L’esonero di mister Eziolino Capuano ha spianato la strada all’ingaggio di Carmine Gautieri: sarà lui il nuovo tecnico del Taranto per la stagione sportiva 2024/2025. Il nuovo allenatore sarà presentato domani pomeriggio alle 18.30 nel corso di una conferenza stampa che si terrà allo stadio Erasmo Iacovone, la casa degli ionici, ancora per poco più di un mese. Ma, dopo due anni, si è chiusa la seconda avventura nella città dei due mari per il mister di Pescopagano. In una situazione di scetticismo generale, anche lo stesso Capuano è passato agli occhi dei tifosi dallo status di ‘Salvatore della Patria’ allo ‘Schettino’ della situazione.
IL TARANTO DI CAPUANO. Non si può rimproverare nulla (o quasi) al trainer campano. I risultati ottenuti da Capuano alla guida del Taranto sono innegabili: in una situazione assolutamente non ottimale e congeniale, l’allora tecnico 57enne decise di accettare un progetto dall’altissimo coefficiente di difficoltà, subentrando sulla panchina dopo sole tre giornate al posto di Nello Di Costanzo. Capuano ereditò una rosa piena di giovani e di pochi giocatori all’altezza per un campionato di Serie C: insieme al direttore sportivo Evangelisti, l’allenatore riuscì ad operare sul mercato ingaggiando alcuni calciatori funzionali al progetto tecnico: tra questi Vannucchi, Formiconi, Romano, e Bifulco, che hanno avuto un ruolo centrale nella stagione 2022/23. Nonostante tutte le difficoltà del caso, Capuano è riuscito a fare di necessità virtù: complice il caso Catania, il Taranto riuscì ad ottenere la salvezza con tre turni d’anticipo rispetto alla fine della stagione regolare, grazie anche al successo per 3-0 sul Pescara di Zeman. All’ultimo turno contro il Messina, soltanto il ‘gatto nero della sfortuna’ e una serie di legni impedirono alla squadra rossoblù di accedere, clamorosamente, ai playoff: la classifica avulsa condannò gli ionici, che conclusero la stagione all’11° posto. Ma non solo il risultato sportivo perché al tecnico va dato anche il merito di aver riportato i tifosi allo stadio, specie dopo un’intera annata di contestazione nei confronti della proprietà. Nel campionato successivo a Capuano viene affidato il ruolo di allenatore-manager: pertanto, insieme al presidente Giove, fu lo stesso tecnico a curare interamente le trattative e l’allestimento della rosa. Una squadra rinforzata in tutti i reparti, che contava pochissime riconferme dell’ultimo torneo (Vannucchi, Loliva, Antonini, Ferrara, Mastromonaco, Romano, Bifulco). Arrivano giocatori di grande caratura, come Zonta, Kanoute e Cianci, ma soprattutto Capuano può contare sul pubblico dello Iacovone per provare a fare qualcosa di impensabile. Ma il fortino del rione Salinella viene interessato da un incendio, proprio nel post partita della sfida d’esordio contro il Foggia, in Curva Sud: ciò obbliga il Taranto a giocare una gara in campo neutro e una a porte chiuse, oltre a una serie di match ravvicinati. Il cammino è esaltante, i rossoblù sono in scia alle big del torneo e concorrono per i primi posti del campionato. Ma la mazzata giunge con la penalizzazione in classifica: un -4 che influirà (e non poco) sulla classifica della compagine tarantina che, senza tale sanzione, avrebbe chiuso la stagione regolare al secondo posto in classifica. Nei playoff il Taranto fatica ma supera i primi due turni, contro Latina e Picerno, poi cede al Vicenza nella doppia sfida e viene eliminato.
QUARANTA GIORNI DI SILENZIO. Dalla sfida del Menti di Vicenza, che sancisce la chiusura sul campo della stagione sportiva 2023/24, al primo contatto tra Capuano e il presidente Giove passano quaranta giorni. Un silenzio assordante condito da tante indiscrezioni: il tecnico ha vacillato e, probabilmente, sperava anche in una chiamata da categorie superiori dopo la grande stagione in riva allo Ionio. Poi un pranzo, a metà giugno, col numero uno del club rossoblù, che rassicura il tecnico sulla fattibilità del progetto tecnico (non legato al minutaggio) e sulla disponibilità dello Iacovone per la prossima stagione sportiva: senza questi due elementi, Capuano non avrebbe proseguito la sua avventura alla guida del Taranto. Ma nell’ambiente torna a regnare lo scetticismo perché i tifosi, dopo un campionato ad alti livelli, sperano di poter continuare a vedere dei campionati da vertice.
