Il turismo comincia dall’accoglienza

 

Gli operatori del settore lamentano la mancanza di segnaletica dei percorsi e dei siti d’interesse
Posted on 23 Maggio 2024, 08:42
6 mins

Taranto, come città capoluogo, non è ancora meta turistica di rilievo (pur registrando negli ultimi anni un incremento di notorietà e quindi di visitatori) ma può diventarla  con un po’ di buona volontà, pur facendo i conti con gli inadeguati collegamenti con il resto della penisola. Il processo di crescita può consolidarsi partendo dalle piccole cose, per esempio dall’accoglienza. Ne abbiamo parlato con alcuni operatori del settore.

Sarebbe necessario organizzare con presidi fissi o temporanei già nei luoghi del loro arrivo, in piazza Fontana o già negli spazi antistanti il porto (per i crocieristi) garantendo il servizio di guide turistiche e accompagnatori anche in lingua” – dice per esempio Stefania Bellanova, guida turistica, la quale evidenzia, quale altro inconveniente da superare, la mancanza di una adeguata segnaletica dei siti di maggior interesse. “Spesso ci imbattiamo in gruppi di turisti che, volendo fare a meno delle guide, preferiscono far da soli, spesso non riuscendo a orizzontarsi durante i percorsi e finendo per perdere tempo prezioso di quel poco che è loro concesso (mi riferisco in particolare ai crocieristi) – dice – Già in piazza Fontana i nostri ospiti dovrebbero trovare la segnaletica con i percorsi da scegliere e  che li accompagni durante le loro visite, affinché non si smarriscano per i vicoli”.

Ma è anche necessario predisporre davanti a chiese, palazzi storici e ipogei una sommaria ma chiara illustrazione del sito, almeno nelle principali lingue. “Secondo me – aggiunge – va evitato il qr code in quanto il più delle volte le comitive sono composte da gente anziana, ancora poco avvezza alle tecnologie informatiche. Quindi, va ancora più che bene la tradizionale cartellonistica, per il cui approntamento andrebbero redatti appositi progetti”.

Cos’ invece riferisce Nello De Gregorio, presidente di Nobilissima Taranto. “La segnaletica in piazza Fontana e lungo i percorsi potrebbe pure andare bene – dice – Ma che figura faremmo quando, una volta a destinazione, si trova tutto chiuso? Ed è accaduto e accade, con grande delusione dei turisti. Perciò sono del parere che sulla problematica dell’accoglienza turistica vada fatto un discorso complessivo, auspicando una regia comunale che coordini il tutto, predisponendo, già all’arrivo delle navi da crociera, nelle immediate immediate vicinanze del porto, un postazione che indichi i siti di maggior interesse da visitare, fornendo ogni informazione a proposito. E questo deve avvenire attraverso personale adeguatamente formato e che sia a conoscenza delle lingue straniere. Ma non ci si deve ridurre a stagione turistica già iniziata!”.

E poi, il problema degli ipogei: “Quelli comunali in via Cava sono chiusi da un pezzo e non si sa se e quando saranno riaperti alle visite, un tempo richiestissime. Ed è un vero peccato! Ci sono anche gli altri ipogei privati, ma l’apertura dipende dalle disponibilità personali, che non sempre coincidono con quelle dei nostri ospiti” – dice, aggiungendo che bisognerebbe puntare non solo sulla Città vecchia, vero scrigno di tesori, ma anche sul Borgo. “È un quartiere di grande attrattività, museo archeologico nazionale a parte, con i suoi palazzi in stile liberty per i quali c’è ancora scarsa conoscenza, a favore della quale Nobilissima Taranto si sta battendo – spiega – E andrà ancora meglio quando termineranno i lavori (infiniti) di restauro al grande palazzo degli uffici e si potrà mano alla risistemazione dei nostro bellissimi giardini comunali”.

