I Verdi restano? Ma senza consigliere…

 

Il partito ambientalista sostiene il sindaco in nome del programma elettorale
Posted on 13 Dicembre 2023, 16:30
4 mins

“In questi lunghi mesi abbiamo potuto frequentare con assiduità la grande famiglia dei Verdi ionici, costruendo fra noi e la città un rapporto franco e leale. Una grande opportunità per una forza ecologista e ambientalista come Europa Verde. Ricordiamo infatti a tutti che il sindaco Rinaldo Melucci ha voluto fortemente Europa Verde in coalizione nelle elezioni amministrative del 2022, investendo nella lista tanto in termini di risorse umane, quanto di impegno politico”. Inizia così una lunga nota stampa sottoscritta da Fabiano Marti (in foto), Assessore del Comune di Taranto con deleghe ad Ambiente e qualità della vita e Spettacolo, e da Mario Francesco Romandini, Roberto La Gioia, Marina Lanza, Giampiero Magenga e Vito Quaranta.

“Lo stesso assessore Fabiano Marti lasciò la lista civica che aveva fondato, Taranto Crea, per aderire al progetto dei Verdi. Tornando “a casa”, visto che nella sua prima esperienza elettorale del 2012 era stato candidato nelle liste che supportarono il candidato sindaco Angelo Bonelli. Riteniamo che sia giusto continuare a dare il nostro contributo e a tenere salda l’amministrazione che è l’unica dal punto di vista ambientale ad aver restituito dignità a questa comunità, grazie alle due ordinanze di chiusura delle fonti inquinati. La prima – precisano – è stata fermata solo dal Consiglio di Stato e la seconda è ancora pendente al Tar. Crediamo che uscire da una maggioranza in un momento così delicato per la vita della città voglia dire non assumersi responsabilità, soprattutto avendo, per la prima volta, la delega all’ambiente, con la possibilità di incidere in modo concreto sui temi ai quali il partito è sempre stato sensibile. Pensiamo, insomma, che l’assunzione di responsabilità sia esattamente quello che differenzia chi vuole lavorare esclusivamente per il bene della propria terra”.

“Contestiamo, inoltre, con fermezza il metodo utilizzato dal consigliere – Antonio Lenti, ndr – che ha agito senza consultare nuovamente gli organi costituenti dopo che, in una riunione di tutti gli iscritti, pochi giorni prima, si era deciso democraticamente di restare in maggioranza. Tra le tante differenze che caratterizzano le anime che compongono ogni forza politica, associazione, movimento, abbiamo sempre pensato che l’unico collante fosse il programma elettorale. E quel programma che abbiamo firmato e che stiamo contribuendo a portante avanti con questa amministrazione garantisce la chiusura delle fonti inquinanti dell’area industriale, la creazione di una “Green Belt”, la riqualificazione del quartiere Tamburi, la pianificazione a sfondo socio-sanitario dei fondi sequestrati all’ex Ilva, la rigenerazione urbana attraverso grandi eventi, i numerosi festival, i Giochi del Mediterraneo, la chiusura del ciclo dei rifiuti”, precisano i firmatari.

“Per noi la bussola è il programma elettorale, l’unico che garantisce rispetto verso la città e ogni singolo elettore. Siamo stati eletti per incidere sul futuro di Taranto e continueremo a lavorare per raggiungere questo obiettivo. Lo faremo con un percorso nuovo, ma sempre verde – concludono – portando avanti i principi che ci hanno spinto ad aderire al partito di Europa Verde e a raccogliere il consenso che ci ha permesso di arrivare a sedere in consiglio comunale e ad avere il privilegio di un ruolo in giunta. Il nostro obiettivo è quello di dire la nostra con forza, ma avendo la possibilità di concretizzare i nostri progetti, occupandoci solo del futuro della nostra città. Il tutto al di fuori di ogni pregiudizio ideologico e avversioni personalistiche”.

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2 Commenti a: I Verdi restano? Ma senza consigliere…

