La nostra classe ha avuto modo di comprendere il primo caso del fenomeno del mobbing attraverso la visione di gruppo del film “Palazzina Laf”, girato ed interpretato dal nostro concittadino Michele Riondino.

Il tema della pellicola è particolarmente sentito dai tarantini, non solo per il messaggio che ha lanciato ma anche perché alcuni di loro hanno potuto partecipare alle riprese come comparse e osservare dall’interno la nascita di una pellicola cinematografica che sta ottenendo grandi consensi di critica.

Una nostra compagna di classe, infatti, ha avuto un contatto diretto con una di queste, fornendoci piccoli retroscena del set.

“L’esperienza sul set è stata meravigliosa e per la prima volta sono stato a contatto con grandi artisti e soprattutto ho fatto sentire la mia voce”, afferma Alessandro. La nostra classe, sentendo queste parole, ha discusso a lungo su alcune scene viste, come quelle in cui “gli sconfinati” hanno provato a ribellarsi invano perché costretti a rimanere in silenzio e considerati scomodi per l’azienda.

Dopo le prime difficoltà avute nell’esprimere le atmosfere tetre, cupe e lente, ma indicative dello stato d’animo di quei dannati-operai relegati nel girone Laf, abbiamo capito quanto sia importante avere la possibilità di far sentire la propria voce.

Al netto di tutto, il film oltre ad averci mostrato una pagina importante e a noi sconosciuta della storia della nostra città, ci ha permesso di capire la necessità di esprimere le nostre opinioni e far valere i nostri diritti, sempre nel rispetto dell’altro.

Ed ora è un campo minato su cui crescono fiori bellissimi”. Citando Diodato, con una frase del brano diventato la colonna sonora del film, la nostra generazione ha il dovere di diffondere questo messaggio di speranza affinchè questi singoli fiori diventino un prato rigoglioso.

 

*credit foto Maurizio Greco

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