La maggioranza Melucci è ancora in bilico. Si poggia infatti su numeri risicati che, da un momento all’altro, potrebbero ulteriormente scricchiolare. Com’è accaduto oggi pomeriggio, durante il primo consiglio comunale dell’anno, che si è sciolto per la mancanza del numero legale sulla richiesta di rinvio dei punti all’ordine del giorno. Quest’ultimi riguardano le nuove nomine dei vice e presidenti delle commissioni quali Affari generali, Servizi, Assetto del territorio e Bilancio. Il sindaco Rinaldo Melucci non è giunto a Palazzo di Città per motivi istituzionali e sui ventidue presenti, solo tredici (escluso il presidente del consiglio Piero Bitetti, la cui collocazione sarebbe imparziale) erano consiglieri di maggioranza. Assenti giustificati la consigliera Stefania Fornaro (per motivi istituzionali), Massimiliano Stellato e Carmen Casula, la cui comunicazione è arrivata a lavori iniziati. Quella di Italia viva è un’assenza che non passa inosservata, per cui si conferma ancora una volta l’ago della bilancia: in un modo o nell’altro l’apporto dei riformisti sarebbe necessario, che si tratti di sostenere la maggioranza o fare da stampella alla minoranza.

Ecco la nuova giunta comunale

Tensione e incertezza, seppur per qualche minuto, hanno lasciato spazio alla commozione e alla gratitudine. Sentimenti ampiamente manifestati da Luigi Agrusti (Taranto popolare), il nuovo consigliere comunale subentrato a Michele Mazzariello, la cui surroga è stata approvata all’unanimità, ovvero con ventidue voti. Agrusti ha ribadito i suoi ringraziamenti al neo assessore e anche alla sua famiglia, presente tra i banchi degli spettatori così come ha dichiarato la sua fiducia al sindaco Melucci. “Credo che la politica sia una missione – ha detto l’esponente di Taranto Popolare – così come un privilegio umano, più che istituzionale, che permette di poter migliorare la vita di ogni singolo cittadino”. Nel corso degli interventi i consiglieri di centrodestra hanno chiesto maggiore “rispetto e chiarezza” alla maggioranza che appare ormai “confusionaria e allo sbando”.

Le parole di Agrusti non hanno lasciato indifferenti né i consiglieri né gli assessori, riprese dal vicesindaco Gianni Azzaro che ha chiarito alla minoranza le ragioni dell’assenza del sindaco: “È piacevole – ha detto il vicesindaco – constatare che, in politica, ci si emozioni ancora. Per quanto ci riguarda, il nostro senso di responsabilità è rimasto immutato; infatti, mosso dallo stesso spirito oggi il sindaco è giunto a Roma. Pur sapendo che il suo voto sia fondamentale, è in missione istituzionale, per confrontarsi responsabilmente del futuro della città e su questioni importanti come la vertenza ex Ilva”.

Azzaro ha richiamato all’ordine l’assise cittadina, soprattutto l’opposizione, ripercorrendo gli ultimi anni della storia politica della prima giunta Melucci, soffermandosi in particolare sullo scioglimento anticipato nel 2021. Si è trattato di mesi in cui “la comunità ha perso importanti opportunità quali fondi e risorse derivanti dal Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza)” e per cui “oggi, più che mai ha bisogno della guida di un’amministrazione”.  Ha concluso Azzarro: “Diversamente anche seppur per pochi mesi, il commissariamento inciderebbe notevolmente sul futuro della città”. Dal fronte della maggioranza, Paolo Castronovi (Partito Socialista) non ha rinunciato all’incarico di presidente della commissione Ecologia Ambiente, mentre Giuseppe Fiusco e Goffredo Lomozio hanno ufficializzato il passaggio al Gruppo Misto, perché non hanno “eseguito i diktat imposti” dai vertici regionali di CON.

L’ opposizione trasversale

Anno nuovo, stessi problemi. Criticità che di fatto hanno mutato la geografia della Sala consiliare, in cui la nuova opposizione è ormai una coalizione trasversale. Attualmente è composta dai partiti e civici di centro destra, così come dagli esponenti civici e dagli ex partiti di maggioranza quali Europa Verde, MoVimento 5 Stelle e Partito Democratico. Luca Contrario ha ufficializzato il suo passaggio in opposizione dichiarando che si tratti “di una scelta dolorosa”, frutto di motivazioni “più personali, che politici, dato che ormai n’è rimasta ben poca”.

One Response

  1. Non credo che gli ” impegni istituzionali” del sindaco siano stati programmati all’ultimo minuto D’altronde non è la prima volta che il sindaco si assenta dal consiglio da lui stesso convocato d’intesa con il presidente che è al di sopra delle parti solo per la gestione dell’assemblea non di certo per l’appoggio alla maggioranza, altrimenti non dovrebbe mai votare. Il sindaco, sempre lui, non ama il confronto neanche con la sua maggioranza, figuriamoci con l’opposizione. Comunque come nuovo inizio non c’è male.

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