“Quell’angolo di mondo più d’ogni altro m’allieta”. Se Quinto Orazio Flacco fosse stato un autore contemporaneo non avrebbe mai dedicato questo verso delle “Odi” a Taranto; non per cattiveria o accidia ma poiché, molto probabilmente, non ci sarebbe mai e poi mai arrivato. Al tempo del poeta, vissuto fra il 65 a.C. e l’8 a.C., la Via Appia esisteva già da due secoli e univa la sua terra natia, Venosa (ex colonia romana oggi in provincia di Potenza in Basilicata) e l’antico municipum e odierno capoluogo pugliese, Taranto. Forse uno storico si azzarderebbe a parlarne all’indicativo, tenendo presente che il Nostro mosse per la capitale dell’Impero appena dopo la fanciullezza e visitò – per motivi di studio – finanche Atene, ma è presumibile che il poeta abbia percorso proprio la strada costruita da Appio Claudio Cieco per raggiungere la Città dei Due Mari, immolando le sue parole al Fiume Galeso per l’eternità. Invero, se il buon Orazio dovesse materializzarsi nell’epoca in cui si scrive, troverebbe parecchio imprudente lasciare cocchio e cavalli in luogo di un altro mezzo di trasporto, per sfiorare con le sue mani le sponde dello Ionio.

Nella Puglia onanista dove l’autocelebrazione della frisella prescinde da qualsiasi visione post-capitalista di un avvenire più sostenibile, ritenendo che i polli da spennare con prezzi folli fra stabilimenti balneari e orecchiette monte bianco (ma servizi mediamente carenti) siano in eterna gestazione di qualche gallina dalle uova d’oro, Taranto scompare. A leggere i comunicati stampa degli ultimi dieci anni giunti dalla Regione e dal Comune; a scrutare i cartelloni estivi – fortunatamente sempre più ricchi di cultura, spettacolo e intrattenimento – se Orazio giungesse in Puglia farebbe fatica a credere che Taranto, proprio la sua Taranto, sia così scollegata dal turismo massivo che ha invaso il Tacco. Un fatto di cui, fra venti o trent’anni, la città amata dal poeta latino gioverà indiscutibilmente, poiché resistita alla spersonalizzazione incipriata dalle cavallette che, ormai, hanno snaturato la bella semplicità delle estati pugliesi a poco prezzo, dove la felicità era quasi gratis, a forma di focaccia coi pomodorini, e l’assenza di pretese si sposava con la tranquillità dell’ombrosa canicola alla controra.

Panorama di Vieste

La “Generazione Ryanair”, che può arrivare dovunque con un budget accessibile, ha cambiato il volto alle capitali, deturpato il diritto abitativo dei centri storici, modificato la morfologia urbana delle città, eroso le coste delle riserve naturali, rivoluzionato la toponomastica dei borghi antichi, ma no, a Taranto tutto questo non succederà mai. A Taranto, nuova meta di croceristi “mordi e fuggi” (anzi, solo “fuggi” visto che la dovizia del lauto pasto è l’emblema della vacanza sul natante), problemi come questi non ce ne sono e mai ce ne saranno: il peggio è già scongiurato. Tale asserzione è certificata da due notizie giunte nell’ultimo periodo. Per prima cosa, la creazione dello scalo ferroviario presso l’Aeroporto del Salento, che unirà quest’ultimo a Taranto in “soli” 70 minuti (una grottesca eternità per una tratta di circa 70 km), ma il meglio sta per arrivare, e consiste nell’aver del tutto scordato Taranto nell’ambito del progetto “Puglia Easy to Reach”, annunciato in un comunicato della Regione Puglia di cui si riporta integralmente il titolo, con un velo di pietoso sarcasmo: “potenziati i collegamenti estivi su gomma e ferro tra le principali mete turistiche pugliesi, gli aeroporti e le stazioni ferroviarie”. Dal momento in cui con tale nota si afferma che la Regione investe un milione di euro per favorire il trasporto passeggeri dei turisti e, tenendo presente che non v’è traccia della città che, intanto, colse Orazio, si può sillogisticamente affermare che: Taranto non è “tra le principali mete turistiche pugliesi”. Grazie a Dio.

