In Italia i servizi ferroviari regionali e il trasporto pubblico restano un tema secondario, nonostante il numero dei viaggiatori torni a salire. Non è certo una novità constatare come il Mezzogiorno continui ad essere il grande dimenticato con treni vecchi e lenti, linee chiuse, ritardi cronici e aggiungiamo stazioni da terzo mondo.
L’età media dei convogli è di 18,1 anni rispetto ai 14,6 anni del nord. 4 delle 12 linee peggiori ferroviarie 2024 si trovano al Sud. Per la prima volta dal 2017 la legge di bilancio approvata a dicembre non prevede fondi per il trasporto rapido legato a metro, tramvie e filovie, la mobilità dolce e la ciclabilità. Il grande tema infrastrutturale è diventato il Ponte sullo Stretto di Messina.
È quanto denuncia Legambiente con il nuovo report di Pendolaria che evidenzia come quattro delle dodici linee ferroviarie peggiori, si concentrino al Sud: le ex linee circumvesuviane (142 km, ripartiti su 6 linee e 96 stazioni, che si sviluppano intorno al Vesuvio, sia lungo la direttrice costiera verso Sorrento, sia sul versante interno alle pendici del Monte Somma, fino a raggiungere Nola, Baiano e l’Agro nocerino sarnese), la linea Catania- Caltagirone-Gela, la linea Jonica che collega Taranto e Reggio Calabria, la linea adriatica nel tratto pugliese Barletta-Trani-Bari.
“Il tema dei pendolari e del trasporto su ferro diventi una priorità. Sbagliato investire sul Ponte sullo Stretto. Al Sud occorre potenziare le linee ferroviarie con nuovi treni e puntare su elettrificazione e collegamenti più veloci via terra e via mare, ha dichiarato, Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente.
Per Legambiente se davvero l’Italia vuole rispettare gli obiettivi del Green Deal europeo, del taglio delle emissioni del 55% entro il 2030 e al loro azzeramento entro il 2050, sarà necessario fino al 2030 prevedere nuovi finanziamenti pari a 500 milioni l’anno per rafforzare il servizio ferroviario regionale con l’acquisto e il revamping dei treni; 200 milioni l’anno per migliorare il servizio Intercity o l’aumento di almeno 1 miliardo del Fondo Nazionale Trasporti (che finanzia il trasporto su ferro e quello su gomma.
Inoltre nel 2023 il PNRR, che prevedeva ampi interventi sulle ferrovie, è stato rimodulato. Proprio attraverso i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (25 milioni di euro destinati agli “Hub urbani del Sud per lo sviluppo della mobilità sostenibile”) dovevano partire ad inizio di questo 2024 i lavori di riqualificazione della stazione di Taranto delle cui precarie condizioni ci siamo occupati negli scorsi mesi. https://www.corriereditaranto.it/2023/04/30/la-desolazione-della-stazione/
Intorno all’area di Porta Napoli, dove sorge la stazione, Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS) è previsto che realizzi interventi di risanamento urbanistico e sociale del quartiere a cura del Comune e un sistema integrato di mobilità, tra cui il Bus Rapid Transit e un circuito di 15 km di piste ciclabili. Il progetto fu illustrato nel luglio del 2022 e dovrebbe essere stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra RFI e il Comune di Taranto per definire gli impegni e gli obblighi tra le parti finalizzati ad attuare il programma complessivo degli interventi.
RFI si impegna a “finanziare, progettare ed attuare – è stato spiegato – gli interventi di riqualificazione architettonica e funzionale dei locali adibiti al servizio passeggeri nonché di banchine, pensiline e dei relativi ambiti di accesso, con particolare riferimento alla riqualificazione del sottopasso”.
Il Comune da parte sua si “impegna a cofinanziare, insieme a RFI, gli interventi di miglioramento dell’accessibilità multimodale alla stazione e di permeabilità rispetto al territorio circostante ricadenti in aree di proprietà comunale, sia sul fronte principale sia sul nuovo secondo fronte lato via Croce per un importo pari a un milione di euro”
Nel maggio del 2023 l’ufficio stampa di Rete Ferroviaria Italiana ci rispose che :“Il progetto di riqualificazione è chiuso ed autorizzato e che sono in corso le attività negoziali”, e che “L’avvio dei lavori è previsto per gli inizi del 2024”. Abbiamo nuovamente interpellato l’ufficio stampa di RFI per sapere quando sarebbe cominciata l’opera di riqualificazione della stazione ma, questa volta, non abbiamo ricevuto risposta…




