| --° Taranto

La procedura per il rilancio dell’ex Ilva è a buon punto e il piano industriale sarà presentato a breve, in sintonia con tutte le procedure che ci devono consentire di realizzare il prestito ponte“. Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy a margine della Giornata nazionale del Made in Italy. Interpellato sui colloqui con l’Europa per il via libera del prestito ponte, il ministro ha risposto che a Bruxelles “hanno ben compreso questa necessità. Quello che credo sia importante, e che può dare il senso del cambiamento, è l’accoglienza che abbiamo avuto nelle assemblee in fabbrica”, ha aggiunto Urso. Pestito ponte che quasi certamente sarà autorizzato dalla Commissione Europea come avvenne già in passato, che arriverà soltanto dopo che i commissari di AdI in AS presenteranno un nuovo piano industriale, all’interno del quale dovrà appunto essere motivata l’esigenza di ottenere queste risorse per consentire al siderurgico di proseguire l’attività produttiva.

Intanto nei giorni scorsi le segreterie nazionali di Fim Fiom Uilm hanno inviato una richiesta di incontro urgente ai commissari di Acciaierie d’Italia in Amministrazione straordinaria. Come indicato nella lettera mandata per conoscenza anche alla ministra del Lavoro, Marina Elvira Calderone, e al ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, l’incontro viene richiesto ‘in merito alla situazione degli stabilimenti e in particolar modo della Cassa integrazione che è scaduta a metà marzo’. Inoltre, ‘in tale occasione, chiediamo che ci venga illustrato il piano degli interventi di manutenzioni ordinarie e straordinarie e della ripartenza degli impianti anche inerenti alle risorse messe a disposizione di Acciaierie d’Italia in As’, si indica ancora nella missiva che arriva dopo le ‘nuove nomine del gruppo dirigente’.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/04/05/lex-ilva-sulla-strada-della-dismissione/)

2 risposte

  1. Buongiorno
    A Taranto non abbiamo visto ancora nulla.
    Il Ministro vive probabilmente su un altro pianeta, quello di “Dune”.
    E poi deve chiarire con quali risorse pagare l’indotto e gli autotrasportatori che sono rientrati a lavorare da metà marzo
    A dimenticavo Afo 5 che cosa ne facciamo?????
    Saluti
    Vecchione Giulio

  2. Il Ministro può dire quello che vuole tanto non esiste un tessuto socio politico imprenditoriale locale capace di presentare un piano alternativo o di riconversione industriale del territorio. Esistono solo pochi fanatici politici ed attori della vicenda che ancora fossilizzati con il vecchio sistema produttivo sono ai piedi del Ministro con il cappello in mano ad elemosinare qualche piatto di lenticchie. Il sistema siderurgico tarantino è arrivato al capolinea in gran parte per motivi di mercato. Questo territorio richiede subito un piano di reindustrializzazione alternativo ed anche siderurgico compatibile poi se in Italia non si è in grado di affrontare questa sfida inutile girarci intorno ricorrendo alle solite forme di assistenzialismo . Profanamente basterebbe, per avere una veloce valvola occupazionale sul territorio iniziare una infrastrutturizzazione del settore logistico e dei trasporti come lo sviluppo interportuale Porto Aeroporto cargo Grottaglie per un insediamento di aziende della logistica , spedizionieri, magazzinieri ( aziende e-commerce, tipo IKEA,MONDO CONVENIENZA, AMAZON, ALIMENTARI etc. ). In altre realtà la logistica integrata crea migliaia di posti di lavoro.

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