“I finanziamenti verranno così divisi”, si legge nel comunicato, impegnato ad evidenziare il valore della sostenibilità sottesa al trasporto intermodale: “circa 261.000 euro per la Provincia Bat, al fine di realizzare due collegamenti tra Castel del Monte (sito UNESCO dal 1996) e gli aeroporti di Bari e Foggia; circa 429.000 euro per la Provincia di Foggia per collegare le maggiori località turistiche del Gargano con gli aeroporti di Bari e Foggia; circa 246 mila euro per la Provincia di Lecce, così da connettere le più importanti mete turistiche del Salento con l’hub di arrivo/partenza di collegamento della città di Lecce con l’aeroporto di Brindisi; circa 65 mila euro per la Provincia di Brindisi per potenziare i collegamenti tra le mete turistiche/culturali con l’aeroporto cittadino”. No, non c’è proprio il rischio che Taranto si ritrovi a dover rinunciare all’ambizione di incarnare l’eccelsa enclave di un’economia pianificata in cui si produce per soddisfare il solo fabbisogno dei sudditi: molte patate, acqua di ruscello; se il mare è buono pesce azzurro.

Panorama di Polignano a Mare

Per tutto questo bisogna dire grazie a una classe dirigente che, non esistendo o non possedendo i rudimenti minimi per poter comprendere quanto segue, neppure coglierà il messaggio destinato a rimanere intonso nelle aspirazioni cui mira, cioè nel trasportare i responsabili politici della tutela di Taranto dalle grinfie dei turisti, nello stesso paesaggio in cui incespicò Dante accedendo al Limbo; nel I Cerchio dell’Inferno (Canto IV della Divina Commedia). Lì, proprio lì il Sommo incontrò, fra gli altri, Orazio, in mezzo a coloro morti nel peccato originale, vissuti prima di Cristo o non battezzati, condannati alla pena di desiderare senza speranza di vedere Dio. Loro, poveretti, che non fecero in tempo a giovarsi della Luce, sono gli unici esclusi dalle pene corporali, non avendo commesso alcun peccato. Perché Taranto non vede, perdona e dimentica; è esente dal contrappasso e contagia la sua salvezza a chiunque decida per essa, distribuendo verginità e gaiezza per dissoluta mollezza d’animo. E se Orazio oggi fosse a Roma e non più nel I Cerchio, e volesse programmare delle vacanze estive per rivedere il Galeso dopo tutto questo tempo (Dio gli risparmi questo supplizio), non potrebbe neppure prenotare un InterCity diretto: Trenitalia ha i suoi tempi per definire il tabellone estivo. E pensare che grazie al delizioso “Puglia Easy to Reach” (ma quant’è bello grattugiare l’inglese come se fosse cacioricotta), fra Martina Franca (provincia di Taranto) e Francavilla Fontana (provincia di Brindisi) circoleranno ben 18 treni al giorno: benvenuti nella New York dei trulli.

Pochi treni regionali, alta velocità inesistente (se non per il prezzo dei biglietti e la tenue presenza di Frecce), Aeroporto Arlotta di Grottaglie relegato al traffico commerciale, aerospaziale e marziano, e collegamenti di trasporto pubblico per gli aeroporti di Bari e Brindisi radi come i turisti che si vedono a Taranto. Ma poi, in fondo, chi se ne frega dei turisti? Qualcuno doveva pur dirlo. Il problema vero è che a Taranto non vengono più neanche i poeti a cercare ispirazione; ultimi ipotetici forieri di una rivalsa inattesa che, muta, sancisce della città il Limbo avviluppato ai pali delle cozze, perché anche le muse sono scomparse; abbandonate alla fermata di una corsa soppressa che avrebbe dovuto riportarle sul Galeso ideale di un futuro meno impossibile. Alle fronde di un agglomerato urbano che ispirò le “Odi”, il lamento tace: persino nelle case sembrano tutti morti, e gli unici forestieri di Cataldiana memoria rimasti sono coloro che, passeggiando col naso all’insù puntato sui monumenti, si accorgono di vivere in una città inabile all’autocritica. La città perfetta.

*In evidenza il Castello Aragonese di Taranto

22 Responses

  1. Non si capisce se si tratta di una dimostrazione degli ottimi studi liceali o di una notizia con cornice. Complimenti!

