Da scuola ed edificio commerciale, da polo culturale di uno dei quartieri più periferici e a rischio dispersione scolastica di Taranto a probabile, ennesimo, supermercato. È questo il destino che attende l’immobile situato in viale dell’Industria, nel quartiere Paolo VI, nel quale per anni è stata ospitata la succursale dell’Istituto di Istruzione Superiore Statale “Augusto Righi”. L’edificio è stato infatti recentemente venduto dal Comune di Taranto alla Empired Real Estate Development, impresa di costruzioni locale, specializzata nella realizzazione di locali commerciali. Ma cerchiamo di ricostruire la recente e travagliata storia di questa struttura.
DA POLO CULTURALE A RUDERE
Costruito intorno agli anni ‘80, l’edificio ha dapprima ospitato la sede distaccata dell’I.T.I.S. “E. Majorana”di Martina Franca, successivamente è diventato sede distaccata del Righi, che proprio nel quartiere Paolo VI conta numerosi studenti.
Col passare degli anni, però, sono emerse criticità strutturali che hanno reso pericolosa la permanenza di alunni e personale scolastico al suo interno: nel 2014, a seguito di forti piogge, l’immobile si allagò e il primo piano fu dichiarato inagibile a causa della mancata messa in sicurezza del solaio.
Secondo quanto riferito all’epoca dal Comitato di quartiere Paolo VI, il dirigente scolastico aveva più volte allertato la Provincia, competente per la manutenzione dell’immobile, delle condizioni di fatiscenza della struttura, ma l’Ente aveva declinato ogni possibilità di intervento per mancanza di risorse finanziarie, impegnandosi a procedere con soluzioni provvisorie per tamponare momentaneamente la situazione. Successivamente, la Provincia dichiarò di essere in attesa di un finanziamento di 120 mila euro con il quale, a partire dalla fine dell’estate 2015, avrebbe avviato i lavori di messa in sicurezza dell’immobile.
A settembre 2019, però, in concomitanza con la ripresa delle lezioni, l’amministrazione provinciale fu costretta a chiudere la struttura, dichiarata inagibile dai Vigili del fuoco per le problematiche precedentemente emerse, causando non pochi disagi agli studenti. La situazione fu poi risolta grazie alla disponibilità di alcune aule della sede tarantina del Politecnico di Bari, di proprietà del Comune e situate nello stesso quartiere.
“Ci teniamo tantissimo che quell’unico polo culturale del quartiere possa tornare a nuova vita e ci venga presto restituito, qui siamo ospiti”, dichiarò in quell’occasione una docente del Righi, Angela D’Oria. Sull’immobile di viale dell’Industria, diventato rudere fatiscente e preda del degrado, è calato invece il silenzio.
LAVORI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA: COSA È STATO FATTO?
Risale, infatti, ad ottobre 2020 l’ultimo atto consultabile della Provincia, riguardante una determina a contrarre, che faceva seguito all’approvazione del progetto esecutivo dei lavori di manutenzione straordinaria di natura edile da attuare nell’immobile di viale dell’Industria, per un costo stimato di 250 mila euro.
A gennaio 2022 l’allora commissario prefettizio del Comune di Taranto, Vincenzo Cardellicchio, firmò con Provincia e Politecnico di Bari il rinnovo del protocollo d’intesa finalizzato all’utilizzo, da parte di alunni e personale scolastico del Righi, di 8 aule della sede tarantina del Politecnico situato in viale del Turismo. Nel documento si legge che “presso la succursale dell’ITIS A. Righi”, situata in viale dell’Industria 140, “si stanno ultimando lavori di manutenzione straordinaria che impediscono il regolare svolgimento delle lezioni”.
A tale indirizzo, tuttavia, risultano abitazioni civili: la sede distaccata del Righi, infatti, si trovava al civico 17. A cosa si faceva riferimento, dunque, nel rinnovo del Protocollo? Al momento la sede distaccata del Righi resta tra le aule del Politecnico: alla fine di febbraio 2023, infatti, l’atto di intesa è stato nuovamente rinnovato.
