di contenuti”. Ha continuato il primo cittadino: “Non sono venuto qui in vacanza, pertanto chiedo a Italia Viva di essere coraggiosa e rendersi protagonista di questo cambiamento, che Taranto aspetta ormai da troppo tempo”.
Nonostante abbia sottolineato la stima e l’amicizia che lo lega con il Presidente della regione Puglia Michele Emiliano, Melucci tuttavia non ha risparmiato la sua insoddisfazione verso il Partito Democratico, dichiarando che è dal 2017, anno in cui è sceso in campo come candidato dem, che “paga a proprie spese le regole della politica”.
Il presidente di Italia Viva Puglia Massimiliano Stellato si congratula con il sindaco per l’entrata nel partito: “Si tratta di una scelta importante, che giunge dal primo cittadino della terza città del Sud, strategica per la Puglia e per il Paese. Il suo ingresso è la testimonianza che, in una fase storica distinta da facili populismi e spinte demagogiche, un amministratore riesca a riconoscere solo in un partito riformista e di centro un fondamentale punto di riferimento”.

giovanni cazzato
Già un partito che si definisce riformista e di centro è una contraddizione in termini. Insomma, in altri termini, una cacofonia. Poi Melucci mi ricorda una grande opera letteraria e teatrale come “sei personaggi in cerca d’autore”. Naturalmente Melucci non è l’autore.
angela
Ovviamente meglio avere il piede in due scarpe. Il sindaco così si riconosce ampiamente nel metodo Emiliano. Un colpo al cerchio e uno alla botte della nota corrente di alto profilo culturale dei cerchiobottisti. Non si sa mai nella vita!
giocaz
Nessuno si scandalizza del comportamento del sindaco che dimostra, ogni giorno di più, di non essere all’altezza del compito, infatti non riesce a fare squadra con la propria giunta, accumula ritardi nella realizzazione di opere importanti, favorisce la rissa con l’opposizione e la sua stessa maggioranza. Abbiamo avuto sindaci di diverso colore politico, ma mai visto che si assentassero dalle riunioni del consiglio dimostrando, come fa Melucci, il massimo disprezzo per l’assise, poco degnamente rappresentata.
Vi è che il più grande partito di maggioranza qual’è il PD, ridotto a “ologramma ammutolito” sotto il dominio dei suoi pochi consiglieri ammaliati dai lauti compensi che vergognosamente arrivano a circa 3000 euro netti al mese solo per accondiscendere e alzare la mano a comando. PER LA CRONACA: un ingegnere dipendente ex ILVA che lavora tutti i giorni 8/10 ore, guadagna meno di un consigliere comunale alza mano.