Sembra aprirsi uno spiraglio nella vertenza riguardante i lavoratori ex TCT del porto di Taranto, per la proroga dell’Agenzia del Lavoro (Taranto Port Workers Agency srl ed anche per i portuali dello scalo di Gioia Tauro). Il governo sarebbe infatti pronto a presentare un emendamento in Senato all’interno del decreto-legge Coesione (inizialmente si era pensato di introduco nel decreto-legge Lavoro) nella norma che disciplina la misura “Resto al Sud”, che estenderebbe di ulteriori 9 mesi il termine finale di possibile operatività delle agenzie per la somministrazione del lavoro nel porto e per la riqualificazione professionale – previste da una disciplina transitoria decorrente dal 1° gennaio 2017 per i porti contraddistinti da particolari stati di crisi aziendale o cessazioni delle attività terminalistiche – con uno stanziamento per l’anno 2024 pari a 6,6 milioni di euro, ai fini della corresponsione, in favore dei lavoratori iscritti negli elenchi delle stesse agenzie, dell’indennità per le giornate di mancato avviamento al lavoro. Ad annunciare questa ennesima iniziativa dell’esecutivo che si spera possa finalmente “andare in porto”, sono stati nella serata di ieri l’on. Dario Iaia ed il sen. Ignazio Zullo,di Fratelli d’Italia. Visto che negli ultimi mesi, tranne la mini proroga sino al 31 marzo, tutti gli altri tentativi di proroga sono saltati: prima nelle legge Bilancio, poi nel decreto ‘Milleproroghe’, ancora nel decreto in materia di lavoro ed anche nell’ultimo decreto Agricoltura approvato dal Consiglio dei ministri di lunedì scorso.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/05/03/porto-taranto-primo-trimestre-in-rosso/)
Tempi della politica alla disperata ricerca di risorse, che come abbiamo sempre sottolineato non hanno i 328 lavoratori iscritti all’Agenzia sino al mese di giugno (il 7 del mese scadrà la clausola sociale) e che hanno un bisogno vitale della copertura finanziaria dell’Ima (indennità di mancato avviamento scaduta lo scorso 1 aprile), visto che il 20 maggio scade il termine per ottenere le spettanze economiche del mese di aprile. Certamente l’emendamento in questione, qualora fosse approvato, non risolverebbe il problema rinviandolo soltanto di qualche altro mese. L’obiettivo era ed è ancora quello di ottenere una proroga per la Taranto Port Workers Agency S.r.l. (TPWA) per un periodo non inferiore ad ulteriori 18 mesi (anche se il risultato migliore per tutti sarebbe arrivare a 24 mesi): uno strumento nient’affatto assistenzialistico ma bensì un progetto di politiche attive del lavoro nato con la costituzione del DL 243/16 diventato Legge 18/17 iniziato con circa 550 lavoratori e con un percorso tracciato, al fine di ricollocare i lavoratori ancora presenti in Agenzia attraverso anche e soprattutto una riqualificazione professionale che dovrà essere inevitabilmente coerente con le richieste dei nuovi investitori affacciatisi nell’area ZES.
La proroga viene infatti considerata, da lavoratori e sindacati, condizione strettamente necessaria per poter vedere concretizzati e capitalizzati gli investimenti, da parte di quegli operatori economici che si stanno affacciando nell’area portuale ionica, in particolar modo attraverso i progetti nell’area ZES, che dovrebbero portare alla creazione di 600 posti di lavoro ed i progetti portati avanti dall’Autorità Portuale. Percorso che ha visto nelle scorse settimane la firma di un protocollo d’intesa con la Regione Puglia: l’accordo, che ha durata di 36 mesi, indica tre aree di intervento prioritarie: la definizione dell’impianto tecnico-giuridico per l’erogazione di un’azione formativa finalizzata alla riqualificazione delle competenze dei lavoratori, la cui prolungata inattività lavorativa ne rende difficile il reinserimento nel mercato del lavoro; l’aggiornamento del Repertorio Regionale delle Figure Professionali della Puglia, coerentemente con il Piano del Fabbisogno Formativo redatto dall’Autority nel 2022; la realizzazione di un Bilancio delle Competenze dei lavoratori.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/04/23/lavoratori-ex-tct-il-tempo-stringe/)
Dunque la priorità di questi mesi, per non dire settimane, dopo i dati del primo trimestre sul traffico merci del 2024 certamente non positivi e in attesa di verificare la concessione della San Cataldo Container Terminal, resta quella di mettere in sicurezza il reddito di questi 328 lavoratori ad oggi iscritti all’agenzia istituita l’8 settembre 2017, con lo scopo attribuitole di ricollocazione previa eventuale riqualificazione dei lavoratori in esubero dall’allora terminalista ex art. 18 (della Legge 84/94) TCT (società gestita dal gruppo Evergreen), avendo sino ad oggi la stessa agevolato e consentito la ricollocazione ad oggi di oltre 200 lavoratori con competenze di alto livello in materia portuale presso la San Cataldo Container Terminal, la società veicolo attraverso la quale il terminalista turco Yilport ha ottenuto in concessione il Molo Polisettoriale nel 2019. E che ad oggi non ha ancora realizzato il piano industriale di rilancio che ci si attendeva nel traffico merci dello scalo ionico. Centinaia di lavoratori, di famiglie, che da anni attendono la possibilità di tornare a lavorare, ritrovando così dignità e sicurezza economica per le loro famiglie. L’ennesima, enorme vertenza sul lavoro per Taranto e la sua provincia, in perenne crisi economica e sociale, ed alla disperata ricerca di una soluzione definitiva e positiva che si continua a rinviare. Perché quella che servirebbe è una soluzione di sistema strutturale, che superi definitivamente la precarietà di continue proroghe e la spasmodica caccia al tesoro di risorse economiche da parte di ogni singolo governo. Servirebbe una vera politica industriale, lungimirante, oculata, seria. Servirebbe la politica, appunto. Quella ragionata, competente, silenziosa, operosa. Non quella che da tanti anni non fa altro che urlare slogan vuoti e inutili, che non fa altro che perdere occasioni, progetti, risorse e opportunità. Servirebbe una visione nuova, localistica e globale al tempo stesso. Servirebbero tante cose che al momento sembrano soltanto una lontana chimera.
(leggi tutti gli articoli sul porto di Taranto https://www.corriereditaranto.it/?s=porto+&submit=Go)