LA VENDITA A PRIVATI
A febbraio di quest’anno, l’amministrazione comunale ha ritenuto opportuno procedere all’alienazione dell’immobile, dichiarando che era stata ricevuta una manifestazione di interesse all’acquisto: nella delibera si legge, in particolare, che il Comune, proprietario dell’immobile, ha preventivamente verificato con la Direzione Servizi Educativi se fosse previsto un futuro utilizzo dell’edificio scolastico e richiesto alla Direzione Lavori Pubblici se tale immobile rientrasse nella programmazione delle opere pubbliche per renderlo idoneo e funzionale all’utilizzo scolastico, ricevendo da entrambe risposte negative.
Nello specifico, tenendo conto del dimensionamento scolastico e dell’offerta formativa, è stato affermato che non c’era alcuna intenzione di adibire l’edificio a scuola, “né risultano stanziate risorse economiche per rendere l’edificio idoneo e funzionale all’utilizzo al quale era destinato”. Sempre secondo quanto si legge nel documento, l’istituto interessato “avrebbe già individuato i locali da destinare eventualmente alle classi”.
Kyma Servizi, su incarico dello stesso Comune, ha poi stimato in 350 mila euro il valore dell’immobile, tenendo conto che la struttura necessiterebbe di “interventi massivi di manutenzione straordinaria e di adeguamento alle norme vigenti – in particolare per rifacimento infissi, impianti elettrici, idrici e di climatizzazione, lavori edilizi interni ed esterni”: il che confermerebbe che nessun lavoro di messa in sicurezza e adeguamento sismico è stato effettuato negli anni passati.
A questo punto l’amministrazione comunale, nell’ottica di risparmio e contenimento della spesa pubblica, ha inserito l’immobile di viale dell’Industria nel Piano di alienazione e valorizzazione degli immobili di proprietà, procedendo in seguito ad un’asta ufficiosa ad istanza di parte, con base d’offerta di 350 mila euro. Ad agosto 2024 il procedimento si è concluso con l’accettazione dell’unica offerta pervenuta, di 375 mila euro, da parte dell’impresa locale di costruzioni Empired Real Estate Development.
Per capire quale sarà l’uso a cui sarà destinato l’edificio abbiamo contattato telefonicamente l’impresa: al momento non ci sono progetti certi a riguardo ma, con ogni probabilità, ci è stato riferito che l’immobile sarà oggetto di un intervento di rigenerazione urbana di carattere commerciale, ambito in cui l’impresa è specializzata.
In definitiva, nessuna riqualificazione per un immobile che avrebbe potuto continuare a svolgere la sua funzione di edificio scolastico e polo culturale, permettendo al Righi di “restituire” le aule al Politecnico; al suo posto, a fronte di 375 mila euro nelle casse comunali, è stato ritenuto più opportuno costruire un altro edificio di carattere commerciale.
Nell’ambito del ricco Piano triennale delle opere pubbliche (di cui è stato da poco approvato il secondo aggiornamento) la Provincia, tuttavia, ha programmato tra gli altri interventi anche “lavori di manutenzione straordinaria” e “adeguamento dell’impianto antincendio alla normativa vigente”, per un totale di 4 milioni di euro, destinati alla sede centrale del Righi e alla sua succursale: definizione con la quale si fa riferimento, con ogni probabilità, alle aule del Politecnico di Bari.
Insomma, i fondi (in parte provenienti dal bilancio dell’Ente, in parte ottenuti con finanziamenti europei, governativi e regionali) ci sono, ma non sono stati destinati alla riqualificazione dell’edificio di viale dell’Industria. Una vicenda che lascia più punti interrogativi che certezze, sulla quale ci riproponiamo di tornare a breve, interpellando la Provincia.






Interrogarono il morto non rispose …sempre più conferma che Taranto peggiora giorno dopo giorno ,é gestita da incapaci e si sta trasformando in una citta del terzo mondo . Che vergogna .