Solo per la giornata di giovedì 29 maggio è stata celebrata a Taranto la festa nazionale del pane fresco, che in altre parti d’Italia si prolunga fino al primo giugno. Per il secondo anno consecutivo, la manifestazione viene realizzata dalla Federazione Italiana Panificatori con il patrocinio e la collaborazione della Lega italiana per la lotta contro i tumori per promuovere corretti stili alimentari e di vita ed in funzione preventiva antitumorale.
Più di cento i panifici che, nel territorio jonico, vi hanno aderito, offrendo alla clientela fette di pane fresco condite con un filo d’olio, unitamente a brochure sulle tematiche dell’iniziativa. Tutto questo all’insegna dello slogan “Ogni giorno dal tuo fornaio, una fetta di salute” e della prevenzione a tavola, che mette al centro il ruolo fondamentale di uno stile nutrizionale sano, naturale e consapevole nonché del ruolo essenziale che in esso gioca il pane fresco.
La festa nazionale del pane fresco si svolge dal 2003 per celebrare il prodotto identitario della cultura italiana ed elemento basilare della storia dell’uomo. “Inizialmente – dice Emma Prunella, segretaria della Federazione italiana panificatori di Taranto – organizzavamo la manifestazione in piazza o in Villa Peripato, permettendo anche alle scolaresche di visitare i laboratori e di cimentarsi, se le condizioni lo permettevano, nelle fasi più semplici del lavoro di panificazione. Poi tutto questo non è stato più possibile per le nuove norme igienico-sanitarie e di sicurezza sui posti di lavoro e, per ultimo, a causa dell’incalzare del covid-19. Ma l’anno prossimo ritorneremo in piazza, con l’allestimento di un grande forno per permettere la degustazione del pane fresco a tutti i passanti”.
Emma Prunella parla anche della notevole diminuzione della vendita di pane in tutt’Italia: “Dai 3-4 quintali quotidiani in ogni panificio si è passato agli attuali 70-80 chili, con il consumo procapite sceso ai 70 grammi. Tutto questo – spiega – ha messo in difficoltà tutto il settore, alle prese con i costi dell’energia in continuo aumento e con il prezzo al consumo molto poco remunerativo che si aggira sui tre euro al chilo, mentre si dovrebbe arrivare almeno ai quattro euro e cinquanta per riuscire a coprire le spese di produzione. In ogni modo i panifici riescono a tirare avanti, con grande fatica, offrendo al consumatore una rilevante scelta di prodotti da forno di ogni tipo, nell’ambito del dolce e del salato e aumentando la varietà merceologica in vendita”.
L’esponente della Federazione invita quindi i tarantini a rivolgersi senza problemi agli abituali panificatori perché raccontino gli sforzi e i sacrifici compiuti affinchè il più buono e il più antico degli alimenti continui a essere sulle tavole di tutti. “Come sostengono gli oncologi, consumare una fetta di pane fresco al giorno, con il semplice condimento di un filo d’olio d’oliva, previene il cancro nella misura del 30 %. Altro che medicine!” – conclude.
