Prosegue la battaglia per dotare Taranto di un collegamento ferroviario diretto con Roma e alleviare l’isolamento territoriale del capoluogo jonico.
In un nuovo documento, firmato da una coalizione di politici locali, rappresentanti sindacali e delle istituzioni del territorio, inviato al direttore generale del Ministero dei Trasporti e all’amministratore delegato di Trenitalia, in risposta alla recente, ma insoddisfacente, risposta del Ministero sulla questione, si chiede di ripensare il sistema dei collegamenti ferroviari per una città che ambisce a diversificare la propria economia, liberandosi dalla storica dipendenza dall’industria dell’acciaio.
“È inusuale e difficilmente comprensibile che ad oggi Taranto non sia direttamente collegata con Roma”, si legge nel documento promosso dal consigliere comunale Gianni Liviano. L’assenza di questo collegamento diretto non solo compromette le prospettive di sviluppo turistico della città, ma penalizza anche i cittadini che devono recarsi altrove per ragioni di studio, lavoro o salute. La situazione attuale costringe i tarantini a prendere un treno locale per raggiungere Bari e da lì salire su un Frecciarossa, oppure ad affrontare disagi legati ai lavori in corso sulla tratta Taranto-Potenza-Roma, già annunciati anche per l’anno prossimo.
La proposta avanzata nel documento è pragmatica: declassare i Frecciarossa attualmente in servizio sulle tratte Taranto-Bari e Taranto-Potenza a normali Intercity. Secondo i firmatari, la velocità di queste tratte non giustifica il loro status di Frecciarossa, che dovrebbe invece essere considerato un servizio universale e non a mercato. Inoltre, viene chiesto di rendere quotidiani, dal 1° giugno al 30 settembre, i due treni periodici 705 e 710, attualmente operativi solo in alcuni giorni.
Questi i firmatari della nuova missiva: Piero Bitetti (Consigliere Comunale), Cosimo Borraccino (Consigliere Del Presidente Emiliano), Rosa D’amato (Già Europarlamentare), Vincenzo Di Gregorio (Consigliere Regionale), Giovanni Liviano (Consigliere Comunale) Michele Mazzarano (Consigliere Regionale), Donato Pentassuglia (Assessore Regionale), Massimiliano Stellato (Consigliere Regionale), Salvatore Mattia (Socialismo XXI), Fausto Rossetti (Cisl Trasporti), Carmelo Sasso (Uil Trasporti), Antonio Zotti (Cgil Trasporti), Vincenzo Cesareo (Presidente Camera Di Commercio Ta E Br) e Leonardo Giangrande (Presidente Ascom/Confcommercio).

Fra
Cioè da ridere anche la prossima estate Trenitalia ha promesso che non ci darà e non ci sarà il treno per Roma , la loro rappresentazione è patetica … Taranto non è una metà turistica , Taranto ha bisogno del treno e basta , ci vuole l’aeroporto e basta almeno l’estate poi fate che cavolo volete e cercare di fare diventare Taranto un paese di solo ottantamila abitanti i quasi duecentomila fanno ridere e non servono , cercate di ottimizzare almeno così diamo per buono il cattivo funzionamento della regione Puglia ,che ci usa come depandance ,come discarica e fonte inquinante e punto di riferimento per l’autonomia differenziata almeno fino a quando il catorcio dell’ilva e della raffineria saranno lr uniche fonti inquinanti a
rappresentare una regione che non può vivere di soli taralli e mozzarelle … non di Taranto ovviamente …
Fra
Possibile che la palla sx del presidente non riesca a parlare con lui e ottenere dei risultati concreti ?!
GIUSEPPE
Cito… “La proposta avanzata nel documento è pragmatica: declassare i Frecciarossa attualmente in servizio sulle tratte Taranto-Bari e Taranto-Potenza a normali Intercity. Secondo i firmatari, la velocità di queste tratte non giustifica il loro status di Frecciarossa”…
Allora dovrebbero declassare il 70% dei Frecciarossa circolanti in Italia… La Bari-Lecce e la Bari Foggia, dove circolano almeno 20 coppie di Frecciarossa al giorno, hanno gli stessi standard della Bari-Taranto (velocita’ massima 150 km/h). Declassiamo tutto? Il frecciarossa ormai, tocca quasi tutti i capoluoghi di provincia italiani (Sicilia e Sardegna escluse), di questi solamente Salerno, Napoli, Roma, Firenze, Bologna, Reggio Emilia, Milano, Brescia e Torino sono servite dall’ alta velocita’; tutti gli altri si trovano su linee convenzionali con velocita’ che in rari casi superano i 180 km/h. Prima di formulare certe proposte ridicole, occorrerebbe approfondire un attimo la propria conoscenza in materia. I politici locali sanno benissimo che il Frecciarossa Taranto-Potenza-Roma-Torino, esiste perche’ pagato dalla regione Basilicata; ha origine da Taranto perche’ le stazioni di Metaponto e Potenza, non sono adatte alla preparazione di simili treni. Le istituzioni locali si battano affinche’ Taranto abbia un Frecciarossa per Roma e Firenze via Bari, così la prossima estate non ci ritroveremo ad affrontare l’ ennesima soppressione che si verifica puntualmente da oltre 10 anni, in cui la ferrovia Metaponto-Potenza-Salerno viene chiusa per i soliti lavori di potenziamento; in realta’ pero’, da Taranto a Salerno occorrono nel migliore dei casi, sempre 3 ore e 15 minuti, lo stesso tempo che impiegava il pendolino Taranto-Roma quando fu riaperta la linea nel 1994. Il raddoppio della ferrovia Bari-Taranto e’ costato centinaia di miliardi di lire e svariati milioni di euro per il suo completamento, ma attualmente e’ fortemente sottoutilizzata. Per andare a Roma occorrono solamente treni via Bari; se Trenitalia risponde picche, allora la regione Puglia puo’ proporre alla compagnia “Italo” di far partire da Taranto le due coppie di treni Bari-Roma-Torino delle 6,50 e delle 13,50 ed il Bari-Roma delle 17,50 attualmente in servizio. L’ utenza non mancherebbe, ne sono certo.
Saluti,
Giuseppe,
Martina Franca.