Sanremo: l’Italia allo specchio

 

Glorie e aneddoti dei vincitori del Festival canoro
Posted on 29 Dicembre 2023, 17:10
5 mins

Se, come intuì Bauman, siamo nell’epoca liquida, sono ben pochi i punti fermi nella nostra vita quotidiana e ancor meno quelli in cui si riconosce l’identità nazionale. In tal senso a cementare, nonostante tutto, il senso di appartenenza degli italiani oltre aLla maglia azzurra dei calciatori, resiste nei decenni la grande liturgia annuale del Festival di Sanremo. A questo vero e proprio fenomeno di costume, con il quale tradizionalmente si apre il nuovo anno, è dedicato il bel volume intitolato “Ho vinto il Festival di Sanremo”, pubblicato nelle scorse settimane da La Bussola Editore. Autori del testo sono Nico Donvito, giornalista già autore con Vincenzo Mollica del fortunato “Canzoni nel cassetto” (dedicato a canzoni nate “underdog” e divenute celebri) e Marco Rettani, figura di riferimento nel panorama musicale italiano e non solo, essendo autore e distributore per Pausini, Renga, Noemi, Zarrillo, Nomadi e altri ancora.

Il volume è non a caso arricchito dall’introduzione di Amadeus, deus ex machina della kermesse, giunto quest’anno alla quinta presentazione consecutiva, eguagliando il primato di due miti della tivù come Mike Buongiorno e Pippo Baudo: proprio dalla ritrovata freschezza del festival organizzato negli ultimi anni, il testo prende le mosse per una puntuale raccolta di una trentina di testimonianze dove vincitori della manifestazione, ormai dimenticati come Nilla Pizzi o Nicola Di Bari, si alternano ai più recenti trionfatori come Mengoni, Diodato, Cristicchi e numerosi altri.

Spesso vincere a Sanremo è il trampolino di lancio per fulgide carriere, ma si potrebbe dire anche il contrario se pensiamo a vere e proprie meteore come Flavia Fortunato o i famigerati Jalisse e- se al contrario- leggiamo l’iniziale freddezza con cui furono accolti Vasco Rossi e Zucchero, i quali da quella popolarità improvvisa trassero frutti paradossali e di dimensioni inequivocabili.

Ricca è la congerie di schede tecniche con dati e date che in questo tempo di distrazione generale aiutano non poco ad orientarsi tra i davvero numerosi protagonisti della lunga maratona musicale, nata da una costola di analoga manifestazione canora partenopea e inaugurata nel 1951 al Casinò di Sanremo con appena tre cantanti che si cimentarono in venti esecuzioni: certo molte cose sono cambiate in queste oramai settantaquattro edizioni, a cominciare dal luogo fisico in cui il festival si tiene. All’inizio e sino all’edizione dell’inverno 1976, infatti l’evento si tenne nel salone del su indicato Casinò, per poi trasferirsi nell’attuale sede del Teatro Ariston (dal greco, “il migliore”) ove conquistare una delle duemila poltrone può costare anche qualche migliaio di euro, come confermano addirittura nelle carte processuali alcune testimonianze di noti mafiosi, presenti con assiduità in Teatro per ostentare il loro potere economico.

Certo è che, nel secolo che ha trasformato i supporti materiali in byte travolgendo anche il settore della musica, nonostante il cambio di paradigma in atto l’Italia intera si ferma ancora davanti agli schermi televisivi (ora anche su altre piattaforme) e rinuncia per una settimana al sonno e ai canonici riti sociali per non mancare l’appuntamento festivaliero: Rettani e Donvito tra aneddoti e curiosità raccontano questo spaccato della vita del Belpaese, senza tuttavia dimenticare che in fondo negli anni non solo le canzonette ma la scenografia, i personaggi, il lessico, i super ospiti, i temi trattati e i monologhi dei comici di turno (da Grillo a Benigni) rappresentano, forse meglio di un trattato di sociologia, la vera identità (cangiante eppure immutabile) del nostro paese e la percezione che ne diamo all’estero.

“Ho vinto il Festival di Sanremo. Storie di vita e di musica raccontate da chi il Festival lo ha vinto”

di Nico Donvito e Marco Rettani

La Bussola Editore – 2023

pp.224 – euro 25,00

Giudizio: 4 stelle su 5 

*recensione a cura di Alessandro Epifani

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