E mentre PD e PSI continuano a fare confusione al loro interno, con la mano destra che non sa cosa fa quella sinistra ed i vari esponenti nazionali, regionali, provinciali, cittadini, quartierini, che si parlano attraverso comunicati stampa, gli ex appartenenti al “cerchio magico” del sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, hanno scelto una comune linea di comunicazione, molto in voga di questi tempi (un post sui social da far girare poi nelle varie chat) per affidare il loro pensiero su quello che è accaduto nelle ultime settimane a Palazzo di Città.

Si tratta degli ex assessori ed in due casi su tre anche degli ex vice sindaco Fabiano Marti, Fabrizio Manzulli e Mattia Giorno. Si dicono rammaricati, dispiaciuti per aver creduto in una visione futuristica di Taranto, per aver creduto nel cambiamento. Erano una squadra vera, unita, capitanata a loro dire da un visionario che a quanto pare però ha poi smarrito la rotta. Una squadra che ora non esiste più come quel progetto di città del quale erano rimasti affascinati e per il quale sottolineano di aver lavorato giorno e notte. Ammettono anche di aver commesso degli errori di valutazione.

Per ora, i tre ex assessori, rimbalzano cortesemente un contraddittorio con i giornalisti. Volevano solo congedarsi dalla città. Liberi di farlo.

Dei tre, quello che ha avuto più tempo per incidere nell’ambito di propria competenza è stato Fabiano Marti. Dal 2018 nelle varie giunte Melucci si è occupato sempre del settore cultura e spettacoli, che è quello che ha fatto più passi in avanti in una città come Taranto che sino ad un lustro fa era un mortorio, non offriva quasi nulla in alternativa alla pizza, al cinema, alla passeggiata a lungomare. “Festival et circenses” titolavamo sei mesi fa a proposito di un città in cui forse si stava deviando l’attenzione rispetto a problematiche quotidiane come il pubblico decoro –  https://www.corriereditaranto.it/2023/06/20/festival-et-circenses/

Però, Marti può risultare simpatico o antipatico, disponibile o presuntuoso, presente o presenzialista, ha lavorato in quello che era il suo ambito di competenza. Piaccia o no, ha contribuito a rivitalizzare Taranto dal punto di vista dell’offerta di eventi e di spettacoli, oltre ad aver vissuto in prima linea la  nascita del Teatro Fusco, il primo teatro comunale della storia di Taranto. Poco o molto che sia ha tracciato una strada che va percorsa ma che necessariamente non deve portare laddove su un palco si esibisce l’Orchestra della Magna Grecia….Si scherza eh! È solo una battuta…

2 Responses

  1. Di Marti ho apprezzato che ha saputo scegliere la strada da seguire e restare con Melucci significava passare sul ridicolo e perdere di credibilità ,poi per il lavoro svolto ognuno di loro per quello che percepisce dovrebbe dare il massimo per una città down come la nostra,le cose difficili dovrebbero dare più stimoli ,orgoglio e di sicuro sapendo di avere a che fare con Il tarantino .se alla fine di riesce ,c’è da essere fieri e si può ottenere la stima da parte di chiunque ,grandi meriti ,la sfida con Taranto è grande quasi impossibile ,ma se si fa lavoro di squadra allora si potrà parlare di cambiamento,rinascita e tutto quello che a vista è ancora lontano ,Melucci si sta rivelando un bluff sotto gli occhi di tutti e Marti come presto tanti altri lo faranno cadere perché ormai è alla frutta ..

  2. L’assessore Marti ha sempre fatto egregiamente il suo lavoro, professionale, sempre presente, molti fatti e poche chiacchiere, non possiamo che ringraziarlo

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