All’indomani del tavolo in Prefettura con le organizzazioni sindacali e preso atto che Acciaierie d’Italia ha corrisposto avvisi di bonifici come acconto sulle spettanze pregresse, A.i.g.i. Associazione Indotto e General Industries, ha comunicato stamane che le aziende associate, corrisponderanno la mensilità dovuta questo mese. Pur tuttavia, considerando la fase cruciale della vertenza AdI, la stessa non ritiene di poter fornire rassicurazioni circa l’erogazione della tredicesima mensilità in attesa delle risultanze che scaturiranno dalla riunione del consiglio di amministrazione della società convocata per il prossimo 22 dicembre.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/12/15/salvare-lilva-e-salvare-taranto/)
“Ribadiamo, infatti, come abbiamo già avuto modo di ricordare a S.E. il Prefetto di Taranto, che le nostre aziende sono finanziariamente in difficoltà dopo essersi indebitate a seguito della dichiarazione di Ilva in Amministrazione Straordinaria nel 2015 – ricordano da A.i.g.i. Associazione Indotto e General Industries -. Eppure, siamo in presenza di uno stabilimento la cui importanza è stata dichiarata “strategica” per il Pil dell’intera nazione. Una società “strategica” composta da Stato (Invitalia) e privato (Arcelor) in un momento di crisi deve essere finanziata e sostenuta dai propri soci. Dallo Stato e da Arcelor Mittal. Abbiamo accettato, e per un breve periodo, i pagamenti a 180 giorni con cessione del credito che sarebbe durato il tempo necessario affinché lo stabilimento riuscisse a riprendere la continuità produttiva. Breve periodo che si è prolungato per due anni – sottolineano -. Abbiamo cercato delle soluzioni per non arrivare a soluzioni estreme come quella che abbiamo dovuto annunciare. Avanzando una serie di proposte al Governo per il tramite dei suoi rappresentanti: applicazione della scissione pagamenti (split payment); attivazione della legge 181/89 per la crisi industriale a favore delle imprese del territorio; Cig con pagamento diretto da parte dell’Inps indipendentemente dall’indice di liquidità. Proposte che sono rimaste sulla carta. Ciò che chiediamo è che i soci, ognuno per la propria parte, ci offrano delle garanzie sui propri impegni per lo stabilimento ex Ilva. Non ci facciamo scudo utilizzando i nostri dipendenti anzi, difendiamo il loro diritto al lavoro e a ricevere la retribuzione spettante che è fonte di sostentamento per oltre 4000 famiglie del territorio. Ma siamo stati lasciati soli, senza certezze e senza prospettive. Dunque, abbiamo chiesto al Prefetto Dessì quale rappresentante territoriale del Governo di insediare un tavolo permanente di crisi per Taranto con tutte le associazioni di categoria. Perché Taranto ha bisogno ora come non mai di unire tutte le forze a prescindere dalle legittime posizioni di ognuno al fine di traguardare l’obiettivo unico che è la difesa dell’economia prevalente della città” concludono da A.i.g.i. Associazione Indotto e General Industries.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/12/14/indotto-ex-ilva-sprofondo-rosso/)
