A seguito di articolate indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Taranto, alle prime ore di questa mattina la Polizia di Stato sta eseguendo un’ordinanza di misura cautelare personale degli arresti domiciliari, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Taranto, nei confronti di due tifosi foggiani presunti responsabili di incendio aggravato dall’aver commesso il fatto in occasione della partita Taranto-Foggia del 3 settembre scorso al termine della quale in Curva Sud, dove erano ospitati circa 200 tifosi foggiani, un incendio divampò a seguito del lancio di un fumogeno su del materiale infiammabile accatastato sotto il settore. A seguito di questo evento la Curva è stata dichiarata inagibile per tutta la stagione sportiva 2023/2024.
Gli investigatori della D.I.G.O.S., a seguito di articolate e minuziose indagini, supportate dall’attenta e puntuale visione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti all’interno dello Stadio Comunale “E. Iacovone”, hanno potuto accertare che l’incendio del settore Curva Sud, riservato ai tifosi ospiti, verificatosi lo scorso settembre al termine della gara del campionato di Serie C, girone C “Taranto F.C. 1927 – Calcio Foggia 1920”, era stato innescato verosimilmente da un fumogeno acceso dai sostenitori foggiani mentre lasciavano le gradinate dello stadio. La minuziosa analisi delle copiose immagini acquisite dai sistemi di sorveglianza, coniugata con specifiche attività tecniche, delegate alla polizia giudiziaria dalla Procura Jonica, ha consentito di raccogliere elementi utili per identificare i presunti responsabili della condotta illecita.
Altresì, attraverso la visione di alcuni “fermo immagine”, sono stati acquisiti importanti dettagli (come il colore della felpa o il logo sul berretto su uno dei presunti autori) da cui è stato possibile ricostruire l’esatta sequenza dei fatti, la dinamica degli eventi ed i possibili autori dell’incendio. La successiva attenta disamina del materiale probatorio fornito, ha consentito alla Procura di Taranto di avanzare la relativa richiesta cautelare al GIP.


