Ad appena un mese dalla pubblicazione da parte di Sogesid del bando di gara per i lavori relativi a messa in sicurezza, bonifica e infrastrutturazione primaria dell’area ex Yard Belleli, il gruppo Ferretti annuncia di aver ritirato il suo interesse per il progetto che prevedeva lo sviluppo di un sito produttivo nell’area portuale ionica. A motivazione di tale decisione il gruppo (società con sede a Forlì che tra i suoi marchi conta Riva, Wally, Itama, Pershing, Crn, controllata dalla cinese Weichai Group per l’86% e al 13,2% dal gruppo Ferrari, guidato dal presidente Tan Xuguang, e dall’amministratore aelegato Alberto Galassi) in una nota ufficiale di poche righe parla di “ritardi accumulati nel lungo iter approvativo e attuativo” che “hanno costretto il Gruppo a rinunciare al progetto. Negli anni sono aumentati gli investimenti necessari e diminuite le contribuzioni pubbliche al programma, rendendone l’esito incerto ed eccessivamente oneroso per la società”.

Che ritardi vi siano stati nel lungo iter burocratico, è indubbio. Soltanto lo scorso settembre era infatti arrivata la firma tanto attesa (da parte del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e del ministero delle Imprese e del Made in Italy) del decreto ex articolo 252 bis del Codice Ambiente (che si occupa dei Siti di Interesse Nazionale di preminente interesse pubblico per la riconversione industriale), propedeutico per la pubblicazione del bando di gara da parte di Sogesid. Che però è stato ritardato di altri quattro mesi anche perché lo scorso ottobre, durante una riunione del Comitato Esecuzione e Controllo dell’accordo sul progetto Ferretti, venne fuori la notizia per la quale il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti aveva ridotto di 5 milioni di euro il proprio contributo al progetto. Per uscire da questa nuova impasse, durante la riunione venne deciso di individuare 5 milioni di lavori che sono stati poi definiti ‘opzionali‘ e da effettuare in un secondo momento. L’attesa per ottenere il decreto ex articolo 252 bis durò ben cinque mesi, visto che il 5 aprile con un parere positivo con prescrizioni da parte di Arpa Puglia e ISPRA, la conferenza di servizi decisoria con il ministero dell’Ambiente e la partecipazione della Regione Puglia, del Comune e della Provincia di Taranto, aveva dato il via libera al Progetto integrato di messa in sicurezza permanente e di riconversione industriale, sviluppo economico e produttivo nell’area ex Yard Belleli di Taranto. L’Accordo di Programma Ambiente (ex art. 252 bis) in capo al ministero dello Sviluppo economico e al ministero della Transizione Ecologicaper dare attuazione all’insediamento del gruppo Ferretti nell’area “ex yard Belleli” venne invece sottoscritto il 5 luglio 2022, dopo l’ok della Corte dei Conti alla delibera del CIPESS del dicembre 2021, propedeutica alla sottoscrizione dell’Accordo: in quella delibera c’era l’ok il via libera alla rimodulazione di alcune risorse del Cis Taranto (il progetto fu inserito nell’ambito del Contratto Istituzionale di Sviluppo nel maggio 2020 durante la gestione del senatore Mario Turco) pari a 14,2 milioni di euro che andavano ad integrare l’investimento volto all’insediamento del cantiere navale del Gruppo Ferretti nell’area ex Yard Belleli. Erano le risorse che come previsto dal contratto di sviluppo sottoscritto da Invitalia e dal gruppo imprenditoriale, lo Stato investiva a fondo perduto per la realizzazione del progetto, dopo che il 2 luglio 2021 il gruppo aveva formalizzato la domanda di accesso al Contratto di Sviluppo.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/01/24/progetto-ferretti-sogesid-pubblica-il-bando/)

Certo è difficile pensare che tale decisione sia dovuta alla prescrizioni indicate nella Valutazione di Impatto Ambientale da parte del ministero dell’Ambiente e di Arpa Puglia, visto che le stesse erano conosciute dall’aprile scorso. Così come appare fuori luogo lamentare un aumento di costi di un progetto dal valore complessivo di 201,2 milioni di euro, di cui 137,5 milioni di finanziamento pubblico (45.500.000 a valere sul Fondo Infrastrutture e 49.810.674,64 a valere su anticipazione dell’Autorità di sistema portuale) per il completamento della bonifica e le opere di infrastrutturazione e 63,6 milioni di investimento privato per l’attrezzaggio e la messa in esercizio di uno stabilimento produttivo per la costruzione di modelli e stampi per la produzione di scafi, coperte e sovrastrutture. Nello specifico la Regione Puglia si era impegnata per un finanziamento pari a 13,4 milioni a valere su proprie risorse nonché per 28,1 milioni di euro a valere sull’anticipazione di FSC (Fondo Sviluppo e Coesione) disposte dal CIPESS (Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile) in quota regionale su proposta del ministro per il Sud. Inoltre, lo stesso ministero su proposta del ministero dello Sviluppo economico aveva approvato un finanziamento di altri 35 milioni di euro, a valere sul FSC (Fondo Sviluppo e Coesione) di competenza del MiSE, la misura del Contratto di Sviluppo richiesto dal gruppo Ferretti, più gli altri 14 milioni destinati dal CIS di cui sopra.

