Cittadella: sul futuro un silenzio sinistro

 

Sindacati e lavoratori tornano a reclamare chiarezza sul futuro della Fondazione
Posted on 17 Ottobre 2024, 07:04
6 mins

E’ trascorso oltre un mese dal termine (7 settembre), indicato dal Tribunale di Taranto per la presentazione del piano di risanamento e industriale della Fondazione della Cittadella della Carità, tramite l’amministratore giudiziario, l’avvocato Dario Lupo. Ma la coltre di silenzio che ha circondato la vertenza della Fondazione non sembra in procinto di diradarsi, anzi. Quel piano ad oggi, ancora non c’è. O, almeno, non è stato mostrato alle organizzazioni sindacali, se non una semplice bozza in una riunione estiva di tre mesi fa. Per questo le organizzazioni sindacali FP CGIL, CISL FP, Ugl e FIALS tornano a protestare all’esterno della sede del Vescovado, per chiedere ancora una volta che qualcuno si prenda la responsabilità di chiarire una volta e per tutte i termini di una vicenda che continua ad avere diversi punti oscuri.

Ai lavoratori infatti, non è stata ancora corrisposta la seconda tranche della tredicesima del 2023 pari al 50%, il premio di produzione e lo stipendio di settembre, mentre il personale del reparto di Cardiologia è stato posto in ferie o collocato in altri reparti. A tutto questo si aggiunge quello che è senza dubbio il tratto più drammatico della vertenza: il silenzio assordante sulla soluzione strutturale della crisi e soprattutto sulle garanzie occupazionali per le lavoratrici e i lavoratori della Fondazione. Nondimeno rilevante è la mancanza di notizie circa il mantenimento della mission peculiare della Fondazione, visto che della trattativa che nei mesi scorsi era in corso per il fitto del ramo d’azienda alla società Soave Sanità, controllata dalla Neuromed, e della voltura a quest’ultima degli accreditamenti, non vi è più traccia. I sindacati non hanno più ricevuto alcuna notizia, né la società né la Curia hanno più lanciato segnali in tal senso.

La società aveva infatti più volte confermato, almeno ai tavoli a cui aveva presenziato, la totale disponibilità ad investire e a procedere con l’acquisizione del ramo d’azienda e il mantenimenti di tutti gli attuali livelli occupazionali (condizione imprescindibile per la conclusione positiva della vertenza), dichiarandosi pronta a subentrare con un investimento iniziale pari a 2 milioni di euro. Ma il percorso delle volture degli accreditamenti è ancora in stand-by. In Consiglio regionale era prevista la presentazione di una mozione di modifica della Legge 9 che attualmente costituisce un ostacolo d’intralcio sulla positiva conclusione della vertenza. Il paletto posto dall’art. 9 della legge regionale n. 9 del 2017 prevede infatti la possibile decadenza dell’autorizzazione dell’accreditamento sanitario della struttura in capo al cedente, in caso di violazione degli obblighi retributivi e contributivi, circostanza che per la Regione si sarebbe realizzata presso la Fondazione Cittadella nell’ultimo periodo, attraverso il congelamento degli stipendi di aprile e altre mancate o ridotte retribuzioni. Congelamento derivato dal fatto che lo scorso 8 maggio il Cda della Cittadella ha presentato la proposta concordataria (contenente il piano strategico di sviluppo e una proposta di ristrutturazione del debito ai creditori ed accolta dal tribunale lo scorso 8 giugno). Mentre sembra siano ancora necessari alcuni passaggi tecnico-amministrativi prima di procedere alle volturazioni, tra cui le autorizzazioni da parte di SISP, Spesal, Dipartimento di Prevenzione e Vigili del Fuoco.

Attualmente, lo ricordiamo, le procedure esecutive in merito al complesso edilizio sanitario sono state sospese. L’intera struttura era infatti stata posta all’asta giudiziaria (costituito da un terreno pertinenziale, un complesso edilizio sanitario composto da un ingresso portineria, alloggio custode, locali adibiti ad uso foresteria, depositi, cabina elettrica e quattro corpi di fabbrica, per un’estensione pari a 9900 metri quadri): prezzo base pari a 22 milioni di euro, offerta minima di 16,5 milioni di euro, con le prime offerte che andavano presentate entro lo scorso 15 aprile. Un passaggio scontato, dopo che tutto il patrimonio immobiliare della Fondazione era stato pignorato da due istituti bancari, a causa di una voragine finanziaria pari ad un debito di almeno 20 milioni di euro. Ma almeno per il momento, questo aspetto è stato di fatto sospeso.

La lunga crisi della struttura sanitaria che svolge un ruolo di prima importanza per la provincia ionica mettendo a disposizione del territorio 80 posti di Rsa e 54 posti letto in una Casa di cura oltre ad un poliambulatorio, e che dà lavoro a 150 persone, è quindi ancora lungi dall’essersi risolta. Anzi, al momento una soluzione non appare nemmeno all’orizzonte. Il mancato pagamento degli stipendi di settembre è stata l’ennesima mazzata sul morale dei lavoratori. Con i sindacati che continuano a lavorare da mesi, giorno dopo giorno, nella più completa solitudine (complice anche il silenzio della classe politica locale) per evitare l’ennesima drammatica vertenza sul lavoro e la perdita di una struttura d’assistenza sanitaria fondamentale per la nostra provincia.

(leggi tutti gli articoli sulla crisi della Fondazione Cittadella della Carità https://www.corriereditaranto.it/?s=cittadella&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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