“È giusto che la mobilità nelle città s’indirizzi sempre più verso l’uso delle biciclette, quindi anche a Taranto dove però evidente che manchi una logica complessiva di progettazione in tal senso. Finora abbiamo assistito solo alla realizzazione di tratti di pista ciclabile, dove ogni volta il ciclista deve scendere dal marciapiede e fare i conti con il transito veicolare, mettendo a rischio la propria incolumità, specie nelle vie più trafficate. E viale Magna ne è un esempio”. Così esordisce Giuseppe Spadafino, esercente in viale Liguria e vice presidente vicario di Confcommercio, sulla situazione della mobilità a due ruote a Taranto.

“Spero proprio che si vada verso la realizzazione di un vero circuito ciclabile che coinvolga tutta la città, ma così come sono oggi, ridotte a sorta di blocchi di cemento, non incentivano proprio all’uso delle bici. E a frequentarle, infatti, vediamo sempre le solite pochissime persone, talvolta anche i conducenti dei monopattini, che spesso, però, preferiscono avventurarsi (anche scriteriatamente) nel caotico traffico cittadino – dice Spadafino, il quale lamenta la mancanza di una strategia che incentivi l’utilizzo delle due ruote, come si è tentato qualche tempo fa con le bici-sharing, poi sparite dalla circolazione. “Incentivare l’uso delle biciclette potrebbe essere il toccasana per contrastare lo stato comatoso del commercio al Borgo, dove la gente che viene a fare acquisti non sa più dove lasciare l’auto  – conclude –  – Ritengo inoltre le piste ciclabili sarebbero più indicate negli assi commerciali più frequentati. Ha poco senso, perciò, realizzarle su corso Umberto, dove spero non si sottraggano posti auto”.

Sul problema interviene Armandino Conte, titolare di una rinomata ciclo-officina in viale Magna Grecia. “Molti miei clienti lamentano la mancanza di parcheggi custoditi appositamente per le bici, spesso soggette a furti, il cui costo non è proprio irrisorio: si va dalle 500 alle 2.000 euro per quelle classiche e dalle 1.500 alle 10.000 euro per quelle a pedalata assistita. Non è infrequente che chi lascia momentaneamente il mezzo per entrare nel negozio, all’uscita vada incontro a brutte sorprese. Il problema si pone soprattutto al rientro nelle proprie abitazioni e non tutti hanno la possibilità di un ricovero notturno o almeno di utilizzare l’ascensore, dagli spazi angusti, per salire la bici fino a casa” – dice. Conte suggerisce all’amministrazione comunale non tanto l’installazione di rastrelliere ma di mettere a disposizione dei ciclisti almeno due locali per ogni quartiere (da scegliere fra quelli in abbandono), da affidare agli operatori di Kyma Mobilità. “Si potrebbe iniziare con il Parco della Musica in via Di Palma– suggerisce –dove gli spazi idonei non mancano”. Relativamente alle piste ciclabili, l’esercente concorda sulla diffusione in città, ma non come sono state realizzate finora. “Non consiglierei a un ragazzino o a un anziano di percorrere la pista di viale Magna Grecia, dove, per le interruzioni dei vari tratti,  si è costretti a fare i conti con il traffico convulso. il cordolo, poi, è troppo alto e ogni volta che si scende in strada, in caso di manovra malaccorta c’è il rischio di danneggiare la ruota anteriore – dice – Va peggio in via Dante, dove il dislivello è maggiore e peraltro la mancanza di verde non è proprio invitante”.

Sulla realizzazione di altre piste ciclabili, in particolare al Centro, si mostra d’accordo Salvatore Cafiero, presidente delegazione Confcommercio per il Borgo, “…purchè – sottolinea – non sottraggano parcheggi e danneggino la circolazione veicolare. Quindi, non so se ciò accadrà con la nuova realizzazione in corso Umberto”. “Me ritengo che al Borgo le priorità siano ben altre – dichiara – Per il futuro non mancano annunci e rendering, ma bisogna fare i conti con la quotidianità. La mancanza di parcheggi, per esempio,  costituisce il punto dolente per esercenti e residenti. A tal proposito non capisco perché il Comune non proceda a far utilizzare gli spazi della caserma Mezzacapo, già a disposizione dal 2023. È carente anche l’arredo urbano che non dovrebbe essere appannaggio solo di via D’Aquino e di via Di Palma, ma anche di altri assi commerciali, ad esempio via Berardi e via Anfiteatro. E solo dopo potremmo pensare alle poste ciclabili!”. “Se il commercio tiene ancora al Borgo – conclude Cafiero – il merito è di tanti esercenti che si rimboccano le maniche, a prezzo di tanti sacrifici. Presto potremmo avere aperture di importanti catene commerciali nel nostro quartiere. Speriamo che ciò costituisca l’avvio della rinascita, ma il Comune ci dovrà sostenere, come deve farlo in Città vecchia nei confronti di tanti giovani che, sempre più numerosi, aprendo nuove attività stanno rivitalizzando vicoli e postierle”.

*credit foto Paolo Occhinegro

Una risposta

  1. Vogliamo parlare della cosiddetta pista ciclabile di via Ss.Angeli Custodi? Un vero , inutile obbrobrio!!

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