“Ho depositato un’interrogazione a risposta orale in Commissione al ministro dello Sviluppo economico, in merito all’ipotesi di insediamento di una nave rigassificatrice nelle acque del porto di Taranto e relativamente all’anti-economicità dell’operazione ‘prestito ponte’ ad Acciaierie d’Italia”, l’annuncio è del senatore Mario Turco (vicepresidente M5s), il quale spiega che la presenza di un rigassificatore della società azera Baku Steel (citata dal ministro Urso durante i lavori della 87esima Fiera del Levante, lo scorso 28 settembre), continuerebbe a maltrattare senza sosta le condizioni ambientali di una città già fortemente provata in tal senso, e notoriamente martoriata dalla concentrazione di più fonti di rischio per la salute dei suoi abitanti (ex-Ilva, Eni, Base Navale Nato, ecc.).
Il parlamentare jonico chiede, dunque, al ministro Urso se sia realmente nelle sue volontà “aggiungere un ulteriore disastro ambientale, attraverso la costruzione di un rigassificatore nella città di Taranto, dando vita ad una forma di ingiustificato accanimento contro un territorio che, invece, richiede di essere risarcito, in nome delle vite che già hanno pagato per la dissennatezza di chi ha preferito il profitto alla salute collettiva”.
Non solo, nella sua interrogazione il sen. Turco domanda quale sia la logica seguita dal Governo “che concede un prestito ponte da 320 milioni di euro all’ex Ilva utile a far ripartire la produzione con combustibile fossile, riattivando gradualmente i quattro altiforni disponibili. Un fatto che, oltre ad essere totalmente incompatibile con la sostenibilità ambientale e la tutela alla salute, risulterebbe anche sconveniente sotto il profilo economico”
