Il laser MLRO (Matera Laser Ranging Observatory) è in grado di misurare la distanza tra la Terra e i satelliti. Questo sistema complesso si trova presso l’Agenzia Spaziale Italiana nella sede di Matera, dove sono andati i ragazzi delle classi terze della scuola media Leonida di Taranto.

L’ASI è una compagnia italiana che collabora con potenze mondiali nell’ambito spaziale come la Russia, gli Stati Uniti (NASA) e l’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Si occupa di compiere missioni, ricerche, esperimenti e raccolte dei dati, sostenendo lo sviluppo scientifico e tecnologico nell’ambito spaziale italiano.

La missione che è rimasta di più nel cuore degli italiani, nonché una delle più note, è quella che ha coinvolto l’astronauta Samantha Cristoforetti: la prima donna italiana che ha raggiunto lo spazio.

L’ASI dispone di varie sedi sparse per tutta la penisola. Ciascuna di esse svolge un compito diverso. Quella di Matera, che gli studenti hanno visitato, si occupa di: studiare la geodesia spaziale, controllare il tracciamento dei rifiuti spaziali, la metrologia del tempo e delle frequenze.

La geodesia è la scienza che studia la forma del Pianeta in diversi suoi aspetti. I ragazzi, durante la loro esperienza all’agenzia, sono stati guidati dal Program manager del Centro, Massimo Calabrese, che ha illustrato loro la storia della Stazione. Durante la spiegazione, un astronauta era in diretta dallo Spazio, mentre effettuava degli esperimenti.

La Stazione Spaziale Internazionale è stata costruita dal 1998 al 2001 da molte potenze mondiali, anche Paesi rivali hanno contribuito a costruirla. È composta da 17 moduli e anche l’Italia ne ha costruiti diversi, tra cui la Cupola, che è il modulo più panoramico e che permette agli astronauti di osservare la Terra dallo Spazio.

L’ISS è visibile ad occhio nudo dal nostro pianeta, perché si trova solo a 400km di distanza. Il suo scopo è di compiere esperimenti con la micro-gravità, che sulla Terra non sarebbero possibili. A bordo della Stazione si svolgono esperimenti che puntano a migliorare la vita sul nostro pianeta da un punto di vista farmaceutico e biologico.

È strano pensare che ci sia la possibilità di scrutare così da vicino uno Spazio che sembra lontano anni luce perché come diceva un saggio capo indiano: “La Terra non appartiene all’uomo, è l’uomo che appartiene alla Terra”.

 

 

 

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