Era il 1957 quando a Pisa aprì la prima Libreria LaFeltrinelli, un brand ormai storico che accoglie e raccoglie lettori nelle maggiori città italiane e in tanti non-luoghi di passaggio, come stazioni ferroviarie ed aeroporti. Sembrava impossibile in una città dove le saracinesche delle librerie tendono ad essere destinate all’estinzione, come raccontato in quest’articolo di approfondimento, ma alla fine è successo: LaFeltrinelli ha spalancato le sue porte anche a Taranto in una Via Di Palma letteralmente gremita di lettori e curiosi a partire dalle ore 19.00 di mercoledì 3 luglio 2024. Considerando le tendenze degli ultimi anni, la scelta de LaFeltrinelli ha tutto il sapore di una sfida da voler vincere ad ogni costo, nei medesimi spazi che un giorno esponevano i capi d’abbigliamento proposti da un noto rivenditore del fashion.

La serata inaugurale, interamente dedicata alla memoria del giornalista, scrittore ed intellettuale tarantino, Alessandro Leogrande, è stata così tanto partecipata dalla cittadinanza, che transitare nell’area limitrofa alla libreria risultava quasi impossibile. Dinnanzi alle istituzioni locali e ad una folta platea, poi, lo scrittore Nicola Lagioia e la scrittrice Antonella Lattanzi, moderati dalla giornalista Florinda Fiamma, hanno snocciolato una lunga digressione sul ruolo delle librerie e sull’influsso salvifico della letteratura, al termine della quale la cantautrice Erica Mou ha conquistato il palcoscenico con voce e chitarra, vedendosi purtroppo interrotta da una sorniona pioggerella che pareva voler usare dell’irrisoluto sarcasmo avverso l’apertura di siffatta attività commerciale, in una zona dell’universo che, dati alla mano, pare essere deputata alla desertificazione.

LaFeltrinelli non è tanto una catena di librerie nel cuore del lettore italiano, quanto un puerto escondido di dignità culturale e forza editoriale, in un’epoca in cui la libertà di stampa e di opinione risultano sempre più minacciate da un liberismo che sterilizza la diversità. Come afferma la Dott.ssa Barbara Nardi, Direttrice Generale Polo Commerciale Gruppo Feltrinelli: «Apriamo a Taranto con la consapevolezza di volerci immergere nel suo mare culturale. Un mare vivo, attivo, in cui vogliamo giocare da abilitatori dei valori del territorio. La nostra libreria non sarà che un veicolo di promozione della cultura della lettura, in un contesto già di suo fervido e molto promettente. Vorremmo amplificare le tante sfumature che animano la cultura locale e, altresì, le subculture di Taranto, a volte nascoste ma sempre sorprendenti. LaFeltrinelli in Via Di Palma sarà uno spazio inclusivo come tutte le nostre librerie, nonché incubatore delle realtà che sentono il bisogno di un luogo dove confrontarsi e creare comunità di lettori».

Ventimila i titoli esposti sugli scaffali di Taranto, con particolare attenzione alla divulgazione della letteratura locale in una sezione dedicata al territorio, e la Direttrice Nardi ci tiene a rimarcare la volontà di dar voce agli autori della zona non solo per quanto riguarda la scrittura, ma anche in ambito musicale. Il calendario degli eventi, infatti, potrebbe raccogliere non pochi nomi del territorio a partire dalla prossima stagione. La sede tarantina de LaFeltrinelli si sviluppa su due piani e, pur non essendo grandissima, presenta un allestimento studiato nei minimi dettagli per riuscire a soddisfare i palati più variegati. Insieme alla narrativa e ai classici non mancano le sezioni dedicate a musica, manga, giovani, turismo, cucina e tanto altro, con un po’ di “chicche” che è bello scoprire da sé recandosi in libreria per meravigliarsi a dovere e scegliere un buon libro.

Oltre ogni retorica sulla teleologia del libro, l’augurio per LaFeltrinelli è di poter cementare la sua presenza in città oltre ogni previsione commerciale. Leggere non serve solo ad apprendere, studiare e imparare ma, sopra ogni altra cosa, serve a “conoscere” in senso biblico; cioè ad entrare in relazione con sé e con l’altro, attraverso uno dei valori più desueti del secolo corrente: saper ascoltare chi la pensa diversamente. Leggere – qualsiasi cosa, ma leggere – mette di fronte a contrasti interiori che debbono risolversi immantinente, al fine impavido di dover sfogliare la pagina seguente, pena il rischio di restare bloccati in una storia scritta da altri.

*Tutte le foto di Simone Calienno

 

3 Responses

  1. Speriamo possa essere l’inizio della rinascita che questa città merita. Il passo successivo è eleggere un Sindaco illuminato!

  2. Buongiorno
    Ai primi dell’anno abbiamo assistito inermi alla chiusura della Libreria Mandese.
    Oggi abbiamo a Taranto un punto vendita Feltrinelli, perchè in effetti si tratta di questo.
    Molti diranno “Meglio di niente”.
    Ma la Feltrinelli come Mondadori, Utet e altri giganti badano ai flussi di vendita e ai ricavi.
    Quindi se ci teniamo a conservare Feltrinelli a Taranto, dobbiamo andarci a comprare qualcosa non solo il giorno dell’inaugurazione, ma anche magari ad Agosto (che è il prossimo mese).
    Infatti ci dobbiamo ricordare che se Feltrinelli non si trova con i conti, chiude il punto vendita e proseguirà con le vendite “on-line”.
    Saluti
    Vecchione Giulio

  3. Oltre la Feltrinelli ,che può essere durerà come un gatto in tangenziale,” a Taranto,ci piacerebbe si sviluppasse il comparto 32 ,un po’ come scacciapensieri anziché andare sempre altrove per cercare aziende come Leroy merlin .o che ne so Ikea ,qualcosa che non ci spinga ad andare sempre a Bari ,che poi è quella che non vuole che Taranto cresca ,come Lecce con l’università e Brindisi per l’aeroporto. Spesso sento dalle persone tarantine o della provincia andiamo a Bari a farci un giro ..ci deve portare a pensare e a crescere .. siamo dei satelliti caduti in volo ,siamo la seconda provincia della Puglia ma non valiamo un fico secco .. dobbiamo svegliarci .

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