Le criticità legate al decoro urbano e l’Amiu, ancora una volta, hanno diviso il consiglio comunale. Dopo il mancato scioglimento anticipato dell’amministrazione Melucci, quest’ultima è tornata tra i banchi della massima assise in modalità Question Time, oggi pomeriggio a Palazzo di Città, per discutere sulla situazione in cui versa l’igiene urbana e la municipalizzata di riferimento, sulla realizzazione del dissalatore sul fiume Tara e su altre mozioni dalle tematiche sociali. Assenti giustificati Vincenzo Di Gregorio (Partito Democratico), Massimiliano Stellato (Italia viva), Salvatore Brisci (Patto per Taranto) e Massimo Battista (Una città per cambiare Taranto).
Su Kyma Ambiente (Amiu)
L’azienda guidata dal presidente Giampiero Mancarelli è salva grazie ai 13 voti contrari, in cui spicca anche quello del civico Luigi Abbate (Taranto senza I.L.V.A.) e la cui collocazione nell’attuale perimetro politico, stando all’evidenza, sembrerebbe porsi in maggioranza. In questa mozione, al primo punto all’ordine del giorno e proposta da Gianni Liviano (Gruppo Misto di minoranza). Il consigliere chiede al primo cittadino, in quanto socio unico della partecipata, un rinnovamento dei vertici aziendali con la sostituzione di figure più competenti e un maggiore impegno nella pulizia cittadina. Proposta su cui inevitabilmente si è palesata, ancora una volta, l’incoerenza politica che caratterizza alcuni schieramenti: se da un lato l’attuale maggioranza (di estrazione civica) ha continuato a difendere l’operato, oggettivamente inefficiente del management aziendale, dall’altra i progressisti nonché ex fedeli di Melucci (quali Partito Democratico, MoVimento 5 Stelle, Europa Verde e civici) ne hanno sottolineato “l’inadeguatezza”, gli stessi che peraltro lo scorso 5 aprile 2023 hanno decretato la salvezza di Mancarelli (leggi qui: https://www.corriereditaranto.it/2023/04/05/kyma-ambiente-cda-confermato-1/).
Dettaglio che il centrodestra (Fratelli d’Italia, Lega e Svolta Liberale) non ha perso occasione di rimarcare, prendendone le distanze. Dopo il lungo e a tratti vivace botta e risposta, tutto politico, Mancarelli ha chiarito che fin quando guiderà l’azienda “non avverrà la privatizzazione”, una scelta che peraltro, ha sottolineato rivolgendosi agli ex consiglieri di maggioranza, “taluni soggetti ben conoscono”. Ha proseguito il presidente di Kyma Ambiente: “Non abbiamo la bacchetta magica e siamo altrettanto consapevoli che la situazione sia complicata. Tuttavia, mi preme sottolineare che fin quando l’azienda rimarrà in piedi, non si troverà in uno grave stato di insolvenza”. Sulla richiesta di chiarimento in merito all’aumento della Tari, Mancarelli ha specificato che è dipeso anche “dai costi di conferimento in discarica, in cui la politica non c’entra nulla”, mentre sui lavoratori Pasquinelli “sono in corso tutti gli accertamenti” e sul Contratto di servizi “dovrebbe esssere redatto a breve”. Tra i voti favorevoli, al rinnovamento della gestione di Amiu, risalta quello del presidente del consiglio Piero Bitetti (CON Taranto) ormai in linea con la posizione politica assunta dai vertici regionali. Sul tredicesimo voto contrario, di Abbate, quest’ultimo ha risposto: “Sono un uomo libero; quindi, il mio voto è scevro da condizionamenti. Come ho giá specificato, riguardo la mancata firma per la caduta anticipata dell’amministrazione Melucci, non intendo spalleggiare chi, come in questo caso, ha contribuito ulteriormente ai vari fallimenti amministrativi e aziendali”.
Sul dissalatore sul fiume Tara
L’animato botta e risposta politico poi si è spostato sulla mozione relativa alla realizzazione del dissalatore sul fiume Tara, approvata con 19 voti favorevoli. Nonostante il progetto sia stato finanziato e sia partito l’iter autorizzativo presso la Regione Puglia, la proposta presentata da Antonio Lenti (Europa Verde) impegna il sindaco e l’amministrazione a opporsi al progetto di costruzione. Al tempo stesso, si invita la giunta a eseguire i lavori di sistemazione e rinaturalizzazione della foce, attualmente in stato di abbandono. Benché tutti i presenti fossero d’accordo sulla votazione, è insorto il dibattito circa la collocazione politica dei vari gruppi consiliari: Svolta liberale ha invitato il MoVimento 5 Stelle, attualmente in maggioranza in Regione Puglia, a sollecitare il presidente Michele Emiliano per fare marcia indietro su questa questione. Invece, il pentastellato ha replicato, al gruppo civico supportato dal centrodestra, di domandare all’Esecutivo nazionale quali siano le loro posizioni sulle varie vertenze che interessano il territorio tarantino.

Falsi una mandria di ipocriti ,abate si è venduto ormai ha perso completamente il senno … mancarelli scarso pari al sindaco ,sono due settimane che abbiano l’indifferenziato fuori e nessuno lo ritira .. mi chiedo a che gioco stiamo giocando !!
Dunque: se tanto mi da tanto Mancarelli sarebbe un ottimo amministratore e che l’incapacità di gestire il servizio dipende dalla sfortuna. Poi Abbate che si dice persona libera forse ha dimenticato di essere legato mani e piedi all’indennità cospicua che percepisce e che gli consente di campare al di sopra di ogni aspettativa ed è talmente prigioniero che non saprebbe come vivere a “Taranto senza indennità”.