Una tifoseria col fiato sospeso. Sono ore di vitale importanza per conoscere il futuro del Taranto FC 1927: le indiscrezioni sulle varie cordate si susseguono, una dopo l’altra, ma adesso sembrerebbe giunto il momento per la definitiva chiusura dell’affare. I supporters ionici vivono con spasmodica attesa gli ultimi giorni, quelli che potrebbero sancire la chiusura dell’era Massimo Giove nella città dei due mari. La vita del club è in bilico perché, qualora la cessione delle quote di maggioranza non dovesse venire, ci sarebbero da ottemperare degli impegni finanziari, a partire dal prossimo 16 ottobre quando occorrerà saldare gli stipendi dei giocatori (circa 200.000 euro), comprensivi delle ritenute fiscali ed, inoltre, da parare le tante ingiunzioni di pagamento che stanno arrivando al ritmo di una spara palloni. Un passo obbligatorio per evitare che la squadra tarantina possa ottenere un’altra penalizzazione in classifica (la prima sarà annunciata il prossimo 5 novembre): un mancato pagamento potrebbe mettere a rischio il proseguimento della stagione e aggravare ulteriormente la già delicata situazione economica. Sempre inerente al 5 novembre, però, il Taranto può ben sperare: la penalizzazione, in un primo momento auspicata in 4 o 6 punti, potrebbe essere ridotta a soli 2 punti. In ballo il caso Semprini, che avanzerebbe poco più di 5.000 euro dal club come incentivo all’esodo. Una riduzione della penalizzazione farebbe anche ben sperare i potenziali investitori.

IL FONDO AMERICANO (?). Negli ultimi giorni si era verificato un rallentamento nella trattativa a causa di alcuni problemi economici legati al club ionico. Gli intermediari della cordata “americana” con sede alle Isole Bermuda in realtà ( sono, ugualmente, rimasti alla porta, attendendo l’evoluzione della situazione: da parte della società, l’Apex Group Ltd, ci sarebbe ancora oggi l’intenzione di rilevare il club. Il fondo ha già lavorato sul capoluogo ionico in occasione del SailGP mostrando, dunque, interesse per gli eventi sportivi sul territorio tarantino, ma non solo. Il legame con l’Amministrazione Comunale potrebbe rappresentare una spinta non indifferente, affinché la negoziazione possa andare in chiusura nelle prossime ore.

LA CORDATA TOSCANA, MA NON SOLO. L’Apex Group Ltd, ma non solo. Al Taranto, nei giorni scorsi, si è proposta anche una cordata toscana, la stessa interessata a rilevare due anni fa la Reggina e la scorsa estate il Matera. Qualora Giove decidesse di vendere le quote a questo gruppo di imprenditori, non è escluso che possa essere trasferito l’intero pacchetto di maggioranza: con questa soluzione, sarebbe in bilico anche la posizione di mister Gautieri (già traballante dopo i risultati conseguiti in questa prima parte del campionato), che sarebbe sostituito da Mark Iuliano e Andrea Barzagli nelle figure di primo e secondo allenatore. Alla PEC del club sarebbero giunte anche altre richieste per l’acquisizione delle quote, ma molti gruppi interessati non avrebbero fornito le giuste garanzie economiche o addirittura erano dei millantatori. Va ricordato che, a metà agosto, una cordata composta da un gruppo di professionisti e imprenditori pugliesi con a capo il commercialista Francesco De Cosmo, aveva inviato una manifestazione d’interesse alla Consultrust srl, quest’ultima mandataria delle quote del socio di maggioranza, per provare a rilevare l’intero pacchetto. Giove ha sempre dichiarato che l’eventuale cessione della società dovrà avvenire ad una cordata che possa essere in grado di dare continuità al progetto tecnico, fornendo anche delle sicurezze sul fronte finanziario per il futuro del club.

2 Responses

  1. Il burrone è la certezza ,a momenti c’è il rischio che Taranto rimanga senza stadio se non avverrà il dissequestro nei tempi… Dopo ci sarà da ridere , quando si tratta di Taranto il fallimento è assicurato ,che città “per dire” indecorosa .

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