Abbate è il sedicesimo consigliere della maggioranza Melucci. Il civico di Taranto senza I.LV.A. ha ufficializzato il suo passaggio durante la movimentata seduta del consiglio comunale, di oggi pomeriggio, a Palazzo di Città. Questi i chiarimenti sulla sua adesione: “Sono nato civico, resto civico e finirò i miei giorni politici, spero il più lontano possibile, da civico. Questa amministrazione cammin facendo e per varie ragioni ha assunto una connotazione civica, la stessa in cui mi identifico. Non posso sedere tra i banchi dell’opposizione, perché quest’ultima è caratterizzata dai partiti di centro destra e sinistra”. Abbate non risparmia, anche, la critica ai partiti: “Non ho padroni né padroncini e ho sempre sposato la causa di Taranto da uomo libero. Rimango coerente nelle mie scelte, senza virare altrove” ha concluso.
L’entrata di Abbate, tuttavia, resta un clamoroso cambio di atteggiamento e di posizione proprio in virtù del fatto, che fino a qualche mese fa, ha pesantemente criticato la maggioranza per aver accolto Italia viva. Quest’ultimo è il partito fondato dall’ex ministro Matteo Renzi, quest’ultimo ritenuto da Abbate uno dei responsabili politici dei tanti decreti salva Ilva, approvati dal 2012 a oggi, dai vari Governi succeduti. La causa ambientale, peraltro, è stata sposata dal consigliere in maniera totale, dedicando al tema anche la lista civica attraverso il quale è stato eletto.
La scelta del consigliere, inevitabilmente, ha scatenato il botta e risposta tra alcuni ex esponenti di maggioranza e dell’attuale. Molti di questi, tra cui il presidente del consiglio Piero Bitetti, hanno lasciato l’aula e i lavori si sono interrotti durante l’approvazione dei debiti fuori bilancio. La seduta, a cui si è unito anche il sindaco Rinaldo Melucci, è ripresa dopo una pausa di trenta minuti.

Melucci precisa: “Si lavora per la città”
Reduce dall’incontro alla Camera di Commercio, durato quattro ore, sui Giochi del Mediterraneo, Melucci si è subito scusato del ritardo causato “dal lavoro”. È la prima volta che parla, in assise, dopo l’adunata al notaio, dello scorso 19 febbraio, dell’ex maggioranza e dell’opposizione per la sua caduta anticipata. Prima ha annunciato la definizione dei progetti, quali il Pala Ricciardi e lo Stadio Iacovone (leggi qui: https://www.corriereditaranto.it/2024/03/13/stadio-iacovone-lavori-si-faranno-a-settori-4/) poi non le ha mandate a dire, richiamando all’ordine i consiglieri assenti. Quest’ultimi sono gli esponenti dei partiti progressisti che negli ultimi mesi l’hanno sabotato: “Dove erano i partiti- ha chiesto Melucci in aula – quando servivano i fondi? Dove sono finiti, adesso, visto che per mesi mi hanno chiesto di fare certe cose per la città?” Melucci ha sottolineato che disertare il consiglio comunale “è un dispetto ai cittadini” e non a lui. Ha continuato: “Si andasse a fare questo tipo di politica a Bari! Noi siamo qui e stiamo lavorando per la città, mentre qualcuno continua a fare le passerelle politiche, nonostante l’operazione dal notaio non sia andata a buon fine”. Poi, è arrivata anche la stoccata al comportamento di Bitetti, circa la sua prolungata assenza in aula: “Non ho mai visto un presidente lasciare sguarnito il consiglio comunale. Il principio di terzietà evidentemente sta venendo meno” ha concluso Melucci, beccandosi anche l’applauso concitato della maggioranza.
Via libera ai parcheggi a San Vito
Approvata all’unanimità, ovvero con 19 presenti, la delibera sui parcheggi. Nello specifico, con la proposta di consiglio n17 del 25/01/2024, l’amministrazione comunale autorizza la società Miami Beach Srl alla costruzione di un parcheggio temporaneo, a raso di proprietà privata ad uso pubblico, in via Calamari a San Vito. Sarà dotato di cinquanta posti auto, destinati anche ai disabili. Il punto è stato anticipato in seguito alla richiesta di Giuseppe Fiusco (Gruppo Misto di Maggioranza) che ha sottolineato quanto la problematica dei parcheggi persista anche nelle località periferiche. Oltre al sindaco e la maggioranza, alla votazione si sono uniti anche i consiglieri di opposizione Antonio Lenti (Europa Verde) e Luca Contrario (Una strada diversa) esclusivamente per il “bene della comunità” hanno sottolineato. Contrario ha poi risposto alle precedenti dichiarazioni del primo cittadino, tacciandolo di “irresponsabilità”. La seduta si sciolta dopo l’approvazione di tutti i debiti fuori bilancio. Rinviati i punti all’ordine del giorno sul Contratto di servizi di Kyma Servizi (Infrataras) e sulle nomine delle commissioni Affari Generali, Assetto del Territorio, Bilancio e Attività Produttive.
Bitetti: maggioranza chiede dimissioni
I sedici consiglieri di maggioranza hanno sottoscritto una richiesta formale di dimissioni al presidente del consiglio per il suo allontanamento prolungato dall’aula (Leggi qui: https://www.corriereditaranto.it/2024/03/13/le-grandi-purghe-di-palazzo-a-taranto/). Quest’ultimo, durante l’approvazione dei debiti fuori bilancio, ha chiesto al consigliere più anziano di sostituirlo in aula, nonché Patrizia Mignolo (Taranto Futuro in corso) e non vi ha fatto più ritorno. A detta della maggioranza, Bitetti non starebbe più garantendo una “condotta imparziale” visto il ruolo che ricopre e come richiesto dal regolamento del Tuel. Piuttosto, starebbe assecondando le scelte del partito (CON) ormai in opposizione. Senza le dimissioni volontarie, l’incarico del presidente del consiglio potrebbe essere revocato solo nella massima assise e con 19 voti favorevoli. Numero difficile da raggiungere, dato che l’attuale maggioranza conta 16 consiglieri. Ma qualora questa richiesta venisse approvata, anche con i voti di qualche consigliere di minoranza, secondo rumors la carica potrebbe passare al nuovo entrato, ovvero Luigi Abbate.
Disertare il consiglio comunale è un dispetto ai cittadini dice Melucci. Ma da quale pulpito viene la predica? Visto che proprio lui si assenta continuamente.
Abbate si augura di restare alungo in politica. Non credo sia una buona notizia anche se lui potrà procacciarsi da vivere esibendo le sue doti di canguro.