“Non riteniamo per nulla soddisfacenti le garanzie proposte a salvaguardia dell’indotto da parte del Governo ed illustrate ieri nel corso del vertice con i rappresentanti sindacali”. E’ quanto comunica l’Aigi, l’associazione che raggruppa decine di aziende che lavorano all’interno dell’indotto del siderurgico tarantino ex Ilva.
Aigi ha tenuto un’assemblea dei propri associati alla quale hanno partecipato anche rappresentanti di Casartigiani, Confapi e Fenimprese per analizzare quanto emerso dall’incontro e decidere le eventuali azioni da intraprendere. “La serie di misure da inserire in un apposito decreto a salvaguardia dei crediti dell’indotto e garantire la liquidità futura delle aziende dell’appalto ex Ilva risultano deboli: alcune, come il Fondo di Garanzia, sono già in vigore. Misure che, per la maggior parte dei casi, risulterebbero inapplicabili. A seguito della dichiarazione di amministrazione straordinaria del 2015 le aziende dell’indotto non sono bancabili – affermano dall’associazione -. Quello che agli occhi dell’opinione pubblica può essere apparso come il tentativo del Governo di trovare una soluzione alla grave situazione che stanno vivendo le imprese dell’indotto siderurgico si sta rivelando, man mano che passano le ore, un percorso sempre più tortuoso: da una parte il socio pubblico che garantisce impegno a salvaguardia dei crediti dell’indotto annunciando azioni quasi del tutto inapplicabili, dall’altra il socio privato che non solo a tutt’oggi non ha ristorato le aziende dei crediti vantati, ma ha confutato l’esposizione debitoria denunciata da Aigi”.
L’associazione di categoria ribadisce che “le cifre esposte si riferiscono anche all’anno 2022 e che, essendo entrato in vigore nel 2019 l’obbligo della fatturazione elettronica, le stesse possono essere sottoposte a verifica presso il cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate”.
Nel frattempo, l’ammontare dei crediti AdI vantato dalle aziende dell’indotto che sfiora i 135 milioni di euro, è stato inviato al Ministro delle Imprese Adolfo Urso insieme ad una serie di proposte atte ad evitare il ricorso all’amministrazione straordinaria. Nella comunicazione inviata al ministro, è stato allegato anche il format contenente la situazione aggiornata dell’ammontare dei crediti delle aziende dell’indotto esigibili alla data del 31/12/2023, suddivisi in: Crediti con pagamento diretto AdI per un totale pari ad euro € 134.341.819,05; Cessione dei Crediti – Banca Ifis S.p.A. per un totale pari ad euro € 17.091.215,23.
Al momento e in attesa di sviluppi, restano in vigore tutte le misure annunciate e adottate dalla giornata di lunedì scorso con il presidio dinanzi alle portinerie dello stabilimento siderurgico.

VECCHIONE GIULIO
Buonasera
Oggi AIGI ha portato l’elenco aggiornato dei crediti e delle cessioni a Banca IFIS.
Non riesco a capire con quale criterio avete concesso così tanto credito ad ADI.
E’ da pazzi, considerando che i pagamenti sono stati effettuati sempre con netto ritardo fin dal primo giorno di vita della ADI Holding e della ADI SPA.
E non riesco a comprendere come ci siete ricascati, considerando che molti di Voi hanno già subito il tracollo del 2015.
Ma come vi è venuto in mente di concedere sei mesi e poi nove e poi dodici per essere pagati.
Il dato del Consorzio Nuovo CJA è errato e si aggira sugli euro 800.000,00 circa.
Resto senza parole, ma la prudenza degli imprenditori che fine ha fatto???????
Saluti
Vecchione Giulio