Il piccolo salvagente per i 338 lavoratori della ei fu Taranto Container Terminal, iscritti alla Taranto Port Workers Agency (TPWA) lanciato dal decreto Milleproroghe (approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 dicembre), è ancora più piccolo di quanto in realtà si sperava. Nel testo del decreto legge c’è sì il prolungamento dell’attività dell’Agenzia ma di soli tre mesi e non di cinque come inizialmente previsto, con una spesa di 2,2 milioni (e non di 4 milioni) di euro per coprire gli ammortizzatori sociali. Nel test, all’articolo 8, c’è il provvedimento che prolunga di altri tre mesi – da 78 a 81 mesi, fino a marzo 2024 – la scadenza della società che avrebbe dovuto ricollocare i circa 500 lavoratori licenziati dall’ex terminalista al Molo Polisettoriale (l’ex Taranto Container Terminal) nel 2016.
Una notizia che certamente non ha soddisfatto, per usare un eufemismo, le organizzazioni sindacali, i lavoratori e l’Autorità Portuale di Sistema del Mar Ionio. Non era questo infatti l’obiettivo perseguito dai sindacati di categoria e dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar
Ionio negli ultimi mesi. Che chiedevano l’estensione del periodo temporale dell’esistenza della stessa Agenzia da 78 a 92 mesi, rimodulando la copertura finanziaria dagli 8,8 milioni per gli anni 2022-2023 agli anni 2024-2025. Di fatto un modo per chiedere la proroga dell’Agenzia dagli attuali 36 mesi previsti dal provvedimento in vigore a 92 mesi, ovvero sino a dicembre 2025.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/12/29/porto-mini-proroga-per-agenzia-del-lavoro/)
La mini proroga dell’Agenzia e della relativa clausola sociale legalmente esigibile (termine attuale al 7/3/2024), consentirà ai lavoratori di conservare l’indennità legata alle giornate di mancato avviamento a lavoro (IMA, il cui attuale finanziamento termina al 31/12/2023), nell’attesa della definiva riqualificazione e ricollocazione al lavoro con conseguente cancellazione dagli elenchi. Ciò in quanto, i lavoratori iscritti all’agenzia nelle more della ricollocazione, nelle giornate di mancato avviamento al lavoro, percepiscono l’IMA, una indennità di mancato avviamento, equiparata al trattamento di integrazione salariale CIG. Tale strumento di legge attribuisce ai lavoratori iscritti nelle liste della TPWA, una clausola sociale legalmente esigibile nei confronti degli operatori economici che dovessero chiedere ed ottenere, nuove autorizzazioni ad operare ai sensi della L. 84/94 nell’ambito della circoscrizione territoriale di competenza della AdSP del Mar Ionio che hanno – in tali fattispecie – l’obbligo di rivolgersi per le nuove assunzioni prioritariamente agli iscritti all’agenzia.
Dunque, la priorità assoluta, sin da subito, sarà quella di mettere in sicurezza il reddito di questi 338 lavoratori ad oggi iscritti all’agenzia istituita l’8 settembre 2017, con lo scopo attribuitole di ricollocazione previa eventuale riqualificazione dei lavoratori in esubero dall’allora terminalista ex art. 18 (della Legge 84/94) TCT, avendo di fatto agevolato e consentito la ricollocazione ad oggi di oltre 200 lavoratori con competenze di alto livello in materia portuale presso la San Cataldo Container Terminal, la società veicolo attraverso la quale il terminalista turco Yilport ha ottenuto in concessione il Molo Polisettoriale nel 2019, che ad oggi non ha ancora realizzato il piano industriale di rilancio che ci si attendeva nel traffico merci dello scalo ionico.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/12/09/porto-a-rischio-centinaia-di-lavoratori/)