    1. Esattamente! Sembra più un’esercizio di scrittura, che un articolo che voglia informare su un tema cruciale. Poi ci si lamenta che la gente comune non legge

      1. Leggere fino in fondo ???
        Con la superficialità oggi in voga si tende a leggere le prime 6 parole per pretendere di aver letto, e non compreso, tutto il testo seguente…
        Se Quinto Orazio Flacco avesse decantato l’industria e l’inquinamento, come oggi avviene da parte di tutti, cittadini e non, la situazione sarebbe stata molto diversa…
        Sono i cittadini che fanno la città…

        1. Signor Francesco la prego di non presupporre. Ho letto l’articolo e non le prime righe, come lei pensa. Ho apprezzato i contenuti e il livello di preparazione del giornalista, ma, ciò nonostante, non si può fare ameno di notare un egocentrismo che finisce per mettere in secondo piano la notizia. Ad maiora!

  2. È solo dimostrazione che i tarantini non sono buoni a nulla ,Taranto rimane l’ultima ruota del carro e che la regione Puglia non dovrebbe intascare i soldi dei contribuenti tarantini e infine sarebbe stupendo dimenticare per sempre da chi discendiamo ,perché non ci appartiene ,siamo delle mezze seghe a cui viene riconosciuto il titolo di monnezzari ,addormentati ,isolati e derubati ,in fondo l’aeroporto servirebbe soltanto per fuggire via di qui tutte le volte che si vuole e invece staremo sempre a guardare e quel baccalà di rappresentate che abbiamo a cosa serve ?

    1. Buoni a nulla ?
      Mezze seghe ?
      Forse è meglio non generalizzare…
      Purtroppo molti sono I detrattori che si prodigano ad affossare situazioni e persone, dimostrando la propria acidità ed aridità d’animo…
      Buoni a nulla che rivelano la propria arretratezza …

      Arretratezza significato:

      Primitività di costumi e di condizioni di vita, dovuta ad un mancato o insufficiente sviluppo culturale, sociale ed economico.

  3. Mi dispiace dirlo ma.meglio così, altrimenti si sarebbero azzuffati per decidere chi deve spendere i soldi per poi non fare nulla, inoltre è inutile auspicare il turismo a Taranto, domenica scorsa sono rimasto imbarazzo come cittadino per notare che un turista non potesse utilizzare il bagno pubblico ubicato in piazza castello, poveri noi, amministrati locali, consiglieri regionali, deputati e onorevoli della repubblica praticamente incapaci!!

  4. Al comune di Taranto pensano a fare le sceneggiate e a accusandosi a vicenda come i bambini.Intando tute le altre citta’ pugliesi si stanno ingozzando con finanziamenti e opportunita’ Trini Italia ha pubblicato le nuove rotte per l’Italia Taranto assente come sempre Pero’ per i giochi del mediterraneo che sarebbero stati programmati e finanziati per Taranto adesso entrano anche chi non ha nulla a che fare.Noi dobbiamo spartire a noi tolgono ciò che ci spetta.Consiglieri smettetela di litigare e mettetevi a lavorare ottenendo dei risultate positivi per Taranto.State li per questo non certo gratis

  5. Taranto è una città meravigliosa e i tarantini meriterebbero il meglio, il turista che non ci va non sa cosa si perde: storia, musei, arte, mare, ottimi cibi e clima, un’accoglienza unica, specie di questi tempi… è solo un po’ fuori mano ma vale senz’altro la pena di fare un piccolo sacrificio per raggiungerla… spero di tornare presto, mi sono trovato benissimo, grazie Taranto!