E’ quindi francamente poco credibile che il problema siano stati i 5 milioni d euro che il ministero dei Trasporti ha fatto mancare pochi mesi fa. Forse, ma su questo al momento non abbiamo alcuna certezza, si potrebbe essere bloccato qualcosa nell’erogazione dei fondi nel passaggio dal governo Draghi al governo Meloni nel settembre 2022: ma nonostante questo l’intero iter burocratico per un progetto altamente fattibile e nemmeno poi così complesso è andato comunque avanti. Secondo indiscrezioni da noi raccolte, pare che i maggiori ritardi siano invece dovuti alla lenta operatività della Sogesid (società in house del ministero dell’Ambiente) che in base al cronoprogramma stabilito dalle parti nell’Accordo di Programma (che prevedeva tempi molto stretti per le fasi di affidamento, 90 giorni dalla validazione del progetto e l’esecuzione dei lavori pari a 18-19 mesi) aveva il compito di svolgere attività di Responsabile del Procedimento, verifica e validazione progetti, diriga i lavori e collaudi le opere terminate, oltre alla pubblicazione del bando di gara per i lavori relativi a messa in sicurezza, bonifica e infrastrutturazione primaria dell’area ex Yard Belleli, visto che senza la bonifica il progetto non avrebbe mai potuto vedere la luce. Il tutto, nei propositi lasciati trapelare dalle parti in causa, si sarebbe dovuto concludere entro dicembre 2024: ma si trattava appunto di una speranza, nulla di più.

A tal proposito, al di là dell’abbandono da parte del gruppo Ferretti, la realizzazione della bonifica del secondo lotto (il primo è già stato bonificato) non dovrebbe essere in discussione. Per quest’area, i cui interventi sono stati pensati per venire incontro alla richieste e alle esigenze del gruppo industriale, è previsto in particolare il completamento della bonifica già avviata col primo stralcio, col cappingdi circa 40 ettari di superficie, il marginamento della falda sul lato interno, dopo quello già ultimato nel primo lotto a ridosso del mare, l’ammodernamento della banchina portuale adiacente all’area interessata alla bonifica, la gestione dell’impianto TAF (trattamento acque di falda). Al termine delle operazioni di bonifica l’area sarà messa a disposizione di eventuali altri progetti.

Infine, ricordiamo che il progetto avrebbe dovuto avere anche una ricaduta occupazionale stimata di circa 200 unità. Anche in questo caso però, urge fare ancora una volta una precisazione che riportammo tempo addietro: nel contratto sottoscritto con il gruppo Ferretti era prevista la clausola sociale che prevedeva che il 50% dei posti di lavoro dovrà arrivare dal bacino degli ex TCT. Dunque, in realtà i nuovi posti veri e propri sarebbero dovuti essere 100. Sempre nelle speranze e nei propositi iniziali, vi era la possibilità di creare un indotto di imprese tale da poter consentire l’assunzione dei tanti lavoratori inattivi da anni a causa della chiusura di molti siti produttivi tra Taranto e provincia. Ma anche questa resterà ancora una volta una semplice speranza.

(leggi tutti gli articoli sul progetto Ferretti https://www.corriereditaranto.it/?s=ferretti&submit=Go)

4 Responses

  1. Buongiorno
    La società Ferretti ha fatto bene ad abbandonare Taranto.
    Il privato non si può perdere dietro le chiacchiere e le lungagini dei politici e dei burocrati locali e nazionali.
    Le occasioni di investimento vanno prese al volo, perchè più si liscia la palla del cannone e più è sicuro che arrivi un colpo in pieno da parte del nemico di turno. E Ferretti un piano B lo ha sempre avuto.
    Nè tantomeno il privato può pretendere per soli 200 posti di lavoro effettivi, che le opere vengano finanziate quasi al completo da denaro pubblico.
    Tutto questo porta ad una conclusione: Difficilmente verrà un altro privato a Taranto al posto di Ferretti, a meno che lo Yard ex-Belleli non venga totalmente bonificato, indipendentemente dall’insediamento di una attività economica.
    Saluti
    Vecchione Giulio

  2. Ancora una volta la perfetta macchina disfattista di questo territorio ha funzionato, hanno vinto i detrattori locali di turno, i fanatici politologi con capricci, i falsi paurosi che in un mondo di droni, satelliti e sofisticate tecnologie restavano spaventati dal cinese investitore, infine, resterà contento anche chi per questo progetto si era speso tanto pur sapendo che avrebbe rappresentato la solita montagna che partoriva un topolino ( ora almeno avrà da recriminare contro l’ avversario politico) . Questa è la storia di Taranto dove come nel Triangolo delle Bermuda tutto viene inghiottito nel nulla e dove la politica imperialista di uno Stato colonialista destina sotto la connivenza dei grandi personaggi locali solo un carrozzone siderurgico ottocentesco. Il tempo dirà la verità cioè basterà vedere dove Ferretti andrà ad insediarsi e non vorrei sbagliarmi pare nel barese o mi pare in Sicilia.

  3. Leggendo l’articolo mi sembra che il problema non sia tanto a livello locale ma a livello nazionale. È evidente che da quando c’è il governo Meloni (e i suoi ministri: Salvini che pensa a favorire il nord e penalizzare il sud con le infrastrutture, Fitto che usa Taranto per le sue guerre personali) per la nostra città è diventato tutto più difficile. Questa storia va di pari passo con la storia dei giochi del mediterraneo, la questione siderurgico e tante altri fallimenti prossimi a venire … Forse a livello locale bisogna stare più attenti a chi appoggiare quando ci sono le elezioni.

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