Dal fotovoltaico all’idrogeno verde

 

Valutazione ambientale positiva per il primo dei progetti della società Metka
Posted on 30 Maggio 2024, 07:00
4 mins

Il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha espresso giudizio positivo sulla compatibilità ambientale del progetto presentato dalla Società METKA EGN Apulia S.r.l. (Mytilineos), per la realizzazione dell’impianto fotovoltaico, della potenza di 19,68 MW, integrato con un impianto di produzione di idrogeno verde, e delle relative opere di connessione alla RTN da realizzarsi nei Comuni di Statte (TA) e Taranto (TA), previa ottemperanza delle condizioni ambientali nonché parere favorevole circa l’assenza di incidenza negativa e significativa sui siti Natura 2000 in seguito alla Valutazione di Incidenza Ambientale (Screening), ritenendo il Piano Preliminare per l’utilizzo delle terre e rocce da scavo conforme alle disposizioni del DPR 120/2017, nel rispetto delle specifiche Condizioni Ambientali. 

La società greca METKA EGN Apulia S.r.l., che ha presentato altri due progetti molto simili sempre nella stessa zona, prevede tempi di realizzazione di circa 12 mesi, a partire da quando inizieranno i lavori, per un investimento economico complessivo pari 33,7 milioni di euro. Secondo quanto previsto dal progetto, una parte dell’energia elettrica prodotta dal nuovo campo fotovoltaico da quasi 20 MW verrà immessa direttamente in rete, mentre una quota sarà impiegata per alimentare un elettrolizzatore che – secondo quanto si legge nel documento pubblicato dal MASE insieme al decreto di VIA – avrà una capacità di 4 MW. Grazie a questo sistema, che utilizzerà come feedstock acqua demineralizzata acquistata presso produttori industriali locali, l’impianto, assumendo un’efficienza del 75%, sarà in grado di produrre circa 257 tonnellate di idrogeno all’anno, quantitativo corrispondente ad un funzionamento di 3.939 ore alla portata di 800 Nm3/h con un consumo specifico di circa 56 kWh per kg di idrogeno prodotto (espandibile a 8 MW per 1.600 mc/ora).

L’idrogeno verrà poi inviato all’unità di purificazione realizzata in forma modulare dove, viene specificato nella relazione tecnica, la poca acqua e l’ossigeno residuo contenuti nella corrente gassosa saranno rimossi tramite via catalitica e di assorbimento, rendendo l’idrogeno idoneo per la compressione e l’uso finale.  Una volta purificato, il combustibile verrà quindi inviato all’unità di compressione, dove un compressore dedicato lo porterà sino ai livelli di pressione richiesti per lo stoccaggio in carri bombolai per il successivo trasporto (e.g. superiore a 200 bar). A valle della compressione, l’idrogeno verde sarà quindi inviato ad un opportuno sistema di caricamento che consentirà il riempimento dei carri bombolai che verranno poi, una volta raggiunto il quantitativo richiesto, trasportati tramite una motrice presso il sito dell’utilizzatore finale dell’idrogeno e, una volta scaricato e consumato l’idrogeno, saranno riportati presso l’impianto per il successivo ciclo di caricamento.

La società METKA EGN Apulia ha anche indicato i potenziali off-taker di questo volume di idrogeno che verrà prodotto dal nuovo impianto: il primo potrebbe essere lo stabilimento siderurgico tarantino ex Ilva oggi Acciaierie d’Italia, che dall’impianto di Statte dista esattamente 4.153 metri; il secondo potrebbe essere la raffineria di ENI, che si trova nella medesima area e dista nello specifico 3.994 metri dall’impianto. La società ha anche ipotizzato (in caso, evidentemente, di mancato acquisto dell’idrogeno da parte dei due soggetti menzionati) la possibilità di trasportare tutto l’idrogeno prodotto presso un centro di stoccaggio di Air Liquide, la cui sede più vicina è quella di Caserta, distante circa 330 km.

(leggi tutti gli articoli sull’idrogeno a Taranto https://www.corriereditaranto.it/?s=idrogeno&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

2 Commenti a: Dal fotovoltaico all’idrogeno verde

  1. Fra

    Maggio 30th, 2024

    E perché la realizzano a Taranto ? Fatelo a Caserta nell’incertezza … veramente a malignare ci si azzecca sempre . Siamo gestiti da furbetti alla regione ,e noi siamo i soliti polli che non ci guadagnano mai niente .. il Green esiste nelle tasche e nelle menti degli altri o di terzi
    , ma non di certo per i poveri tarantini addormentati nel bosco ; nel citare le due grandi fonti inquinanti di Taranto che ci abbiamo guadagnato a parte ammalarci a ciclo continuo . Oltre la grande discarica di Statte che tende sempre più ad ampliarsi accumulando sostanze nocive,non ci siamo …fatelo a Bari ,Brindisi ,Lecce ,bat perché proprio a Taranto ??

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  2. Gico

    Maggio 30th, 2024

    Persino i greci come ai tempi della Magna Grecia hanno politiche industriali espansionistiche; nel nostro Paese ci sì fossilizza ( almeno al Sud ) su sistemi novecenteschi o al massimo sull ‘ industria dello spettacolo. Menomale i greci non hanno gli occhi a mandorla altrimenti sarebbero scattate le fobie di alcuni ministeri a sfondo nordista

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