  6. LA PUGLIA FACILE DA RAGGIUNGERE
    (Che bello!)
    Puglia easy to reach, è il nuovo slogan (in inglese fa più chic) probabilmente per nascondere una consolidata realtà che, in Regione Puglia, anche con il nuovo assessore ai Trasporti, Debora Ciliento e il vecchio assessore al Turismo Gianfranco Lopane, fanno finta di non afferrare per cercare di migliorarla. O meglio lo sanno ma hanno un altro preciso obiettivo: isolare Taranto dai flussi turistici nazionali ed esteri.
    In una paginata del Quotidiano di Puglia, di oggi martedì, ci raccontano dei nuovi orari ferroviari per collegare la Puglia alle altre regioni italiane con le ingannevoli FR “Frecce Rosse” che paghiamo profumatamene anche se le tratte per Roma e il Nord Italia hanno tempi di percorrenza di un normale Intercity.
    Un esempio: da Taranto a Bologna, 656 km., con FR, senza alcun cambio, costa 113,50 € (in 7h). Oppure sempre con FR dopo un cambio (in 7h e20’) al costo di 96,20 €. Ma c’è anche un FR che ti porta a Bologna in 8h 28’ con cambio a Paoli e Roma pagando 130,35 €.
    Con un Intercity si impiegano dalle 8h e 29’ alle 9h e 25’ con prezzi che vanno da 69,50€ a 130,35€.
    Con il TGV Ouigo francese da Parigi a Aix-en-Provence, si percorrono i 638 km. in 3h 5’ al prezzo che va da 25 € a 59 €.
    E comunque i nuovi treni sono diretti tutti nelle province di Bari e Lecce.
    L’altra presa per i fondelli della “Puglia facile da raggiungere” (o meglio Puglia easy to reach) per il popolo ionico è quella che ci raccontano, nella stessa paginata di oggi martedì. Il nome Taranto lo troviamo solo una volta quando si parla dei “treni della Magna Grecia da Taranto a Sibari” che sarebbe un progetto della Basilicata.
    Ma c’è un milione di euro stanziati per migliorare i collegamenti con stazioni e aeroporti pugliesi. Per quali città? Non per i collegamenti con navetta tra Taranto e gli scali aeroportuali di Bari (due corse al giorno) e Brindisi (cinque corse). Però poiché gli aerei – secondo la Regione Puglia e il Cotrap – la domenica restano a terra, anche i collegamenti con navetta sono annullati per raggiungere o tornare da Bari e Brindisi.
    Come spiegare ai turisti che, se utilizzano un volo in Puglia, non trovano collegamenti con navetta con altri comuni della regione?
    Nonostante queste situazioni che danneggiano il turismo, quel che più risalta agli occhi di tutti è la quiete (da complici?) dei nostri amministratori locali, dei consiglieri regionali della provincia ionica, del loquace consigliere del presidente Emiliano per il progetto Taranto.
    A che servono le lettere del sindaco/presidente della Provincia, Rinaldo Melucci, per la riapertura dell’aeroporto di Grottaglie, o la quiete dei rappresentanti ionici in Regione e in Parlamento quando la situazione complessiva dei trasporti resta immutata?
    Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Per migliorare i collegamenti tra aeroporti e resto della Puglia sono stati stanziati 261.000 euro per la BAT; 429.000 per la provincia di Foggia; 246.000 per quella di Lecce e 65.000 per quella di Brindisi.
    Alla provincia di Taranto zero euro. Forse perché ha due collegamenti con l’aeroporto di Bari (che ha il doppio dei voli per Brindisi) e cinque con quello di Brindisi (con orari spesso non adatti con gli atterraggi e i decolli dei voli.

    1. I dati snocciolati sono concreti e mostrano il disinteresse altrui verso una città non considerata dal punto di vista turistico ma anche incapace di emergere e farsi valere se non solo per gli slogan di facciata.
      Faccio però sempre l’esempio di Siracusa che è molto assimilabile per conformazione geografica della città, tipologia di offerta (mare, storia magnogreca, enogastronomia), distanza dagli aeroporti e dagli altri luoghi di interesse, collegamenti non facili, scarsa considerazione rispetto alle grandi mete regionali e povertà generica, chiamiamola così, della popolazione… se ha più del doppio di presenze turistiche rispetto a Taranto, qualche motivo c’è: la sola Ortigia è una bomboniera che risplende per quanto è ben tenuta. E già solo questo, per chi ci va anche solo per uno o pochi giorni, cambia l’aspetto ed il ricordo che si porta a casa.
      Iniziamo da rendere godibile l’esperienza di chi arriva in città.

