Lo sviluppo del turismo è stato l’obiettivo che i tarantini hanno sempre voluto raggiungere. In questi ultimi anni, la città di Taranto ha accolto numerosi turisti grazie al movimento crocieristico che ha permesso approdi e partenze di diverse navi da crociera provenienti da differenti parti dell’Europa.

Ad oggi, non ci sorprende incontrare per le vie di Taranto turisti tedeschi, spagnoli, francesi, giapponesi ed inglesi, che, oltre a creare movimento nei negozi per acquistare souvenir e nei ristoranti, visitano con molta curiosità le bellezze della nostra città. Tra le mete più ambite ci sono il Castello Aragonese, la Città Vecchia, il Museo MArTA ed il Lungomare. Noi giovani tarantini, vivendo tutti i giorni nella nostra città, spesso non ci accorgiamo delle bellezze che sono sempre davanti ai nostri occhi. Ad esempio non tutti i giovani hanno visitato gli ipogei, il Museo nazionale Archeologico o la Cattedrale di San Cataldo.

A Taranto possiamo, inoltre, trovare diverse oasi, parchi naturali e aree protette. Un’associazione importante è la Jonian Dolphin Conservation che dal 2009 svolge attività di ricerca scientifica e di tutela sui cetacei (balene e delfini) del Mar Ionio.

Da quest’anno si potrà partecipare attivamente salendo a bordo del nuovissimo catamarano da ricerca, Taras, progettato e realizzato appositamente per coinvolgere nelle attività di tutela e salvaguardia dei cetacei presenti in queste acque da oltre 4.000 anni.

Oppure si può passeggiare in gran silenzio sulle sponde della palude del Mar Piccolo di Taranto che è un’area naturale dove molti uccelli vari come il fenicottero rosa vengono a nidificare.

Ma, tra la speranza, le aspettative e la concretezza di progetti condivisi, c’è un abisso. Un abisso grande quanto quello che sta inghiottendo la città di Taranto. Il fatto che molti tarantini si augurino che la città risorga e possa fra qualche tempo rinascere con il turismo, non coincide esattamente con quello che sta accadendo. .

“A fianco delle misure a tutela dello stabilimento siderurgico sono previste anche norme e risorse per la riqualificazione della bellissima città vecchia e per la valorizzazione dell’Arsenale di Taranto“, ha sottolineato, tempo fa, in una nota l’ex ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Dario Franceschini, parlando dell’ennesimo decreto salva Ilva di Taranto approvato, a suo tempo, dal Consiglio dei ministri. Un pensiero condivisibile ed un obiettivo che si dovrà raggiungere per creare un’alternativa alla monocultura dell’acciaio.

 

 

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