  1. Piero

    Dicembre 13th, 2023

    Io penso che l’intero consiglio di taranto possa essere riassunto con quest’articolo enciclopedico:
    1. Inizio e sviluppo storico
    Il c. è presente sulla pista circense sin dai primi spettacoli di Philip Astley (1742-1814) come il personaggio a cui è affidato il compito di intrattenere il pubblico negli intervalli tra i singoli numeri del programma equestre. Le sue radici affondano nel tempo: nelle figure dei giullari medioevali, intrattenitori, giocolieri e insieme saltimbanchi, nel personaggio shakespeariano di Vic, del Zani e poi di Arlecchino nella commedia dell’arte, di Kasperl nella farsa popolare viennese, di Petruska nella fiaba teatrale russa. Gli studiosi tuttavia attribuiscono la paternità della figura del c., così come lo conosciamo oggi, a Giuseppe Grimaldi (1778-1837), soprattutto per i suoi spettacoli di pantomima.
    Nei primi decenni del XX secolo vengono ulteriormente definiti la figura, il linguaggio e i tipi di c. Nasce così il c. classico, subito riconoscibile grazie a un preciso schema visivo e a un comportamento codificato. È poi la scuola moscovita che rinnova questa immagine, in modo particolare negli spettacoli del suo rappresentante più significativo, Oleg Popov: viene studiato di più il linguaggio corporeo, si inventano nuove ‘entrate’ e nuove gag. Il c. diventa così un personaggio vero e proprio, con un suo posto nel programma, ben oltre il compito di ‘riempimento’ che gli era stato affidato fino ad allora. Lo sviluppo è dovuto anche alle varie contaminazioni provenienti specialmente dal mondo teatrale e della pantomima.
    Oggi il c. basa la sua recitazione soprattutto sul linguaggio del corpo – insospettatamente agile e forte – su un dialogo continuo e coinvolgente con il pubblico. Spesso il c. diventa il filo conduttore di tutto lo spettacolo circense.
    2. Tipologie
    Sono due i tipi fondamentali di c.: il c. bianco, con il suo trucco ispirato alla maschera francese di Pierrot, e il c. rosso, chiamato l’Augusto (o anche ‘Toni’ in Italia) che invece si rifà alle figure clownesche storiche, quelle che attraverso acrobazie comiche e giullaresche animavano gli spettacoli equestri. Tra questi due tipi viene sviluppata tutta una serie di differenze che durante lo spettacolo diventano fonte di continui conflitti. Le differenze visive si fondano spesso su caratteristiche naturali: i due si diversificano per costituzione fisica, per altezza, per peso. Le differenze poi vengono esaltate con il trucco e i vestiti: il c. bianco porta vestiti più moderati, ordinati, invece il c. rosso veste in modo stravagante. In entrambi i casi i pantaloni hanno misure enormi, grandi sono le scarpe, appositamente grotteschi e ridicoli gli altri elementi del costume. A caratterizzare ulteriormente i due personaggi interviene poi il trucco: il bianco sul volto del primo tipo richiama tristezza e melanconia; invece l’Augusto deve apparire pieno di vita, rozzo, sorridente. In parallelo con tutto questo si sono sviluppate altre differenze: caratteriali (triste-gioviale), psicologiche (furbo-ingenuo), morali (onesto-disonesto), educativo-culturali (intelligente – scemo), sociali (padrone – servo). Spesso le coppie dei c. al circo – nei loro numeri – lavorano a fondo su più di una di queste opposizioni.
    Con la nascita del cinema il c. diventa un eroe ancora più popolare. Il cinema muto conosce c. solitari, caratterialmente diversi nella loro arte (ad esempio Buster Keaton, Charlie Chaplin o Harold Lloyd), ma anche c. che lavorano costantemente in coppia (come Stanley e Olio). Anche il teatro contemporaneo ha dato spazio al c., affidandogli un ruolo classico – come in Aspettando Godot di Samuel Beckett – o ruoli più popolari, dal teatro di strada a quello per ragazzi (il praghese Bolek Polivka o il Doctor Bostik).
    Di una nuova popolarità vive il c. alla televisione, sia nella parte del conduttore comico di programmi d’intrattenimento, sia come eroe di serie televisive piene di gag inaspettate (Jerry Lewis, Benny Hill o le coppie delle soap opera anglosassoni).
    3. Il linguaggio del c.
    È soprattutto quello corporeo che si manifesta nelle acrobazie, cadute, salti, capriole, ecc. (Corpo, linguaggio del). Questi elementi sono spesso esagerati e volutamente malriusciti nella loro esecuzione; sempre ben calcolati nel ritmo e nel risultato comico da raggiungere. Fanno parte della contrapposizione e dei ‘conflitti’ che si stabiliscono tra i c. stessi o tra il c. e gli altri artisti del circo o, infine, tra il c. e il pubblico. Il grottesco si manifesta anche attraverso il vestito, che nasconde sempre delle sorprese: per il c., perché gli crea difficoltà, lo rende goffo nei movimenti; per il pubblico, perché non ci si aspetta che i vestiti siano il magazzino delle risorse sceniche del c. Il singolo numero del c. si chiama gag e di solito rappresenta una storia conflittuale (il c. con se stesso, tra il c. e qualche oggetto, ad esempio) o, nel caso del c. melanconico, una storia sentimentale. Spesso il c. contemporaneo, al ruolo dell’ attore di pantomima, unisce nuove abilità, prendendole a prestito dalle altre figure del circo, trasformandole e integrandole nella sua figura. Da sottolineare rimane infine la ricerca costante che il c. fa del rapporto immediato con il pubblico: si può notare come, da un parte, egli non reciti mai soltanto nel cerchio dell’arena, ma faccia delle incursioni in mezzo al pubblico; dall’altra come non si rassegni a stare da solo al centro dell’attenzione, ma vada alla ricerca di qualcuno – più spesso di un bambino, ma anche di un adulto – che giochi e reciti con lui, con l’impegno di far apparire più bravo di lui il partner improvvisato.

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  2. Cosimo

    Dicembre 13th, 2023

    Assessore Marti,
    il fatto è che, quando vengono solo sfiorati i vostri deretani fate appello alla concretezza “fuori da ogni pregiudizio ideologico e avversioni personalistiche”; quando siete voi a prendere a calci il deretano degli altri (in questo caso gli elettori) fate riferimento al vostro senso di responsabilità. Siete patetici e incredibili. State sostenendo un sindaco che si è venduto ad un partito sfasciagoverni, sfascialleanze e ora anche sfasciacomuni.
    L’incultura e la volgarità con cui quel partito affronta gli avversari è degna della migliore tradizione renziana, bocciata nelle urne d’Italia e di Taranto in particolare.
    Lei dice che la vostra bussola, al di là di tutto, è il programma elettorale, ma evidentemente è una bussola che indica direzioni surreali. E per quanto riguarda le fonti inquinanti e i Giochi del Mediterraneo è meglio stendere sopra, non un velo, ma una pesantissima incerata.
    Se davvero amate questa città, così come tutti affermate con la mano sul cuore, fate un vero gesto di responsabilità: sciogliete il Consiglio.

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