Infine, Alessandro Ricci, guida turistica, anche lui d’accordo sull’opportunità di una chiara segnaletica su percorsi e siti di particolare interesse per agevolare le visite di singoli o piccoli gruppi di turisti. “Sarebbe ancora meglio – dice – se si riuscisse ad approntare un punto di accoglienza per fornire ogni informazione, o al porto mercantile per i crocieristi o in piazza Fontana, magari utilizzando la torre dell’orologio, chiusa da anni. Ultimamente tale servizio era stato ubicato nei pressi del ponte di pietra, ma non ne è stata assicurata la continuità”. Per Ricci, inoltre, sarebbe opportuno fornire indicazioni anche per i vari siti archeologici sparsi in città, in particolare per le tombe a camera di via Marche, per le quali è ancora in corso la procedura di affidamento. “E non dimentichiamo che dall’altra parte della città possiamo far vanto di uno dei maggiori capolavori di Giò Ponti: la concattedrale Gran Madre di Dio” – aggiunge.

Nota particolarmente dolente nella problematica dell’accoglienza è la mancanza di un posto dove i gruppi possano riposare e far colazione. “Non esattamente l’ideale farli sostare nei giardinetti o, com’è accaduto, fra le auto in sosta, soprattutto se si tratta di bambini in gita scolastica – riferisce Alessandro Ricci – Avevamo chiesto ai nostri amministratori di poter utilizzare a tal scopo piazzetta Sant’Egidio, magari attrezzandola con panchine e ombrelloni, ma poi si è preferito tenervi il mercato del pesce”.

Infine, il problema dei servizi igienici. “Di fronte alle esigenze di numerose comitive non servono i bagni meccanici, con lunghe attese che diventano problematiche per gli anziani. E non sempre si può approfittare della disponibilità degli esercizi commerciali o, com’è accaduto recentemente, dell’università in via Duomo, con tutta la buona volontà possibile”.

 

 

 

 

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Un Commento a: Il turismo comincia dall’accoglienza

  1. FABRIZIO

    Maggio 23rd, 2024

    Le considerazioni riportate sono condivisibili. Se vogliamo anche banali ma questo è un aggravante per una comunità che non si attiva se non quasi sempre solo a parole. Basta magari ascoltare chi opera sul campo, come queste guide o forse è sufficiente farsi una passeggiata attenta, per capire quanto già con piccoli interventi si può migliorare l’esperienza di chiunque percorra quelle strade che dovrebbero rappresentare il salotto della città, turista o residente che sia.

    A Taranto il flusso maggiore di turisti è concentrato nel percorso tra il porto e piazza ebalia, passando per città vecchia, castello, ponte, museo, borgo e lungomare: quantomeno nelle vie principali servirebbe un piano comunale che preveda cartellonistica intuitiva, pulizia regolare e ripetuta (non solo prima che attracchi una crociera), verde pubblico sobrio, moderno, diffuso, regolarmente curato e pulito, arredi urbani nuovi e comuni (cestini, pannelli esplicativi, numeri civici, loghi), riapertura dei siti chiusi che con piccole risistemate ed una presenza fissa in loco possono essere visitabili, e forze dell’ordine non assenti. Quanto può costare un piano del genere?
    Un sogno poi sarebbe rinnovare qualche pavimentazione, rendendole finalmente “da centro storico”, ma figuriamoci…
    L’utenza di chi scende da una crociera decidendo di restare vicino alla nave invece che affidarsi alle escursioni in zone limitrofe più rinomate è mediamente non giovanissima, abbastanza rilassata, forse neanche con enorme disponibilità di spesa. Più o meno lo stesso è l’identikit dei partecipanti qualche escursione in bus che ogni tanto si vede e che restano in città per una mezza giornata, raramente di più. Poi ci sono anche le scolaresche e coloro che vengono in autonomia anche da non lontanissimo. è corretto instradare tutti loro per far godere loro la città e piantare un semino di curiosità che li invogli a tornare. Trovare molti posti chiusi (anche privati in realtà) o indecorosi porta subito a bocciare l’esperienza.

    Quindi alla fine le opere da fare, anche minime, dovrebbero servire apportare benefici alla collettività che usufruisce di quegli spazi, prima ancora che al turista, che ne godrà di conseguenza.
    Ma il grosso del lavoro di accoglienza, decoro e pulizia in realtà andrebbe fatto dai residenti, proprio nella vita di tutti i giorni: tanto un ospite capisce subito se il proprietario dà regolarmente attenzioni e cura alla sua casa o vuole solo nascondere la polvere sotto al tappeto. Mi sembra che su questo aspetto siamo ancora molto ma molto indietro

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