  7. Taranto non è una città per turisti per TANTI ALTRI MOTIVI
    -Manca la volontà, l’organizzazione e lo spirito di accoglienza

    -Il cittadino non è MOTIVATO/FORMATO a valorizzare e tutelare la città!!!

    -La POLITICA tarantina, provinciale, regionale e nazionale é l’espressione di questi ultimi….!!!

    -Ad oggi, avremmo dovuto avere i problemi, eventualmente, che ha VENEZIA o qualsiasi altra città TURISTICA, gestire e nel caso mandare indietro orde di turisti affamati di scoprire LA CAPITALE DELLA MAGNA GRECIA!!!

  8. Lo strano caso di una città che parla da anni ed anni di turismo ma forse è vissuta (e gestita) da persone che non hanno mai messo il naso fuori da casa propria…
    Ok, sarebbe auspicabile farsi valere nelle stanze dove si decide la ripartizione dei fondi per progetti come questo Puglia Easy to Reach, che dovrebbe servire a migliorare i collegamenti. Su questo non ci piove e come sempre mostriamo di contare meno di zero se ci hanno completamente “scordato”.
    Ma forse dovremmo anche impegnarci come collettività a migliorare l’offerta di questo nostro fantomatico turismo anche partendo, possibilmente facendole per tempo, magari da iniziative semplici (anche solo decoro, pulizia, e poi ancora molto decoro e ancora molta pulizia), scelte comuni (le poche attività commerciali fanno ognuno di testa propria, con scarsi fondi, nessun progetto di attrazione comune, tipo decorazioni floreali condivise, loghi associativi, ecc.), migliore viabilità e parcheggi (spianiamo, creiamo piazze e spazi in aree abbandonate o impossibili da ristrutturare invece di progettare “edifici a 1 euro” o appaltare selvaggiamente e senza verifica dei lavori) e più umiltà, educazione e professionalità in quello che si offre all’ipotetico turista, da sostituire a tanta supponenza per presunte cose meravigliose da vedere che alla fine sono solo nella nostra testa.
    Chissà che forse inizieremmo a fare qualche passetto in avanti e far arrivare qualcuno in città anche con mezzi propri invece che con i progetti regionali… Il primo turista da coccolare dovrebbe essere l’abitante del posto, seguito immediatamente a ruota da coloro che abitano la provincia (che spesso neanche hanno idea di com’è fatta la loro città capoluogo). Poi viene il crocierista o il turista da pullman di un giorno o l’occasionale che viene per lavoro e così via… tutta gente che vedendo qualcosa di diverso dalla sua routine ma decoroso e vivibile può magari pensare di tornare e/o spargere la voce su una bella esperienza.
    Perché è l’esperienza positiva complessiva che va fatta provare, non certo un museo, una chiesa, un castello, il mare o il racconto di cose passate presi singolarmente in un contesto di degrado, abbandono, scomodità e sporcizia.
    Avere non lontano da noi qualcuno che le cose le fa un po’ meglio dovrebbe servire a darci spunto ma qui sembra si viva con i paraocchi, in guerra contro tutti ma in fondo non considerati da nessuno perché sostanzialmente innocui.

  9. Il turismo come fonte economica principale sta avendo effetti catastrofici su città, ambiente e prezzi. Detto ciò, Taranto dovrebbe salvarsi per prima cosa dai tarantini, spesso indifferenti alla sua bellezza e al suo decoro, e poi da chi la amministra, forti dell’ignavia di troppa parte della cittadinanza. Si potrebbe rendere la nostra città una meta ambita senza cedere al bisogno di svenderla, senza arrivare a situazioni in cui ci sono persone che non possono permettersi un affitto perché le case sono poche, quasi tutte trasformate in trappole per turisti. Ma ovviamente questo non capiterà mai, o almeno così credo. Tra mancanza di collegamenti, incapacità di essere civili e ingordigie varie, saremo sempre l’ultimo vagoncino di un treno che corre veloce, senza peraltro la minima cura per il paesaggio che attraversa.