LO IACOVONE, MA NON SOLO. I rossoblù cominciano a perdere pezzi. In primis non viene rinnovato il contratto di Vannucchi (il giocatore sostiene di non aver mai ricevuto la chiamata per firmare il nuovo accordo, poi il contatto con Capuano e le condizioni cambiate, ndr), poi Kanoute saluta Trapani grazie ad una clausola rescissoria inclusa nel contratto mentre non vengono riscattati Zonta e Matera. Cominciano a venire meno le prime certezze, incluso lo stesso stadio Iacovone, uno dei punti cardini per la permanenza di Capuano in terra ionica. Il Taranto parte per il ritiro di Viggiano con una rosa ridotta ai minimi termini e con mezzi propri mentre il tecnico, tra campo e albergo, continua a intavolare delle trattative per portare dei giocatori in rossoblù: inizialmente sfumano Rapisarda e Welbeck dal Catania, che manda Bocic in prestito. Pierozzi, Cerretelli e Schenetti vengono ingaggiati dal Taranto, così come viene finalizzato il ritorno di Miceli e contrattualizzati due portieri come Nobile e Soncin. Ma, a pochi giorni dalla chiusura del ritiro precampionato, giunge la doccia gelata: le dimissioni del presidente Giove e la disponibilità dell’impianto del rione Salinella soltanto fino al prossimo 30 settembre. Il lavoro in terra lucana viene interrotto e, contestualmente, inizia il fuggi fuggi: il contratto di Schenetti non è mai stato depositato, Pierozzi torna alla Fiorentina e Cerretelli alla Cremonese, mentre Nobile e Soncin lasciano gli ionici. Alla ripresa degli allenamenti Capuano non si presenta, così come il suo vice Zangla e il preparatore Ciciriello: tutti hanno presentato un certificato medico. Una decisione che lascia di stucco anche Lucchesi, nominato da Giove come nuovo direttore generale e traghettatore per effettuare la cessione del club, dopo le sue dimissioni.
DA SALVATORE DELLA PATRIA A SCHETTINO. Il clima continua sempre più a riscaldarsi: oltre alle contestazioni verso l’ex presidente Giove, reo secondo i tifosi di non essere disposto a trattare la cessione del club, i supporters tarantini sui social iniziano anche a criticare le scelte di Capuano. Nel corso di una manifestazione, l’allenatore viene paragonato a Schettino (il capitano della Costa Concordia, ritenuto colpevole per il nubifragio dell’imbarcazione) in quanto in precedenza aveva sostenuto di voler essere l’ultimo ad “abbandonare la nave” in caso di problemi. Dopo essergli stata smantellata la rosa, Capuano viene accusato di tradimento. L’ulteriore certificato medico attestante il prolungamento della malattia certifica la rottura del rapporto tra il tecnico di Pescopagano e la società: dopo pochi giorni, il Taranto lo esonera, ponendo la parola fine al suo secondo mandato in terra ionica.
ONERI E ONORI. Tanto di cappello, dunque, per i risultati sportivi conquistati sul campo e quanto di buono fatto nel corso delle due stagioni: sicuramente a Capuano va dato atto di aver ricostruito l’ambiente e riportato oltre 10.000 spettatori allo Iacovone (non accadeva da Taranto-Bari, ultima gara casalinga del campionato di Serie C 2021/2022). Ma allo stesso tempo occorrerebbe capire perché Capuano, per il bene della società e della Taranto sportiva, non abbia fatto nulla dopo la penalizzazione dello scorso campionato. Probabilmente c’è anche una percentuale (seppur piccola) di responsabilità nella questione Vannucchi perché, già durante l’evolversi del torneo, la questione poteva essere affrontata in maniera diversa. Dopo essere stato portato in trionfo dai tifosi e aver battuto la mano sul petto sotto la Curva Nord, il tempio del tifo tarantino, forse un po’ più di chiarezza verso i supporters sarebbe stata ben gradita, specie dopo la lettera scritta poco più di due settimane fa. Adesso voltare pagina sarà obbligatorio, a prescindere da quale sarà la proprietà del club ionico.
*foto Paolo Occhinegro







Vecchione Giulio
Buongiorno
A stare appresso al tifoso tarantino medio anche l oro diventa piombo.
E anche un tecnico capace di fare miracoli, diventa un cretino ed un incompetente.
E’ il risultato finale di far parlare persone ignoranti e presuntuose.
Mi spiace per Capuano ma doveva dimettersi alla fine del campionato 2023/24 e non farsi stritolare dall’ ambiente tarantino.
Auguri al nuovo allenatore del Taranto.
E vediamo quanto dura.
Saluti
Vecchione Giulio
Piero
Branco di idioti quelli che se la.prendono con Capuano, dopo una salvezza con squadra indegna e un secondo posto con squadra mediocre. Doveva dimettersi rimettendo un sacco di soldi per fare il gioco del duo malefico che voleva proprio quello?
ROBERTO PESENTI
Capuano/Schettino…”…ritenuto colpevole per il nubifragio dell’imbarcazione…” NAUFRAGIO! Quale nubifragio?