“Il contesto criminale pugliese permane tuttora instabile anche a causa di continue spaccature interne. Infatti, in continuità con i gravi episodi evidenziati nel semestre scorso, nel periodo in esame si sono registrati molteplici agguati avvenuti in ordine sparso in quasi tutta l’area metropolitana di Bari, nel Foggiano, nella provincia di Lecce e di Taranto, a conferma che la lotta per il controllo del territorio si dirama in tutta l’area regionale”.
Così la Direzione Investigativa Antimafia nell’ultima relazione semestrale presentata al Parlamento sullo stato della criminalità organizzata nei primi mesi del 2023. In riferimento al capoluogo ionico, inoltre, la Dia spiega che “nella città di Taranto coesistono svariati gruppi criminali che si spartiscono zone e quartieri della città secondo criteri di autonomia e egemonia criminale sebbene non manchino episodi di conflittualità per la contesa del territorio”. Nel dettaglio l’antimafia ha individuato le famiglie Pizzolla e Taurino nella Città Vecchia e poi Catapano, Leone, Cicala nei quartieri di Talsano-Tramontone-San Vito, E ancora i clan Cesario, Ciaccia e Pascali nel quartiere Paolo VI, mentre nel quartiere Borgo operano la famiglia Diodato e al rione Tamburi i Sambito. Infine al quartiere Salinella resta ancora il nome della famiglia Scarci mentre lo storico clan De Vitis-D’Oronzo mantiene la sua roccaforte nella zona Solito-Tre Carrare.
“Nella provincia di Taranto – si legge ancora nel documento – sarebbero presenti diversi gruppi criminali che esercitano la loro influenza in diversi comuni, talvolta anche in contrapposizione tra loro”.
Il riferimento è al gruppo egemone guidato da Franco Locorotondo, detto “Scarpalonga” che mantiene il dominio all’interno dei comuni di Crispiano, Massafra, Mottola, Palagiano, Palagianello e Statte, ma anche nell’area di Lizzano grazie alle alleanze con la famiglia Cagnazzo.
A Massafra e Palagiano, la Dia ha confermato anche per il primo semestre 2023 la presenza di due gruppi: Caporosso e Putignano mentre a Manduria il territorio è ancora sotto la stretta dello storico gruppo Straineri, guidato dal boss Vincenzo detto “Stellina”.
Infine, significativo un altro passaggio della Relazione, quello in cui si legge che “l’area costiera della provincia di Matera ha subito nel tempo l’influenza criminale dei gruppi tarantini che, lungo la fascia ionica, hanno costituito un asse criminale con gruppi autoctoni e i clan calabresi”.

Fra
Certo che abbiamo una città a rischio colera per quanto è zozza e fetente e stiamo a parlare degli interessi altrui .. mah visto che ci troviamo chiediamo ai potenti di fare qualcosa per il nostro aeroporto ,fatelo riaprire ,sequestrate Maria Vasile ed Emilio vedete un po’ ma fate gli interessi del nostro territorio per favore grazie tante belle cose…