In attesa dell’intervento pubblico, tocca ancora ai privati essere protagonisti con il loro apporto per qualche timido segno di rivitalizzazione della città, pur nel settore del commercio, dove purtroppo le cessazioni di attività si succedono. Particolarmente interessato dalle chiusure è il quartiere Borgo. Ultimamente infatti in via D’Aquino ha abbassato le saracinesche un importante negozio di oggettistica di livello mentre a fine mese, come da noi annunciato, toccherà alla “Casa del libro”, in attesa di conoscere l’annunciato interesse del Comune perché diventi (come auspica il titolare Nicola Mandese) un centro di aggregazione e di lettura.
Da qualche giorno, invece, si è notata una certa animazione all’interno dell’ex Banco di Napoli, all’angolo con piazza della Vittoria, con luci accese e fervore di lavori. Tutto ciò lascia presagire l’apertura di una nuova attività commerciale, dopo la non felice e breve esperienza nel 2017 dello store della Alcott nel settore dell’abbigliamento. E da allora il silenzio è calato in quell’angolo di Borgo. Questa volta gli ampi locali dello storico istituto bancario potrebbero ospitare un importante brand nazionale nell’ambito degli articoli per la casa. Gli interventi di riadattamento non dovrebbero comportare tempi lunghi. Anzi, si parlerebbe del completamento entro il prossimo mese. Tutto questo, attendendo la ripresa dei lavori, fermi da ormai troppo tempo, al Palazzo degli Uffici, annunciati dal sindaco Melucci nei mesi a venire.
L’altro angolo del Borgo che si appresta a riprendere vita è quello di via Anfiteatro con via Acclavio, nei cui locali per tanti anni ha agito un noto (e assai rimpianto) esercizio di elettrodomestici. Per fortuna le saracinesche non sono rimaste a lungo abbassate in quanto da alcune settimane sono iniziati i lavori preparatori all’apertura di una ludoteca per bambini, con particolare attenzioni a quelli con disabilità. Il taglio del nastro dovrebbe avvenire questa estate. Una luce che si riaccende nel popolare asse commerciale (di una volta) di via Anfiteatro dove le chiusure sono state davvero tante: una su tutte, quella della secolare attività de “Ai mille articoli” di Luigi Pignatelli.
Anche l’ex “Lord” doveva ospitare la “Feltrinelli”….. lasciamo perdere….
Taranto sta fallendo in ogni aspetto e nessuno fa niente ,direttore per favore a questo punto cerchiamo di intervistare chi l’ha visto ,il sindaco !! Cerchiamo di conoscere e scoprire che idee ha ,quali bugie ancora nasconde e se davvero non prova vergogna per il suo operato .. per piacere la città sta una latrina ,tutto sembra fallire ,ospedale sott’assedio ,quello nuovo chissà se duemila giorni basteranno per essere consegnato ,i giochi vanno a farsi friggere giorno per giorno ,parcheggi zero ,corsie preferenziali inesistenti ,strisce invisibili ,strade dissestate ,provinciali peggio di peggio ,illuminazione da cimitero in molte zone ,in altre ce la sogniamo ,veramente da piangere ,industrie al tracollo ,il porto più brutto del mondo ,aeroporto inattivo però atterrano spesso aerei dalla Svizzera ultimamente ,stazione penosa ,porto mercantile sgarrupato ,una città del terzo mondo ,e il sindaco spreca i finanziamenti pubblici del suo partito per esporre manifesti ridicoli a mo’ di presa per i fondelli quando l’intera città sta sprofondando negli abissi .. tarantini sveglia ,questo ci sta fottendo letteralmente. Se fossi il sindaco avrei tanta vergogna per quello che agli occhi di tutti sta diventando un vero e proprio scempio .. siamo a rischio colera altro che covid ,oltre l’inquinamento di diossina ,benzene ,idrocarburi adesso anche la scarsissima igiene che c’è per tutte le strade : VERGOGNA sindaco ci metta la faccia una volta tanto ,non vogliamo slogan ,ma fatti concreti .
Sempre le stesse cose si dicono. Il centro è abitato prevalentemente da anziani, poco interessati ai negozi, che non siano di beni di prima necessità. Taranto è talmente estesa che chi abita in altre parti, deve necessariamente prendere l’auto e francamente dispiace dover pagare le strisce blu ( oltre che eventuali signori caffeinomani), quando i centri commerciali offrono tutto e gratis, oltre che la protezione con pioggia, freddo, caldo.. C’è sempre un traffico veicolare elevato, con un’aria irrespirabile, tra gas di scarico ed un odore di urina ( penso di cane, ma non ne sono certo) onnipresente, insieme alle deiezioni canine per terra e messe sui muri (??)..Ma apriti cielo, se critichi i “Cagnari”, in una città con un randagio protetto dal comune ( come se non facesse cacca e non girasse sulle strada creando pericolo sui veicoli..mah). Sporcizia, verde assente, e quel poco trascurato ( per non parlare di alberi scelti senza logica, che producono perennemente resine o frutti , rendendo le zone circostanti appiccicose ed impraticabili. ). Di estate ( da maggio a settembre compresi in realtà) la temperatura è a dir poco insopportabile. E “dulcis in fundo”, la supremazia degli acquisti on-line è ormai conclamata, il commercio ormai ha quel destino. I ristoranti poi.. Una città circondata dal mare, che dovrebbe vivere in funzione di questo, ha praticamente ZERO ristoranti sul mare.. Quanti sono, 2? Il lungomare immerso nella giungla..L’altra parte tra muraglioni e demanio militare eternamente in cessione, ma di fatto mai ceduto ( A proposito, la marina amplierà la base, con un progetto faraonico, nel silenzio quasi..).
Spesso a Taranto si è parlato, a ragion veduta, del problema delle periferie, ma oggi la vera emergenza è quella del Borgo umbertino, a partire dalla desertificazione commerciale che è sotto gli occhi di tutti. Singole aperture, per quanto prestigiose, non spostano i termini del discorso. Il rilancio del centro richiederebbe iniziative forti e sistemiche, attraverso il coinvolgimento di urbanisti e studiosi dei flussi di traffico, che portino a una nuova concezione della città, attraverso la creazione di Ztl, isole pedonali diffuse, nuove aree di parcheggio e, soprattutto, forme di mobilità sostenibile ad alta frequenza, per scoraggiare l’utilizzo dei mezzi privati. Magari sfruttando le enormi possibilità garantite dalle vie del mare e dal fatto di vivere in una città pianeggiante e con un clima invidiabile. Chiaramente, con il livello culturale medio (tendente al rasoterra) della classe politica tarantina discorsi del genere sono del tutto utopistici. Figurarsi poi con le giunte usa e getta by Melucci che, con i vari assessori improvvisati e avventizi, non sono neanche in grado di organizzare un servizio di vigilanza urbana minimamente accettabile, partendo dalla risoluzione di problemi di piccolo cabotaggio come doppie file, occupazioni di passi carrabili, parcheggiatori abusivi, parcheggi selvaggi, tutela dei posti riservati ai diversabili, ecc. ecc.