  10. Dal 10 giugno Trenitalia non effettua più corse dirette Roma Taranto e viceversa In piena estate chi vuole avventurarsi in tale viaggio deve mettere in conto 2 o 3 cambi con bus per varie tratte.Ma stiamo scherzando? Taranto città turistica?Non abbiamo idea cosa vuol dire turismo

  11. MA DOVE STA SCRITTO CHE IL TURISMO SIA UNA BUONA SCELTA? Vediamo le conseguenze nelle città aggredite da flussi turistici? Napoli, Venezia, Firenze ecc. Ma anche le mete turistiche all’estero stanno crollando sotto il peso di flussi turistici. Vediamo: affitti alle stelle e impossibilità per i residenti di trovare casa, costo della vita dei prodotti alimentari triplicati, traffico e conseguente caos in tutte le ore del giorno e della notte. In alcune località gli abitanti hanno manifestato in massa contro questi fenomeni. Altro discorso riguarda la qualità dei servizi e dei trasporti se finalizzati a migliorare le condizioni di vita e a sostenere uno sviluppo economico differenziato e capace di promuovere l’economia territoriale come le produzioni agricole, artigianali e industriali non che lo stesso patrimonio culturale e ambientale. Il tutto in modo armonico ed equilibrato. Altrimenti si passa dll’illusione dello sviluppo industriale a prescindere a quello di un turismo di massa, magari tocca e fuggi, ugualmente dannoso.

  12. Leggere fino in fondo ???
    Con la superficialità oggi in voga si tende a leggere le prime 6 parole per pretendere di aver letto, e non compreso, tutto il testo seguente…
    Se Quinto Orazio Flacco avesse decantato l’industria e l’inquinamento, come oggi avviene da parte di tutti, cittadini e non, la situazione sarebbe stata molto diversa…
    Sono i cittadini che fanno la città…

  13. Buongiorno a tutti. L’articolo esprime contenuti elevati e dimostra la cultura del giornalista! Bravissimo. Io non sono Tarantino non posso negare che molti interventi e commenti rappresentino problemi reali e che tali problemi siano comuni al Sud, (sono pugliese e vivo a Roma con mia moglie tarantina) ma vi assicuro che la magia che sprigiona Taranto è unica ed irripetibile. Città fantastica abitata da gente educata e rispettosa. Se mai è stata devastata socialmente e purtroppo l’Ilva ha nuociuto alla sua integrità oltre che alla sua immagine. Un sincero saluto a tutti.

  14. Bellissimo articolo con la cultura messa a disposizione dell’ironia. Quanto al tema vorrei invitare ad alzare lo sguardo verso il versante sud-orientale della provincia di Taranto. Manduria è da anni destinata a morire di immondizia. Si sopraelevano le discariche che andrebbero chiuse ( e lo sarebbero dovute essere già da anni) al fine di convogliare i rifiuti di buona parte della regione e del napoletano. Manduria e Avetrana, oltre alla devastazione di un necessario depuratore realizzato, però, in luogo di villeggiatura e con scarico a mare nell’area protetta di Torre Colimena, a breve avranno a che fare con uno spettro che torna dal passato: il nucleare! Se questi territori così vicini a Taranto sono destinati a morire per via delle intenzioni della classe politica, come si può pretendere che Taranto sia metà di turismo e di quanto ne concerne in presenza di scorie radioattive? Chi ne beneficerà saranno soltanto lo stabilimento siderurgico e quello di raffinazione che sigilleranno del tutto, come pietre tombali, le aspettative di un futuro sostenibile è aperto agli altri. Qui c’è solo morte per l’uomo e l’ha voluta il suo simile per gli interessi di pochi.

  15. Sono di Padova vengo in Puglia da decenni e ne ho visto la trasformazione del Salento in fabbrica del turismo…. A Venezia si sperimenta un ticket d’ingresso… quale città chiede un paesaggio per essere visitata? La mia grande a scoperta è stata Taranto l’anno scorso che avevi sempre pensato come l’ultima della Puglia da vedere, ora ci ritorno per quanto mi ha dato. Potrebbe essere l’occasione di una città che non si adegua allo stile tipico delle città bomboniere per il turista… Vi prego restate così migliorandovi nella cura del vostro patrimonio. Ciao Taranto.

    1. Gentile lettore, ieri abbiamo fatto un post sulla nostra pagina facebook con le sue parole ed abbiamo avuto un enorme numero di interazioni, con tante gente che la ringraziava pubblicamente.

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